“La chiesa collegiata di San Ginesio
Una storia ritrovata”
Sabato 3 novembre nel Teatro Leopardi di San Ginesio si terrà la presentazione del libro a cura di Pio Francesco Pistilli.
Seguendo canoni di rigorosa scientificità in chiave interdisciplinare, specialisti affermati, giovani autori accademici, giovani, marchigiani e non, danno insieme vita ad una ricostruzione storica del monumento millenario e del contesto in cui si erge e si trasforma; una ricostruzione, ricca di documentazione assolutamente originale, mai presentata in precedenza; una ricostruzione articolata ordinatamente tra Medio Evo, Età Moderna ed Età Contemporanea. Un tale felice risultato non si era mai realizzato in precedenza per le evidenti difficoltà di coordinare in un’unica impresa l’expertise di una pluralità di contributori e di diverse competenze disciplinari. La presentazione del volume a cura di Pio Francesco Pistilli, si terrà sabato 3 novembre nel Teatro Leopardi di San Ginesio.
Ecco quindi il senso della seconda parte del titolo, ‘Una storia ritrovata’, nel senso che le fonti della storia della collegiata e del suo Bene esistevano, ma raramente i divulgatori si erano presi la briga di andarle a disseppellire dai vari archivi pubblici e privati, primi tra tutti il ricchissimo Archivio Storico del comune di San Ginesio e quello della collegiata. Sotto tale profilo questo lavoro corregge, proprio attraverso la lettura delle carte, errori ed imprecisioni commessi, per mancanza di un testo di riferimento, da altri autori che marginalmente e per concomitanza di argomenti trattavano di San Ginesio. Insomma, chiarezza definitiva è stata fatta dai 12 autori dei 16 autorevoli saggi che compongono l’opera, completata dagli esaustivi Indici dei nome e dei luoghi e dalla pubblicazione di una ricca sintesi della dotazione dell’archivio storico della collegiata, oltre che da 96 tavole a colori e da numerose illustrazioni nel testo.
Il Centro Internazionale di Studi Gentiliani di San Ginesio, con questa iniziativa editoriale, rinnova il suo impegno nella promozione e nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale delle Marche, al quale si dedica soprattutto se il bene rientra nell’ambito delle immagini, dei sentimenti e dei ricordi che tennero Alberico Gentili perpetuamente legato alla sua terra natale, anche quando, ormai Regius Professor di Oxford e influente membro del ristretto numero dei Q.C. di Elisabetta I d’Inghilterra, poteva a diritto proclamarsi Civis Anglus.