Lambertucci: “Caro Mario, guardi solo all’ombelico del partito”

CONGRESSO PD - I punti della candidata renziana che risponde ad Antinori: centralità della politica, politiche giovanili, ambiente e beni comuni, pianificazione, reti per il turismo, la cultura, l’artigianato, l’industria e politiche del lavoro e della formazione
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Teresa Lambertucci

 

Teresa Lambertucci, candidata alla segreteria provinciale del Pd per la lista “Macerata cambia verso” scrive al candidato Mario Antinori che sollecitava sul nostro giornale (leggi l’articolo) un confronto sui programmi:

“Caro Mario, leggo dalla stampa locale la tua richiesta affinchè il confronto congressuale si svolga su Macerata e non su Matteo Renzi. Lasciami esprimere stupore per questa richiesta, che è probabilmente affetta da pregiudizi, visto che ancora non ho avuto occasione di presentare il programma politico per il Pd provinciale, né di confrontarmi con te in nessun circolo. A meno che tu non intenda prendere in considerazione l’unico documento programmatico presentato in appoggio alla lista “Macerata cambia verso”, la sera dell’accettazione della candidatura avvenuta una settimana fa. Raccolgo volentieri l’invito ad occuparmi di temi maceratesi annunciando iniziative per la prossima settimana che si caratterizzeranno da un comune denominatore: la valorizzazione delle eccellenze.  Leggo ancora della presentazione di 7 punti definiti “pitagorici” come tuo manifesto politico per la segreteria provinciale del Pd di Macerata e non posso esimermi di notare che i punti guardano tutti all’ombelico del partito, alla sua forma organizzativa, alla struttura, al finanziamento e non alle problematiche che ogni giorno stanno nella testa e nel cuore di molti maceratesi. Non che non sia importante sapere se in estate potremmo tornare a frequentare le cucine delle feste democratiche, tanto care al nostro ex segretario nazionale, ma è certamente prioritario affermare i seguenti punti:

–          la centralità della politica nel confronto con le parti sociali e la concertazione con le realtà sociali, economiche e industriali;

–          la necessità di mettere le politiche giovanili al centro dell’agenda di governo di tutte le amministrazioni;

–          il secco e deciso no alle logiche speculative (ambientali e urbanistiche) che hanno messo in pericolo l’ambiente e i beni comuni per un profitto a vantaggio di pochi;

–          la necessità di pianificare in un’ottica territoriale di coordinamento almeno provinciale;

–          la necessità di creare reti per il turismo, la cultura, l’artigianato, l’industria;

–          la necessità di potenziare le politiche attive per il lavoro e di programmare istruzione e formazione in maniera orientata ai fabbisogni delle imprese del territorio.

Certo, per fare questo c’è bisogno di un partito “open”, aperto nelle sedi e vivo nei territori, che stimoli continuamente gli eletti a presentare mozioni, interrogazioni, proposte provenienti dalle istanze dei cittadini e che non abbandoni i propri sindaci e i propri amministratori ma li sostenga sul piano della concretezza e della lealtà. Non basta garantire l’apertura quotidiana della sede di via Volturno, o l’apertura delle primarie per la scelta delle candidature alle cariche più rilevanti, ma assumere l’apertura come approccio conoscitivo e decisionale. Tuttavia sul fronte delle primarie aperte tema accolgo positivamente le tue riflessioni, soprattutto perché so che provengono da una maturazione politica che penso sia stata sofferta, visto che persino per la scelta del premier del centrosinistra del 2012 tu stesso ti sei adoperato affinchè non si minasse il principio dei respingimenti ai seggi delle primarie.

Il congresso provinciale, e in seguito quello nazionale e quello regionale deve essere improntato ad un obiettivo primario: quello di far riavvicinare alla politica e al Partito Democratico tutti quelli che in esso hanno creduto all’atto della costituzione e che, nel tempo, sono stati delusi. Bisogna tornare allo spirito originario del Lingotto, e da lì ripartire. Con coraggio, lealtà, speranza, rinnovamento e concretezza. Insieme si può fare. Con sincera stima, Teresa Lambertucci”.

 

 

 



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