Indennità al presidente del Consiglio,
Spalletti fa ricorso al Tar.
Il sindaco: «Agito con rigore»

CORRIDONIA - Il primo cittadino Giuliana Giampaoli interviene sulla vicenda: «Tutto nasce dalla fluttuazione demografica degli ultimi anni. Ora si apre una fase di contenzioso che modifica radicalmente il quadro»

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Il sindaco Giuliana Giampaoli

Indennità al presidente del consiglio, il caso di Corridonia finisce al Tar, Umberto Spalletti ha deciso di fare ricorso mentre il sindaco Giuliana Giampaoli interviene per spiegare la vicenda. Spalletti aveva incassato come indennizzo una somma superiore, il Comune ne chiede la restituzione (la cifra sarebbe di 36mila euro). Anche il suo predecessore, Riccardo Vecchi, aveva incassato di più negli ultimi sei mesi della legislatura (circa 2mila euro).

Giampaoli spiega che la questione «deve la sua origine a una non corretta determinazione dell’indennità di funzione spettante al presidente del Consiglio. Le norme cui si fa riferimento in questi casi, se pur stringenti, sono piuttosto complesse.

La fluttuazione demografica degli ultimi anni, che ha portato il nostro comune sotto la soglia dei 15mila abitanti, non ha inciso sulle indennità delle altre cariche ma solo, e in modo anche molto significativo, sulla determinazione dell’indennità del presidente del Consiglio. È in questo passaggio che si colloca quello che ormai tutti definiscono un “errore tecnico”. È evidente e necessario che l’errore debba essere sanato. L’ente, come doveroso, si è attivato nei mesi scorsi per ricostruire puntualmente la situazione e individuare la soluzione».

Giampaoli spiega che il Comune ha seguito un percorso scrupoloso: «ha avviato il procedimento, ha accertato il credito, quantificato con precisione l’importo, formalizzato la richiesta di restituzione e definito le modalità con cui recuperare le somme indebitamente percepite. Un percorso rigoroso e previdente, tanto più alla luce del ricorso al Tar notificato al Comune dal presidente del Consiglio Spalletti allo scadere dei termini di impugnazione della determinazione di chiusura del procedimento. Un atto questo sinceramente inatteso, anche in considerazione delle dichiarazioni da lui stesso rese nella seduta del Consiglio Comunale del 29 aprile. Il rigore usato ci ha permesso oggi e ci consentirà nelle fasi successive, di conciliare il diritto alla difesa del presidente, il rispetto del lavoro dei funzionari, la piena legittimità dell’azione amministrativa e, soprattutto, l’interesse dei cittadini di Corridonia. Con il ricorso si apre ora una fase di contenzioso che modifica radicalmente il quadro entro cui l’amministrazione è chiamata a operare aprendo un fronte di discussione parallelo i cui esiti sono ancora tutti da valutare. L’ente continuerà ad agire con trasparenza, correttezza e nel pieno rispetto delle norme, tutelando l’interesse pubblico e garantendo alla Comunità un’informazione chiara e responsabile».

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