Mancini capolista di Altre Marche
“Corvatta ha sposato la linea del Pd”
CIVITANOVA - Il docente universitario accusa il sindaco di aver perso i suoi valori di origine durante la presentazione della sua candidatura alle regionali
di Laura Boccanera
«Corvatta ha sbagliato lettura della realtà». Roberto Mancini nel presentare la sua candidatura come capolista di “Le altre Marche. Sinistra Unita” critica la politica del sindaco Tommaso Claudio Corvatta, parlando di un sistema che ha perso la sua peculiarità e ha sposato la linea del Pd. Il biasimo avviene ai margini della conferenza stampa di presentazione della sua candidatura nel collegio di Macerata (leggi l’articolo). «Non è solo un progetto per le elezioni – ha detto Mancini – ma un progetto pioniere, perchè una parte della sinistra ancora insegue gli accordi con il Pd che però è un partito che ha cambiato natura, si è spostato su una linea liberista e c’era la necessità di creare una forza politica con chi sta a sinistra del Pd. Oltre a Sel, Rifondazione e Comunisti ci sono anche numerosi movimenti civici e ambientalisti. La sinistra deve essere lo strumento di rappresentazione sociale di insegnanti, giovani, precari, fino ad oggi non è successo». Un candidato civitanovese, ma che non guarderà solo a Civitanova: «Questa città gode di molti primati, alcuni positivi come la ricchezza e vivacità economica, altri negativi come il primato regionale di tossicodipendenze. Vorrei che Civitanova fosse inserita in un contesto provinciale e regionale più vasto». Presenti a sostenere Mentrasti anche Luciana Teti e Flavio Angeletti. Duro il giudizio sull’operato di Spacca, ma anche su quello del sindaco Tommaso Corvatta. E sembra che ci sia una spaccatura ormai insanabile fra Corvatta e il gruppo della sinistra.
Il riferimento va al fatto che il primo cittadino ha partecipato sabato all’inaugurazione della sede elettorale del candidato civitanovese del Pd Francesco Micucci, ma non era presenta alla conferenza stampa di Mancini. «Corvatta ha perso gli obiettivi per cui lo avevamo candidato» – tuona Angeletti. Negativo anche il giudizio di Mancini sebbene più diplomatico: «La sua ora appare una posizione inappropriata rispetto ai valori dell’origine, oppure dovrebbe sposare la linea liberista del Pd. Corvatta ha sbagliato lettura della realtà».











Questi qui se ne sono accorti tardi di avere che fare con democristiani in salsa fascistoide con Renzi che epura i dissenzienti.
“Corvatta ha perso gli obiettivi per cui lo avevamo candidato”, parole e musica del segretario cittadino di Rifondazione Comunista. Ricordo che questo partito è parte integrante della maggioranza che governa Civitanova, con un proprio rappresentante in giunta (Peroni). Ora vediamo se alle parole seguiranno i fatti, con la conseguente uscita dalla maggioranza, ovvero se si tratta soltanto di dichiarzioni elettorali, per raccogliere voti nella sinistra scontenta dell’operato della giunta Corvatta. Come noto Sel è fuori dalla maggioranza, da quando ha verificato accordi ed incarichi concessi agli ex missini del Fli. Non deve stupire più di tanto la presenza del sindaco all’inaugurazione della sede elettorale di un candidato espressione di una dinasty, candidature trasmesse da padre in figlio. Il tutto ammantato dalle poco credibili manifestazioni di rinnovamento, con il sostegno alla primarie per governatore del volto nuovo Ceriscioli. Anche Corvatta fa parte di questa nomenklatura locale, che ha sin troppi esempi nella politica civitanovese, sindaco il padre e sindaco il figlio. Perchè ormai è chiaro a Civitanova in molti casi si fa politica per discendenza, come avveniva una volta nelle professioni, ad esempio per quella di notaio. Spetta ai cittadini, con il voto elettorale delle prossime regionali, imprimere una svolta di sostanziale rinnovamento. Distinguere cioè il reale cambiamento del fare politica, da quello che non lo è affatto.
appaiono anche a me prese di distanza troppo tardive.