Copparo: “Nel 2000 già si trattava
con la Saba per la cessione
del ParkSì a costo zero”

MACERATA - L'attuale amministratore delegato della azienda M&P mobilità e parcheggi Spa di Ancona è stato presidente dell'Apm 14 anni fa. Il suo parere sull'acquisizione della struttura di via Mugnoz: "Non aggiungerebbe neanche un posto auto alla città ma toglierebbe fondi alla disponibilità dell'azienda pubblica"
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Erminio Copparo è stato presidente Apm nel 2000

Erminio Copparo è stato presidente Apm nel 2000

di Alessandra Pierini

C’è attesa a Macerata per conoscere quale sarà la decisione dell’amministrazione comunale di Macerata e della sua partecipata Apm, in merito all’acquisizione o meno del ParkSì, attualmente di proprietà della Saba Italia. Non è la prima volta che Saba e Apm trattano la cessione del parcheggio. Era già accaduto nel 2000. All’epoca il presidente dell’Apm era Erminio Copparo, attualmente amministratore delegato della azienda M&P mobilità e parcheggi Spa di Ancona.

Copparo, cosa è accaduto allora? 
«Saba aveva tentato di cedere la gestione o addirittura il parcheggio alla Apm. Io ho incontrato diverse volte i dirigenti di Saba che volevano cedere la gestione del parcheggio alla multiservizi. Dopo un’attenta valutazione, nella quale furono coinvolti anche i tecnici, i dirigenti comunali e l’allora commissario straordinario del Comune, optammo per una proposta che prevedesse la presa in carico della gestione del parcheggio solo a condizione che Saba avesse ceduto gratuitamente tale gestione alla Apm. In questo modo Saba avrebbe comunque “guadagnato” 200 milioni di lire all’anno, pari al valore della perdita che il Park Sì registrava a quel tempo».

Allora l’operazione non andò a buon fine, ma  la trattativa intrapresa da Comune e Apm in questi giorni sembra essere a buon punto. Cosa ne pensa?

«Preferisco prima dirle una cosa. A mio avviso chi gestisce i parcheggi, soprattutto per conto di un ente pubblico, dovrebbe avere sempre e comunque a riferimento il cittadino, l’automobilista che è il destinatario del suo servizio. Quindi dovrebbe ispirare la sua gestione a questa idea strategica di fondo, e dovrebbe farlo nella maniera più efficiente possibile impiegando quindi bene il danaro pubblico, che appartiene a tutti i cittadini. Detto questo io ritengo che l’acquisto del Park Sì da parte dell’ Apm non aggiunga nulla al cittadino o all’automobilista, sia esso maceratese o forestiero. Semplicemente perché il parcheggio c’è già. È sotto utilizzato, è vero, ma comunque svolge un suo ruolo che continuerebbe a svolgere anche se esso rimanesse in mano alla Saba fino alla scadenza della concessione. Quindi acquistare il parcheggio non aggiungerebbe neanche un posto auto a Macerata, ma toglierebbe invece molti fondi e molti danari dalla disponibilità dell’Azienda Pluriservizi Macerata (spero proprio che non prendano un prestito, così avremmo anche da rimborsare capitale e pagare interessi!). Danari che potrebbe impiegare molto, molto diversamente, soprattutto tenuto in considerazione che questo parcheggio diverrà comunque proprietà del Comune al termine del periodo contrattuale di concessione, senza sborsare neanche un euro».

L'ingresso del ParkSì da via Mugnoz

L’ingresso del ParkSì da via Mugnoz

Si spieghi meglio.

