Arte e cultura,
giunta e Consiglio trovano l’accordo

MACERATA - Approvato all'unanimità l'ordine del giorno che chiede all'amministrazione di attivarsi per evitare la chiusura del cinema Italia. Sul Tintoretto, l'assessore Monteverde annuncia: "Con l'orologio della torre farà parte di un percorso rinascimentale". Sull'associazione Rebis, Mandrelli chiede di dare valore all'attività teatrale
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I membri del teatro Rebis. Foto di C. Gentili

I membri del teatro Rebis. Foto di C. Gentili

di Marco Ribechi

Si è discusso di arte e cultura oggi nella seduta del consiglio comunale di Macerata che vedeva all’ordine del giorno tre spinose questioni da settimane  poste sul piatto della bilancia: l’associazione Rebis rimasta senza una sede dopo l’assegnazione del teatro di Villa Potenza tramite bando, il dipinto del Tintoretto della chiesa delle Vergini, adocchiato da Sgarbi e portato in mostra ad Urbino ed il cineteatro Italia che rischia la chiusura per mancanza di fondi. Riguardo al Rebis (leggi l’articolo) il consigliere comunale del Pd Mandrelli ha presentato un’interrogazione per capire il valore che il Comune assegna all’opera dell’associazione soprattutto in virtù delle significative esperienze nel settore teatrale che sono state dimostrate negli anni. Il consigliere ritiene che il profilo del nuovo soggetto gestore, l’Helvia Recina Volley, non sia in linea con le attività da svolgere nel teatro.
 Riaperta anche la questione del dipinto di Jacopo Tintoretto di proprietà della chiesa delle Vergini ma attualmente in trasferta all’Oratorio San Giuseppe di Urbino (leggi l’articolo). Il consigliere Ivano Tacconi (Udc) ha infatti presentato un’interpellanza per far luce sulla posizione del Comune riguardo la conservazione e la futura visibilità dell’opera. «E’ necessario difendere il patrimonio artistico pubblico – afferma il consigliere – difendere il Tintoretto e lasciarlo nella parrocchia poiché non è vero che la chiesa è poco frequentata come afferma Sgarbi. Chiediamo agli organi incaricati di far chiarezza su come sarà valorizzato in futuro il dipinto per inserirlo nei circuiti artistici Maceratesi». Serena la risposta dell’assessore Monteverde, forte di chi ha già deliberato sulla questione «Sono perfettamente d’accordo con Tacconi. Il dipinto è di Macerata e resterà nella città. Dall’altro lato ci fa un immenso piacere che Sgarbi con il suo intervento abbia dato nuovo lustro a quest’opera che tra l’altro è già presente negli itinerari turistici cittadini dal 1997. Da lungo tempo gli esperti e la comunità artistico scientifica afferma che l’opera è probabilmente un Tintoretto originale e Sgarbi non ha fatto altro che confermare ciò che si sapeva da tempo. Possiamo anzi affermare che il quadro potrebbe essere inserito all’interno di un itinerario rinascimentale proprio in occasione dell’inaugurazione dell’orologio della torre civica poiché Galasso Alghisi da Carpi, architetto della Chiesa delle Vergini, aveva prestato la sua opera anche per l’antico orologio. Si andrebbe così ad aggiungere un nuovo itinerario oltre a quelli della città Medioevale e della città Futurista con cui i turisti potranno godere della nostra città».

Il dibattito sulla tela del Tintoretto

Il dibattito sulla tela del Tintoretto

Infine il dibattito ha affrontato la questione relativa cinema Italia, (leggi l’articolo) spazio da tutti definito importantissimo per  la città ma che ad oggi non ha ancora un futuro ben definito. A porre la questione è stato Bruno Mandrelli del Pd che ha presentato l’ordine del giorno sottoscritto con il collega Maurizio Del Gobbo in cui si invita «l’amministrazione ad attivarsi concretamente per evitare la chiusura definitiva del Cinema Italia» In particolare il consigliere di Forza Italia Pierfrancesco Castiglioni auspica: «L’associazione continui a lavorare per evitare che quello spazio chiuda senza prospettive future. Sarebbe il caso di mantenere questa programmazione e in caso pensare altri modi per sfruttarlo». Su questo punto ha insistito anche Giuliano Meschini dell’Idv affermando che «la struttura è decisamente sotto sfruttata. L’Italia va pensata come un contenitore attivo che possa raccogliere anche altre manifestazioni della città ad oggi effettuate in luoghi non consoni ma che troverebbero nel cineteatro il loro spazio ideale. Penso ad esempio alla manifestazione su Mario Pianesi oppure alle audizioni di Musicultura che vengono svolte in un teatro che non riesce a contenere tutti coloro che vorrebbero partecipare». Massimo Pizzichini dell’Udc insiste invece sulla questione economica «In un clima di spending review non è possibile pensare che il Comune finanzi in toto attività in costante perdita. L’associazione, come tutte le altre, se vuole gestire lo spazio deve dire come pensa di mantenersi». In risposta il sindaco Romano Carancini si è dimostrato favorevole all’ordine del giorno tenendo però a precisare che «chiunque gestisca delle strutture deve autofinanziarsi. Il Comune ha già finanziato la struttura ma ora è il momento di sostenere i progetti. Se la struttura è in perdita si potrebbe addirittura pensare ad una gestione diretta con cui il comune dedica lo spazio ad attività di varie associazioni coordinandole ma non si può più pensare di mettere sul piatto dei soldi senza prevederne un rientro di qualche tipo. In ogni caso tutti siamo d’accordo sul fatto che si debba trovare un modo per mantenere aperta la struttura». A conclusione della seduta l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.



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