Il Tar dà ragione al Cosmari
Bocciati i ricorsi di Macerata e Pollenza
Carancini: “Appello al Consiglio di Stato”

I Comuni hanno contestato le tariffe applicate dal consorzio. Intanto dal 15 aprile la Provincia resterà di nuovo senza discarica
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I sindaci di Pollenza (Luigi Monti) e Macerata (Romano Carancini)

 

di Alessandra Pierini

Il Tar Marche ha respinto i ricorsi del Comune di Macerata e di quello di Pollenza contro le tariffe maggiorate (+ 37%)  imposte dal Cosmari ai due enti soci che non hanno ancora attivato il porta a porta e non rientrano tra i comuni virtuosi.  Macerata e Pollenza dovranno quindi versare al Consorzio un qualcosa come due milioni di euro in totale, cifre già previste nel bilancio comunale tanto che per far fronte alla spesa, la Tarsu (tassa comunale sui rifiuti) era stata aumentata, ad esempio a Macerata, del 23%.  Secondo il tribunale amministrativo, quello di stabilire le tariffe che i Comuni appartenenti devono rispondere per lo smaltimento dei rifiuti in discarica  è senza dubbio un compito del Cosmari. Continua poi la sentenza: «E’ infondato il motivo con cui si deduce la violazione del principio per cui i Comuni soci sono tenuti a contribuire alle esigenze finanziarie del Cosmari in base alle quote di partecipazione. Tale principio si applica solo per le spese di funzionamento dell’ente consortile».  Per quanto riguarda la legittimità del meccanismo “punitivo” introdotto dal Consorzio, il Tar conclude: «Se il costo complessivo dello smaltimento è un dato fisso, ne consegue che eventuali misure incentivanti previste in favore dei Comuni virtuosi devono essere supportate dai consorziati meno virtuosi, la cui presenza  nel Cosmari produce conseguenze negative anche a carico dei virtuosi. La mancata diminuzione dei quantitativi di rifiuto indifferenziato da abbancare in discarica  determina la necessità per il Cosmari di reperire nuove discariche  nel territorio provinciale e dove ciò è impossibile  di stipulare accordi con altre province per smaltire i rifiuti al di fuori del territorio di competenza. in entrambi i casi  ci sono dei costi aggiuntivi da sostenere  ed è giusto  che quei costi debbano essere supportati in maniera diversificata dai Comuni consorziati».

Il sindaco Romano Carancini interviene in merito alla sentenza emessa che ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Macerata sui piani tariffari :

“Rispetto per la sentenza del TAR ma – nel merito – l’approfondimento delle motivazioni in queste prime ore lascia davvero sconcertati. La decisione – afferma il sindaco Carancini – non affronta in nessun modo come sia stato costruito l’impianto della tariffa ed ignora completamente l’assenza di ogni motivazione o istruttoria sulla determinazione dell’importo ed anzi a fronte di tali lacune – che ordinariamente portano all’annullamento del provvedimento per difetto di motivazione – sceglie di addossare al Comune di Macerata l’onere della prova che la determinazione è erronea: il passaggio della sentenza ha dell’incredibile.
Si rammenta – prosegue il primo cittadino maceratese – che è il Cosmari stesso a riconoscere testualmente che l’importo della tariffa è l’esito di una scelta politica su cui – si cita testualmente – .
Il Comune di Macerata rimane fermo nel ritenere che con il denaro dei cittadini non si possano tirare numeri a caso e che le tariffe vadano costruite con rigore sulla base delle voci di costo del sevizio che le compongono. Tale tema, pur sollevato nei ricorsi, neppure viene affrontato dalla sentenza, che anzi lascia completamente irrisolta la questione.
Abbiamo il dovere di tutelare i cittadini maceratesi che hanno il diritto di essere trattati dal Cosmari come tutti i cittadini della provincia piuttosto che essere obbligati a pagare lo smaltimento dei rifiuti circa il 30% in più degli altri: per questo il Comune si riserva di sottoporre quanto prima la questione al Consiglio di Stato per avere determinazioni certe a tutela della propria comunità.
Nello stesso tempo, come Comune, abbiamo la responsabilità di aumentare la percentuale di differenziata nella nostra città, e questo è un nostro impegno ed obiettivo al fine di diminuire il costo della Tarsu.
A questo proposito – conclude il sindaco Romano Carancini – il dato più recente ci conferma il forte recupero della differenziata a Macerata che a marzo 2012 ha toccato la percentuale del 50% per effetto della estensione del nuovo servizio nella frazione di Villa Potenza e nell’imminenza della partenza del progetto porta a porta nel centro storico”.

Capponi

Franco Capponi, ex presidente del Cosmari

Intanto il problema dei rifiuti continua e diventa sempre più complicato. Il 15 aprile  scadrà il contratto tra il Cosmari e la società Ascoli Servizi Comunali Surl per il conferimento nella discarica del Comune di Ascoli Piceno in località “Relluce” dei rifiuti gestiti dal Cosmari, stipulato a seguito dell’accordo interprovinciale tra le Province di Ascoli Piceno e Macerata. Il tema è stato affrontato dalla Commissione provinciale competente  che ha votato un ordine del giorno (approvato con il voto favorevole dei consiglieri Massimo Vesprini, Franco Capponi ed Esildo Candria e l’astensione del consigliere Mauro Venanzi, presente in qualità di delegato del consigliere Rosalba Ubaldi) che esprime l’auspicio che il Presidente della Provincia voglia adoperarsi, d’intesa e in stretta collaborazione con il Cosmari, affinché  sia assicurata, attraverso gli opportuni accordi interprovinciali e tra i soggetti gestori, la disponibilità di una discarica dove conferire i rifiuti gestiti dal Cosmari dal 16 aprile e fino alla realizzazione della discarica di Cingoli. I consiglieri chiedono inoltre che il costo complessivo di conferimento, comprensivo di tutte le voci, possa ridursi sensibilmente rispetto a quello sopportato attualmente per il trasporto e l’abbancamento nella discarica di Ascoli Piceno. «Il tutto – si legge –  al fine di contenere ulteriormente le tariffe ai carico dei bilanci dei Comuni e quindi delle famiglie, garantendo nel contempo un periodo sufficiente di smaltimento in attesa dell’attivazione del sito di Cingoli.  Sia sfruttata al massimo l’opportunità offerta dall’apertura della nuova discarica di Torre San Patrizio, al fine di realizzare tutto il risparmio possibile nei costi complessivi di smaltimento. Il Cosmari riesca al più presto ad ottenere dagli istituti preposti il finanziamento occorrente per realizzare la nuova discarica di Cingoli, obiettivo per il quale la Provincia di Macerata unitariamente devrà fornire il massimo sostegno politico unitamente ad ogni possibile ausilio materiale anche attraverso l’attivazione di forme aggiuntive di garanzia finanziaria da parte della Provincia stessa. Si chiede che la Commissione V° venga messa in condizione di dare un supporto specifico alla soluzione del problema rifiuti di questa Provincia e nella messa in sicurezza di tutte le fasi della gestione del rifiuto, dal contenimento della produzione, al rafforzamento delle politiche di recupero e selezione e alla gestione delle infrastrutture di smaltimento (Termovalorizzazione, Trasformazione della sostanza organica in Biogas e Discarica) sino al rafforzamento delle politiche di gestione In House del servizio dell’intero ambito Maceratese».



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