Morto il giovane pestato a P. Recanati
Arrestate cinque persone

Task force notturna dei carabinieri di tutta la provincia a caccia dei responsabili
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L'Hotel House dove il giovane marocchino è stato scaricato dopo il pestaggio

di Roberto Scorcella

Si è spento nella notte all’ospedale di Civitanova Loffty Draif, il giovane marocchino di 25 anni pestato a sangue venerdì sera e lasciato poi agonizzante sul piazzale dell’Hotel House di Porto Recanati. I risultati delle indagini immediatamente messe in moto dai carabinieri non si sono fatti attendere, tanto che ben cinque persone si trovano in carcere per sequestro di persona e omicidio volontario. Si tratta di tre connazionali della vittima, di un italiano e di una donna. Per tutti e cinque la Procura della Repubblica di Macerata ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto: sono stati portati nelle carceri di Ancona e Camerino.

Le indagini dei Carabinieri si erano avviate  dai primi istanti successivi all’evento. Cinque pattuglie della Compagnia di Civitanova Marche, diretta dal capitano Domenico Candelli, avevano rastrellato la zona alla ricerca di indizi e dei primi riscontri utili. Un’indagine che si è rivelata, da subito, diretta verso gli ambienti dei tossicodipendenti che gravitano intorno all’Hotel House.

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Il capitano Domenico Candelli

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il pestaggio mortale si è verificato in via Salvo D’Acquisto, all’ingresso di Porto Recanati, proprio per sfuggire alla fitta rete di controlli che le forze dell’ordine da qualche tempo stanno attuando intorno all’Hotel House a seguito di una preoccupante escalation di episodi di violenza.

Ieri mattina, sotto la direzione della Procura di Macerata, si è costituito un pool di investigatori dell’Arma maceratese che ha visto impegnati il Reparto Operativo del Comando provinciale di Macerata e il Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Civitanova, insieme alla Stazione di Porto Recanati. Fin da subito gli inquirenti si sono resi conto che non c’era tempo da perdere in quanto ci si andava a muovere negli ambienti di cittadini stranieri, presumibilmente irregolari in Italia, che potevano facilmente dileguarsi e rendersi irreperibili. Fin da subito è stato escluso che si dovessero ricercare i responsabili nell’Hotel House, proprio per la maggior vigilanza attuata dall’Arma, e sono cominciati una serie di riscontri e controlli sul territorio. Inoltre, sono state ascoltate  decine di persone informate sui fatti.

Tutta la giornata di ieri è stata trascorsa in una inesorabile serie di investigazioni di carattere classico. Contemporaneamente, è stata notevolmente incrementata la presenza di pattuglie sul territorio che hanno stretto Porto Recanati, Recanati e Civitanova Marche  in una morsa di controlli attuati da 18 pattuglie in uniforme e 10 in borghese con a disposizione per il pronto impiego anche l’elicottero del 5° elinucleo di Falconara.

Nella notte il lavoro dei carabinieri è stato premiato. Inseguimenti e pedinamenti, messi in atto soprattutto a Recanati, dove si era rifugiata in maggioranza la “banda” che aveva pestato a morte Loffty Draif, con persone che hanno cercato la fuga con rocambolesche fughe nei campi, nel greto del fiume Potenza e all’interno di strutture ricettive.  Un’operazione attuata da 70 carabinieri del Comando Provinciale di Macerata, con all’opera gli uomini di tutte le 9 stazioni della Compagnia civitanovese, dal Radiomobile di Civitanova, Macerata e Tolentino, oltre al prezioso supporto dell’elicottero che nel cuore della notte si è levato in volo e ha fornito riscontri dall’alto fino all’alba. Le persone ricercate sono state, mano mano che venivano intercettate sul territorio,  tutte condotte nella Stazione dei carabinieri di Recanati e poi, dopo le formalità di rito, trasferite in carcere.

Tutto questo, mentre il giovane marocchino si spegneva nel reparto di rianimazione all’ospedale di Civitanova senza aver più ripreso conoscenza dopo il brutale pestaggio di cui era stato vittima.



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