Antinori: “Sono sconcertato dalle affermazioni di Mario Morgoni”

PD IN SUBBUGLIO - Il candidato alla segreteria provinciale battuto da Teresa Lambertucci critica l'analisi del voto fatta dal senatore maceratese
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Mario Antinori

 

Il dibattito post congresso del Partito Democratico è acceso più di quanto lo è stato durante lo svolgimento dello stesso. Dopo l’intervento di ieri del senatore Mario Morgoni (leggi l’articolo) arriva la replica di Mario Antinori:

“Il Partito Democratico è alla vigilia di grandi prove nella nostra provincia: rimediare agli effetti di una crisi micidiale che sta cambiando profondamente la nostra comunità provinciale, affrontare  i temi rilevanti su cui il Pd non ha marcato una posizione chiara quali l’organizzazione istituzionale e dei servizi alle persone con la definizione di modalità più efficienti e meno costose per i cittadini (rifiuti, sanità, trasporti, politiche sociali, del lavoro), le elezioni amministrative in gran parte dei nostri comuni ed elezioni europee . Ci sarà da lavorare e per questo l’intervento di Mario Morgoni, soprattutto nella sua alta figura istituzionale, mi ha onestamente sconcertato. Sembra che intervenga come se non conosca la situazione del Partito Democratico di Macerata, essendone stato invece, da molti anni, tra i maggiori protagonisti, e come se volesse dire che questo congresso non è servito a niente e che la vera conta sarà l’otto dicembre legando in modo sbagliato e inutile il congresso provinciale a quello nazionale.  Da quattro anni il nostro partito è governato con una segreteria di sola maggioranza da Roberto  Broccolo la cui elezione, salutata anche quella come una grande e positiva novità, ė stata sostenuta da Morgoni, Comi e Sciapichetti (cioè gli stessi che ora sostengono insieme a Broccolo, Teresa Lambertucci) e nonostante questo il Pd maceratese non si è caratterizzato su partecipazione, innovazione, apertura, discussione dei problemi  tanto da deludere Morgoni stesso nella partecipazione e nella discussione congressuale. Chi ha impedito a Morgoni di chiedere a Broccolo  di avviare quella forte operazione di rinnovamento che invoca ad ogni piè sospinto? Anche io concordo che si sarebbe dovuto discutere finalmente dei problemi della nostra comunità e il tentativo di alcuni di avviarci ad un congresso unitario, da Morgoni sostanzialmente e fortemente impedito, ce lo avrebbe permesso, evitando la conta delle tessere e i posizionamenti preconcetti e pregiudiziali, rendendo il Pd di Macerata più forte di come è stato in questi in anni.

AntinoriCi si lamenta poi delle regole sulle quali nessuno di noi ha potuto influire. Io non le ho affatto condivise perché sono la visibile espressione di una degenerazione berlusconiana che ha colpito anche noi. Ma una volta approvate devono essere rispettate e se vi è il sospetto che qualcuno le abbia forzate o violate questo deve essere accertato e se del caso sanzionato. Se non siamo in grado di gestire con trasparenza e correttezza tra di noi le nostre situazioni interne come possiamo essere credibili candidati al governo delle nostre comunità?  Proprio a partire dal congresso di Colmurano e Ripe San Ginesio dove avrebbero votato e rinnovato la tessera (nemmeno Superman) una persona ogni minuto e mezzo. A Recanati secondo me l’aver coinvolto nel partito e nel coordinamento cittadino un rappresentante della comunità albanese, rappresenta concretamente un atto d integrazione, di apertura nella quale si riconosce il bisogno di vedere nel Pd un elemento di saldatura dei rapporti tra le persone che costituiscono una comunità. Sulla quale io non ironizzerei affatto soprattutto in questi tempi di così forti tensioni nelle nostre comunità . Altro che scandalo. Infine è assolutamente sbagliato interpretare l’elezione di Teresa Lambertucci come il viatico per una migliore affermazione di Renzi. Soprattutto nei confronti della segretaria. Che dopo la sua elezione e la segretaria di tutti noi è che rimarrà tale indipendentemente da Renzi e che verrà giudicata nella sua funzione per le cose che farà o che non farà, per il sentimento unitario che sarà capace di suscitare, per la coerenza tra il dire l’unità e il fare l’unità, e non per quanti voti alle primarie prenderà Renzi”.




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