Statua massonica, i dubbi e gli interrogativi di Staffolani

MACERATA - Continua l'iter per l'accettazione dell'opera ma anche dalla maggioranza si levano titubanze
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Daniele Staffolani (Pd)

Al centro Daniele Staffolani (Pd)

Continua l’iter comunale per l’accettazione della statua massonica. La Giunta ha approvato nei giorni scorsi la delibera di indirizzo per l’accettazione del monumento dedicato al 150mo dell’Unità d’Italia, proposto dal comitato “Stringiamoci a coorte” . L’atto approderà nuovamente in Consiglio comunale. Sulla questione interviene il consigliere del Pd Daniele Staffolani che aveva sollevato durante l’assemblea cittadina la questione della competenza tra Giunta e Consiglio in ordine all’accettazione dalla quale è poi scaturita la riunione delle commissioni Affari istituzionali e Cultura durante la quale il segretario Antonio Le Donne ha indicato l’illegittimità della precedente delibera, poi ritirata.

«Rimango fermo nella mia convinzione – scrive Staffolani – che siamo in presenza di un atto di esclusiva competenza della Giunta Comunale.
A tale proposito, avevo richiamato, nel mio intervento in Consiglio, alcune analoghe delibere di altri Comuni (capoluoghi di Provincia, anche importanti, come Savona o Firenze), dove l’accettazione della donazione di statue era avvenuta con atto di Giunta, anche per valori non proprio modesti (30.000 –  35.000 euro), senza investire in alcun modo il Consiglio comunale, in quanto si tratta di un normale atto gestionale, come molti altri che la Giunta adotta ordinariamente (si pensi, ad esempio, alla recente chiusura al traffico di Corso Matteotti, decisione sicuramente di grande impatto rispetto a quella della statua, assunta in piena e completa autonomia dalla Giunta), tanto più che essa si riserva comunque di decidere in ordine alla migliore e più idonea collocazione della statua.
In base al Testo Unico degli Enti Locali il Consiglio Comunale è competente per le sole donazioni immobiliari e tale non può sicuramente considerarsi la statua perché ancorata al suolo tramite un piedistallo, in quanto essa nasce come “bene mobile”. Né trova riscontro nel Testo Unico degli Enti Locali la distinzione tra donazione di modico o non modico valore, rinvenibile, invece, in via generale, nell’art. 783 del codice civile, che non fissa, in proposito, alcun limite di valore, stabilendo solamente che la “modicità” va determinata in rapporto alle condizioni economiche del donante, ossia, nel caso di specie, del Comitato “Stringiamoci a Coorte”.
Certamente il valore dell’opera non può essere determinato, come qualcuno semplicisticamente potrebbe sostenere, dai costi di realizzazione della statua (manodopera e materiali)
Quanto alla prospettata questione della demolizione dei bagni pubblici in via Armaroli, ove sarebbe stata individuata dalla Giunta la migliore collocazione della statua, sorgono alcuni interrogativi: può un Comitato, ossia un’Associazione privata, intervenire su un immobile di proprietà comunale per demolirlo? Come verrebbe sostituita questa indispensabile struttura in una Città che, come spesso si ripete, vuole affermare sempre di più la propria vocazione turistica? E’ stato redatto un progetto preliminare e quantificati i costi? Esiste qualche vincolo sull’immobile, benchè esteticamente discutibile e sicuramente degradato?

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L’IPOTESI PIU’ PROBABILE – Il progetto per l’allestimento della statua in via Berardi, dove ora si trovano i bagni pubblici

In merito all’ “atto di indirizzo” che verrebbe sottoposto al Consiglio, mi limito a rilevare che per sua natura l’atto di indirizzo è un atto di carattere generale, che detta le linee direttive dell’Amministrazione in determinati settori di attività e che, dunque, non può avere ad oggetto un atto specifico, come sarebbe, nel caso in esame, l’accettazione di una donazione. Parlare di atto di indirizzo sarebbe in tal caso una vera e propria contraddizione in termini. Peraltro, se il fatto che si tratti di cosa futura impedisce alla Giunta di pronunciarsi, analoga preclusione sussiste pure per il Consiglio, anche sotto forma di un semplice “atto di indirizzo”.
La riqualificazione di una piazza o di una via o quant’altro non può essere rimessa alla scelta del privato, col pretesto della donazione di una statua.
Le scelte urbanistiche appartengono imprescindibilmente all’Amministrazione comunale, che deve provvedervi seguendo i consueti criteri di trasparenza e quindi, indicendo, come nel caso in argomento, un concorso di idee tra più progettisti.
Considerato che è la prima volta, dall’insediamento dell’Amministrazione Carancini, che una proposta di delibera viene ritirata formalmente, sarebbe opportuna, a mio avviso, una pausa di riflessione, per un esame approfondito delle problematiche ancora aperte, prima di riportare in Consiglio atti affrettati che potrebbero risultare illegittimi e, dunque, impugnabili da chiunque, dando luogo, altresì, ad un vero e proprio scontro ideologico e culturale tra le varie forze politiche, di cui si sono già avute le avvisaglie nella penultima seduta, con un’inutile dispendio di tempo e denaro.
Del resto, non mi pare vi siano particolari motivi di urgenza, anche perché sono ormai trascorsi oltre due anni dalla presentazione della proposta del Comitato “Stringiamoci a Coorte” (17/5/2011) e l’iniziativa, promossa per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia, ha perso ormai gran parte del suo significato originario.
La questione, come ho già detto in Consiglio, è quanto di più lontano dai reali bisogni dei cittadini e non merita la grande attenzione ad essa riservata, che invece dovrebbe essere rivolta verso altre e ben più importanti problematiche ancora irrisolte (manutenzione strade, piscina, bretella Mattei-La Pieve, tanto per citarne alcune).

 



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