«In altre parole io penso che non si può pagare un’azienda o un ramo d’azienda in perdita al proprietario / gestore solo perché si ha in animo di rivederne completamente la gestione, integrarlo nella gestione unitaria dei parcheggi della città e magari spenderci sopra altri soldi per modifiche strutturali (ingresso dal piazzale dei Giardini). Quindi, ammesso che le idee e le iniziative che ha in mente l’Apm abbiano successo ed il parcheggio torni in pareggio o addirittura in utile, sarebbe comunque “farina del suo sacco”. Non vedo la ragione per cui pagarci la Saba per toglierle dal groppone un azienda, o meglio un ramo d’azienda, in perdita per 200.000 euro l’anno? Sicuramente l’attività di gestione dei parcheggi dell’Apm è stata in perdita nel 2013, infatti nel bilancio approvato dai soci, gli amministratori hanno firmato una relazione che riporta una perdita di esercizio, o meglio un Ebit (Earnings Before Interests and Taxes) negativo proprio nel settore parcheggi, mentre tutti gli altri settori sono comunque in utile».

L’amministrazione confida che con la gestione dell’Apm la performance del parcheggio migliorerà.

«So per certo che questo parcheggio produce, ogni anno, perdite, per la Saba sin dalla sua nascita. Ricordo ancora che quando ero presidente dell’ APM la perdita di esercizio del Park Sì si aggirava intorno ai 200 milioni di lire. Oggi ho saputo che questa perdita si è trasformata in  200.000 euro, se non vado errato».

Quindi lei non pensa che con una migliore gestione il tutto possa tornare in utile e l’Apm trarre vantaggio da questo investimento?

«Io non ho i numeri e le informazioni per poter esprimere un giudizio, tuttavia credo che se sono stati effettuati studi e/o business plan relativi a tale acquisto, essi debbano tenere assolutamente in considerazione che qualsiasi aumento del fatturato, e quindi dell’utilizzo del Park Sì da parte degli automobilisti, porterà inevitabilmente ad una diminuzione del fatturato delle aree di sosta su strada su strisce blu che sono gestite sempre dall’Apm. In pratica, aumentando l’attrattività del Park Sì, si genererà una diminuzione dei ricavi provenienti dalla sosta su strada.
In conclusione faccio io una domanda: e se tutti i buoni propositi e le iniziative studiate, i business plan preparati, i miglioramenti della gestione promessi per tutto il settore parcheggi, non dovessero avverarsi, chi paga? Su chi ricadrà l’onere? So che è una domanda retorica, ma è proprio per questo che, in coerenza con l’indole paciosa ed attendista dei maceratesi, mi chiedo: a che serve investire, non so quanti milioni di euro, per una cosa che tra x anni diventerà, senza spendere nulla, di proprietà del Comune e quindi verrà concessa in gestione alla Apm? Mi sembra, da cittadino maceratese, un modo per spendere malissimo le già scarse risorse a disposizione».

Lei è amministratore delegato della M&P mobilità e parcheggi di Ancona, che cosa fate nella vostra azienda?

«La M&P parcheggi gestisce, per conto del Comune di Ancona, socio unico e proprietario al 100% dell’azienda, tutti i parcheggi in struttura di proprietà del Comune e tutte le aree di sosta a pagamento attraverso parcometri.
È una piccola realtà. Vi sono impiegati solo 34 dipendenti, però gestiamo 8.000 posti auto su strada, quindi quelli con strisce blu, e ben sei parcheggi multipiano all’interno del comune di Ancona».

Com’è la situazione ad Ancona?

«Ebbene la situazione “in“ Ancona, come dicono gli anconetani, è, da un punto di vista stradale, ben più complicata, nel senso che noi ci lamentiamo delle buche e della manutenzione delle strade comunali qui a Macerata, vi assicuro che ad Ancona la situazione è molto peggiore. Per non parlare poi del centro storico che vive, come tutti i centri storici, una situazione di svuotamento, di perdita di attrattività e di impoverimento commerciale. L’attuale amministrazione comunale, insediatasi un anno e mezzo fa, sta molto impegnandosi su entrambi i fronti ed i primi risultati cominciano ad arrivare.
Per quanto riguarda i parcheggi “in “ Ancona diciamo che c’è una certa flessione nella richiesta: tendenza peraltro comune un po’ in tutta Italia e dovuta alla crisi economica e con la quale bisognerà fare i conti se si stanno progettando investimenti importanti».

 

 



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