Cinema Italia, Rinaldelli:
“Siamo gli unici a garantire un futuro”
MACERATA - L'associazione chiarisce quali sono le spese necessarie perchè il cinema funzioni: "60-70mila euro per l'impianto di proiezione digitale e una somma di almeno 10mila euro l’anno per bilanciare i costi di gestione della struttura con gli incassi"
«L’amministrazione vuole un cinema o uno scatolone chiuso?». E’ questo l’interrogativo che pone, in vista del Consiglio comunale di Macerata di lunedì (leggi l’articolo) Maurizio Rinaldelli Uncinetti dell’associazione “Nuovo cinema” che gestisce la struttura di proprietà della Provincia di Macerata che sta proseguendo intanto la programmazione.
«Sulla questione cinema Italia è stato detto tutto e il contrario di tutto. – spiega Rinaldelli – l’associazione Nuovo Cinema vorrebbe riportare il dibattito sul terreno della realtà dei dati, anche per dare un contributo propositivo alla discussione prevista nel prossimo Consiglio Comunale.
Per continuare a tenere aperta la sala del cine teatro Italia, dal 2013 dichiarata sala d’essai dal Ministero dei Beni Culturali per qualità di programmazione – che per le direttive della Provincia, la tutela della Sovrintendenza e le norme stesse del bando di Concessione, deve mantenere la sua funzione di cinema – è necessario installare un impianto di proiezione digitale – del costo minimo di 60-70mila euro – e disporre di una somma di almeno 10mila euro l’anno per bilanciare i costi di gestione della struttura con gli incassi, chiunque ne sia il gestore.
L’associazione Nuovo Cinema, già titolare della concessione, è disposta a mettere sul piatto dei costi dell’impianto il finanziamento del 50% della somma già concesso dalla Regione – con l’anticipo della metà di tale somma in base alla fideiussione già pagata da noi- più il 30% del totale grazie al tax credit che abbiamo già richiesto al Mibac; più il nostro lavoro praticamente gratuito, come è sempre stato, fino al 2020. Non ci risulta che altri siano in grado di farlo.
Il Cinema Italia – già ora pertinente in senso territoriale al Comune in quanto situato nel centro storico della città – con la progressiva alienazione dei beni della Provincia, prima o poi, in comodato d’uso o meno, rientrerà tra le proprietà del Comune. Sta ora a questa Amministrazione, non alla prossima, decidere se in futuro vorrà vedersi recapitare un Cinema funzionante oppure uno scatolone vuoto.









