Prima Castelsantangelo, ora Visso:
la Valnerina rischia di restare senza benzina e Rosella Sensi scrive al prefetto
CARBURANTI - Il Comune aveva chiesto da tempo al gestore dell'unico benzinaio del paese la sostituzione della colonnina per i pagamenti che funziona a singhiozzo. La sindaca: «Con la fioritura di Castelluccio cresce la domanda e la nostra è l'ultima stazione prima di arrivare sull'altopiano. Rischio anche per gli operatori dell'emergenza e le ditte della ricostruzione»

Il distributore di benzina di Visso
«Il distributore di carburante funziona a singhiozzo», La sindaca Rosella Sensi scrive al prefetto. L’amministrazione comunale interviene sulla situazione dell’unico distributore di carburante presente nel territorio comunale, quello all’ingresso del paese lungo la provinciale per chi arriva da Pieve Torina, interessato ormai da tempo da ripetuti malfunzionamenti che stanno causando disagi a cittadini e visitatori.

Il sindaco di Visso Rosella Sensi
«Da mesi, infatti, il Comune segue con attenzione la vicenda – scrive l’amministrazione nella lettera – consapevole dell’importanza strategica del servizio, soprattutto in questo periodo dell’anno caratterizzato dall’arrivo di migliaia di persone dirette verso Castelluccio per assistere alla fioritura». L’impianto di Visso rappresenta, infatti, l’ultimo punto di rifornimento lungo l’itinerario che collega la superstrada con l’altopiano lungo la Valnerina, dopo la chiusura del distributore a Castelsantangelo di un mese e mezzo fa (leggi l’articolo) e costituisce quindi un presidio essenziale per il territorio: se non è operativa l’area di servizio di Visso, per trovare la più vicina, venendo da Castelluccio (che a sua volta non ha un distributore di carburante), si deve arrivare fino a Muccia, mentre in senso inverso ci si dovrebbe spingere addirittura fino a Norcia.
L’amministrazione, pur non avendo alcuna competenza diretta sulla gestione dell’impianto, spiega di essersi attivata nei confronti del gestore, «con il quale – dicono – si sono svolti incontri e interlocuzioni già da oltre un mese, chiedendo un intervento rapido e definitivo per risolvere le criticità e garantire la piena funzionalità dei pagamenti che spesso possono essere effettuati solo in contanti sull’apposita colonnina, escludendo carte e chip. In quella sede – ricorda il Comune – era stata manifestata la disponibilità a intervenire e a sostituire la colonnina interessata dai continui problemi tecnici. Ma a seguito dell’ennesimo guasto verificatosi nei giorni scorsi, è stato comunicato che la sostituzione non potrà avvenire prima della prossima settimana, con il rischio concreto di ulteriori disagi proprio nel periodo di maggiore afflusso turistico».

La colonnina fuori uso
Per questo motivo il Comune di Visso ha deciso di rivolgersi formalmente alle autorità competenti, trasmettendo una segnalazione al prefetto affinché possa essere valutata ogni iniziativa utile a garantire il ripristino del servizio nel più breve tempo possibile. «Comprendiamo perfettamente il disagio di cittadini e visitatori – dice il sindaco Rosella Sensi – e vogliamo ribadire che il Comune non è il soggetto responsabile della gestione dell’impianto. Nonostante questo, ci siamo mossi fin dal primo momento, incontrando il gestore, sollecitando interventi e cercando ogni possibile soluzione per evitare che il servizio venisse meno proprio in una fase così importante per il nostro territorio. Siamo un Comune dell’area del cratere che ogni giorno combatte contro la progressiva riduzione dei servizi. Per questo riteniamo che tutti debbano fare la propria parte. Un distributore efficiente rappresenta un servizio per i residenti e un elemento fondamentale per l’accoglienza, la sicurezza e la mobilità di chi sceglie di visitare queste terre».
L’amministrazione sottolinea inoltre come la mancanza di punti di rifornimento alternativi nelle immediate vicinanze renda la situazione particolarmente delicata. Gli impianti più vicini si trovano infatti a diversi chilometri di distanza e ciò può creare difficoltà anche ai servizi essenziali, alle attività di emergenza e agli operatori che lavorano sul territorio, in primis quelli della ricostruzione. «La fioritura di Castelluccio rappresenta una straordinaria opportunità per tutta l’area montana tra Marche e Umbria – conclude Sensi – proprio per questo è necessario che istituzioni, gestori dei servizi e soggetti privati collaborino per garantire standard adeguati di accoglienza».
Castelsantangelo “senza benzina” Chiude l’unico distributore
Subito una funivia per Castelluccio.
Tecnicamente, la realizzazione di una funivia tra Visso e Castelluccio di Norcia sarebbe possibile dal punto di vista ingegneristico, ma si scontra con forti limitazioni ambientali e normative. L’area è tutelata e soggetta a vincoli molto severi:
Distanza e dislivello:
Il tracciato si sviluppa per circa 20 km in linea d’aria tra le Marche e l’Umbria, superando un dislivello di circa 1000 m. Un’opera del genere richiederebbe una linea a fune continua divisa in più tronconi (data la distanza) e l’installazione di numerosi e imponenti piloni di sostegno.
Vincoli del Parco Nazionale:
Il progetto dovrebbe superare il vaglio dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Le misure di conservazione per le Zone di Protezione Speciale (ZPS) vietano o limitano fortemente le nuove infrastrutture e alterazioni paesaggistiche in aree ad alta biodiversità.
Precedenti e alternative:
Progetti di impianti a fune nell’area (come la mai entrata in funzione funivia del Monte Bove) e idee di teleferiche storiche hanno sempre evidenziato le criticità di queste opere in alta quota.
Per la viabilità e il turismo, si è preferito puntare sulla riapertura della viabilità stradale e su un Piano di Mobilità Sostenibile con navette.
(Gemini AI)
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori.
Non esistono funivie passeggeri a tratta continua lunghe 20 chilometri, poiché la distanza tra Visso e Castelluccio supera di gran lunga i record ingegneristici attuali per un singolo impianto.
Per coprire una distanza simile, l’opera non potrebbe essere un’unica funivia, ma dovrebbe essere concepita come un sistema di 3 o 4 funivie distinte collegate in serie (divise in più tronconi), con stazioni di trasbordo intermedie.
I record mondiali attuali per gli impianti a fune dimostrano il divario con i 20 km ipotizzati:
• Il record assoluto attuale: La cabinovia bifune/trifune più lunga del mondo è la Hon Thom Cable Car in Vietnam, che misura 7,9 chilometri.
• Il record per campata unica (senza piloni intermedi): La campata sospesa più lunga del mondo (tipo va e vieni) appartiene alla Funivia di Tatev in Armenia, con una tratta unica di 5,7 chilometri.
• La rete urbana più estesa: La rete di cabinovie urbane Mi Teleférico a La Paz (Bolivia) supera complessivamente i 30 chilometri, ma è frammentata in ben 11 linee indipendenti e distinte tra loro.
• Il precedente storico italiano: In Italia, la storica e non più attiva Funivia Sanremo-Monte Bignone raggiungeva i 7,6 chilometri, ma era divisa in 3 tronconi separati.
Un’infrastruttura di 20 km richiederebbe quindi un impatto visivo e strutturale imponente (decine di piloni alti come palazzi e diverse stazioni intermedie in piena area protetta), confermando perché l’opera sia tecnicamente irrealizzabile come singola funivia e legalmente impraticabile nei Sibillini.
(Un’AI che dimentica che le leggi si possono cambiare, per evitare ad esempio che nei piloni alti come palazzi si insedino kebab)