La canzone napoletana ha aperto l’anno sociale della Filarmonica

Macerata

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Nel salone del Teatro di Palazzo Bourbon Dal Monte, nel cuore del centro storico di Macerata, sabato (20 ottobre) i soci della Filarmonica hanno potuto godere dei pezzi storici della musica napoletana come “O sole mio” una delle canzoni più famose di tutti i tempi, ma non fruttò molto ai suoi due autori, Capurro e Di Capua, che morirono in povertà negli anni Dieci. Il classico “Tu ca nun chiagne” scritta da Libero Bovio, famoso per aver scritto canzoni come Guapparia e ‘A canzone ‘e Napule, e musicata da Ernesto De Curtis, la canzone fu presentata per la prima volta nel 1915, durante i primi periodi dell’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale. O “’A vucchella”, stravagante e simpatica l’origine e la nascita di questa canzone che è una delle più note nel panorama della melodia partenopea. La stesura del testo fu una scommessa fra Gabriele D’Annunzio e Ferdinando Russo (quest’ultimo già autore di note canzoni napoletane). A quei tempi, siamo nel 1892, i due poeti lavoravano a “Il Mattino” e Russo lancio’ una sfida al D’Annunzio: scrivere una canzone in dialetto napoletano. Il celebre poeta scrisse “‘A vucchella” che Russo conservò fino al 1904 quando la consegnò a Francesco Paolo Tosti per farla musicare. La canzone fu pubblicata dalla Ricordi di Milano con la data di quando fu composta: il 1892.

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Il successo fu enorme. Nella scaletta del tenore Marcello Bedoni e del pianista Saverio Santoni è entrata, pur non essendo napoletana, anche un pezzo famosissimo come “Granada” una canzone che ha fatto il giro del mondo nelle voci dei più famosi cantanti come “Granada”, scritta dal messicano Augustin Lara, fece vari viaggi in Europa, l’ultimo nel 1965 quando percorse la penisola iberica essendo oggetto di numerosi omaggi. Lara, un amante della Spagna, fu un appassionato della “Corrida” e della donna spagnola. Oltre Granada, dedicò canzoni a Siviglia, Toledo, Murcia, Navarra, Valencia e Madrid. Questa canzone è stata anche uno dei cavalli di battagli del “reuccio” più noto come Claudio Villa. I brani della tradizione classica napoletana sono stati interpretati nel corso del tempo da numerosi interpreti di fama mondiale i quali hanno contribuito alla diffusione della musica napoletana. Si ricordano Enrico Caruso, Placido Domingo, José Carreras, Renato Carosone, Mina, Mia Martini, Luciano Pavarotti e tanti altri. Fra cui l’insospettabile italiana come Giuni Russo. Questo fine settimana il presidente Alfonso Cacchiarelli ha offerto ai soci del prestigioso sodalizio maceratese, come il prefetto di Ancona Paolo Orrei, il presidente dell’Automobil Club di Macerata, Paolo Ruffini, e tanti altri autorevoli ospiti, un pezzo della storia della musica italiana, ancora molto viva e apprezzata in tutto il mondo.

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