25 aprile: celebrazioni provinciali
a Civitanova

L'Anpi presenta il programma e torna a chiedere la cancellazione di via Almirante: orazione civile dell'onorevole Manzi e concerto serale della Banda Bassotti. Da Yuri Rosati (Pd) arriva la proposta di inserire l'ultima strofa della Canzone degli sfollati nella lapide di via Gramsci
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La presidente Anpi di Civitanova Anita Pantanetti e Lorenzo Marconi presidente provinciale

La presidente Anpi di Civitanova Anita Pantanetti e Lorenzo Marconi, presidente provinciale dell’Anpi

 

di Laura Boccanera

Saranno il lavoro e la dignità dell’individuo i valori attorno ai quali Civitanova ricorderà e commemorerà il 25 aprile. Il 68esimo anniversario della Liberazione assume quest’anno un aspetto e una attualità particolare e proprio a Civitanova si svolgerà la manifestazione provinciale organizzata dall’Anpi.

“Il 25 aprile è la festa che ricorda la fine della guerra e il momento dell’insurrezione, un momento significativo della nostra storia perchè è il riscatto dagli anni dell’oscurantismo fascista. Per questo dobbiamo ricordare i valori della Resistenza e rendere omaggio alle vittime di quel periodo – ha spiegato il presidente Anpi Lorenzo Marconi – ma sarà anche un momento di confronto sul presente, per questo abbiamo deciso che quest’anno al centro ci sono temi come lo stato sociale e la crisi, il lavoro e la dignità della persona”.

“Dopo anni torniamo ad organizzare il 25 aprile con l’amministrazione comunale – ha detto Anita Pantanetti dell’Anpi comunale – una scelta che prendemmo quando si decise di intitolare una via a Giorgio Almirante e in attesa che quell’intestazione venga eliminata quest’anno vogliamo ricordare l’anniversario trasmettendo la memoria di ciò che è stato. Troppi ragazzi non sanno nulla della seconda guerra mondiale, per questo spiegheremo e racconteremo con il nostro tavolino e banchetto, per ricominciare a fare i conti con la storia. Inviteremo inoltre tutti a leggere insieme gli articoli della Costituzione”.

Manifestazione e incontri si terranno in tutta la provincia di Macerata e in particolare a Civitanova le celebrazioni inizieranno alle ore 9,30 con la deposizione di una corona presso la lapide dei caduti di tutte le guerre a Civitanova alta in viale della Rimembranza per poi proseguire con l’alzabandiera e posa della corona al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazzale Italia e in piazza Gramsci. Alle 11 il corteo dopo una sfilata per il centro tornerà in piazza XX Settembre dove sono previsti gli interventi delle autorità e l’orazione ufficiale dell’onorevole Irene Manzi. Alle 21.00 il ricordo istituzionale lascia spazio al divertimento con il concerto della Banda Bassotti nell’area portuale. Alcune manifestazioni saranno organizzate anche da Cittadinanza attiva e dai ragazzi del centro sociale Jolly Rogers. Alle 16.30 Cittadinanza attiva deporrà delle candele sulla tomba dei caduti della resistenza civitanovesi con la visita alla tomba dei partigiani e alle 21.00 durante il concerto sarà esposto uno striscione con i nomi dei Rom e Sinti partigiani Eroi della Patria. “Viste le nostre battaglie contro il razzismo vogliamo ricordare che la nostra libertà è costata la vita a molti di loro e sopratutto vogliamo dare un segnale alle autorità per far si che si riconosca tale sacrifico” scrive in una nota Laura Marzola. Diserteranno le manifestazioni ufficiali i ragazzi del centro sociale Jolly Rogers che organizzano una giornata di ricordo a partire dalle ore 12 nei locali di via Parini, una forma di protesta per non aver ancora tolto via Almirante come era nel programma e per l’orazione di Irene Manzi del Pd.

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La lapide con "La canzone degli sfollati"

La lapide con “La canzone degli sfollati”

Ma quest’anno il 25 aprile a Civitanova nasce sotto il segno di una proposta: quella di ricollocare l’ultima strofa della “Canzone dello sfollato” sulla lapide che si trova in piazza Gramsci. Chi è di Civitanova conosce la storia: era il 1991 e l’allora sindaco di Civitanova Marche Frinconi decise di mettere una “Lapide” sul comune di Civitanova Marche che a quei tempi si trovava nei locali dell’ex scuola Mestica- Quando la sede del comune fu trasferita a Palazzo Sforza quella lapide fu spostata nell’attuale piazza Gramsci. Il sindaco Frinconi scelse “la canzone degli sfollati di Pietruccio” una canzone scritta da un cecchettaro durante la seconda guerra mondiale che narra le vicessitudini del popolo civitanovese costretto a “sfollare” nelle campagne durante i bombardamenti della città. Nel nome della pacificazione popolare fu tolta però l’ultima strofa nella quale Pietruccio non le mandava a dire né al duce né al re. “Quisti d’è li regali che cià fatto lo duce senz’acqua, senza casa e angora senza luce proprio ammezzo la strada cià vuto vedè pigliasse un corbo a isso e lo rè”. Yuri Rosati consigliere del Pd chiede di ripristinare quella strofa: “Che senso ha ora quella canzone incisa su quella lapide senza la sua strofa finale? La censura è una reazione allergica alla libertà di un popolo e quindi nel nome del popolo libero chiedo al Sindaco Corvatta, come cittadino Italiano e come cittadino Civitanovese che venga ridata dignità all’autore di quella canzone, che venga ridata dignità alla canzone stessa e che soprattutto venga ridata dignità a tutti quei Civitanovesi che durante i bombardamenti sono morti”. “Non vedo nessun problema nel ripristinare la canzone originale – ha dichiarato Corvatta – ne discuteremo insieme nei prossimi giorni e entro maggio convocheremo anche la commissione toponomastica per parlare di via Almirante”.

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