Viaggio attraverso le fonti della città
Un patrimonio da tutelare e valorizzare

Alcuni cittadini segnalano il degrado di Fonte San Giuliano
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di Alessandra Pierini

Le fonti e fontane hanno perso nella modernità la loro funzione essenziale visto che oggi l’acqua arriva direttamente nelle case con grande semplicità. In passato erano fondamentali nella vita quotidiana e molto ben tenute, in alcune città sono ancora oggi considerate piccoli monumenti e testimonianze della tradizione. Anche  Macerata è ricca di fonti, ognuna delle quali ha una sua storia. L’importanza che hanno rivestito in passato è sottolineata dal fatto che molti luoghi della città da queste hanno preso il nome, alcuni esempi sono Fontescodella, Fonte della Quercia e la stessa Galleria delle Fonti, realizzata di recente. E’ facile immaginare che i luoghi delle fonti fossero centri di vita pubblica e sociale dove si lavorava, ma ci si incontrava e si socializzava. La storia di Macerata ci indica quanto fossero importanti per la cittadinanza: nel 1433, Francesco Sforza dopo aver conquistato Macerata, fece costruire la nuova cinta muraria escludendo Fonte Maggiore, principale punto di approvvigionamento idrico cittadino. In questo modo voleva evitare che i maceratesi potessero arroccarsi dentro le mura e così difendersi dal conquistatore. Proprio Fonte Maggiore, con le caratteristiche nicchie e gli archi, è la più grande fonte lavatoio delle Marche. Fu costruita nel 1326 su disegno del maestro Marabeo e del fratello Domenico. Nelle nicchie erano murati cinque stemmi che sono oggi conservati nella Biblioteca Comunale. Le vasche servivano da abbeveratoio, da rifornimento di acqua  e anche come strumento di punizione visto che i giocatori d’azzardo venivano condannati ad un bagno nella sua acqua fredda. Le donne, dopo aver lavato i panni, li stendevano al sole e  percorrevano l’ammattonata fino alla chiesa di Santo Stefano, poi tornavano a ritirare la biancheria. Fonte Maggiore è stata restaurata e gode anche di un buon impianto di illuminazione.
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Proseguendo lungo contrada Santo Stefano, si incontra la Fonte di Ciambrone, di modeste dimensioni ma  di pregio artistico per i mascheroni a forma di leone scolpiti in pietra da Cingoli. Veniva chiamata anche Fonte delle Trippe perchè utilizzata per lavare le interiora degli animali. Oggi è in disuso e in uno dei due leoni è stato inserito un tubo in plastica per la fuoriuscita dell’acqua.  Nella stessa zona, sotto le mura di Tramontana, si trova Fonte Agliana dove le donne prelevavano acqua per poi rivenderla a casa dei nobili. Anch’essa cinquecentesca, è a botte con tre arcate frontali e altre interne trasversali. E’ stata ristrutturata nel 1984 ed è ora in attesa di nuovi lavori di recupero previsti anche nel Programma Triennale delle opere pubbliche 2008/2010 nel quale si stimano 250.00 euro necessari per l’intervento.
Ci spostiamo ancora più in periferia e troviamo Fonte della Quercia che prende probabilmente il nome da una quercia secolare che sorgeva nei pressi delle sue vasche. Una scritta in latino sulla facciata ne riporta la storia ma è logorata dal tempo e quasi illeggibile. Secondo la “Storia di Macerata” , è stata costruita nel 1577 quando Governatore della città era Monte Valenti. Ristrutturata nel 2002, presenta una vasca di sorgente e altre due vasche comunicanti tra loro per la prima e la seconda lavatura.
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Proseguiamo fino ad arrivare a Fonte San Giuliano, intitolata al santo patrono della città è al di fuori delle mura cittadine e in posizione piuttosto defilata. Ciò non toglie che fa parte della nostra storia. La fontana, in origine composta da tre vasche di cui oggi resta solo la vasca sorgente con il mascherone cinquecentesco a forma di leone,  nel 2004 fu coperta da una frana. E’ stata allora riportata alla vista e abbellita da una struttura in ferro tratta da un’incisione di Umberto Peschi. Oggi alcuni cittadini ci hanno segnalato che la Fonte è in uno stato di totale degrado e sta  scomparendo tra i rovi  e le erbacce. Nessuno provvede alla sua pulizia nonostante le numerose sollecitazioni. Fonte San Giuliano è una fontana molto antica, menzionata in tutti gli elenchi delle fontane storiche. La sua origine è raccontata da una leggenda legata a San Giuliano: un giorno il Santo a cavallo si dovette fermare, mentre girava per le nostre vie, ad abbeverare il cavallo. Da qui hanno origine due versioni della storia: la prima narra che un vecchio col suo bastone fece un buco a terra dal quae sgorgò acqua pura e fresca per cavallo e cavaliere; l’altra versione vuole, invece, che sia stato il cavallo di San Giuliano col suo zoccolo a dare origine alla fonte, in un luogo in cui si era improvvisamente impuntato. La leggenda, per definizione, può essere frutto della fantasia popolare. Certezza è invece lo stato in cui versa la fonte che meriterebbe maggiore attenzione e cura.DSCN2740-300x225
Ci trasferiamo dall’altra parte della città per giungere a Fonte Scodella, di cui si ha notizia già nel Cinquecento. La fonte faceva parte di un sistema di fontanelle che è stato smantellato. Attualmente sono visibili la vasca principale, un abbeveratoio e un lavatoio che si trovano in un territorio privato. La fonte presta il suo nome al vicino palasport e al parco inaugurato nel 2006 nelle immediate vicinanze.
Fonte Santa Maria Maddalena si trova in un angolo nascosto vicino al Palasport. Essa presenta due getti d’acqua, un bellissimo lavatoio separato e il pavimento inclinato per lo scorrimento dell’acqua. Dopo la ripulitura e la realizzazione di scalini per raggiungerla ad opera dell’ex Sindaco Cingolani, è in stato di incuria.
Fonte Nuova o Pozzo del Mercato era nel 500 il lavatoio del quartiere delle Casette ed era collegata a Piazza Mazzini da un viottolo. Questa fonte prelevava acqua dalla Fonte degli Orfanelli oggi demolita. Veniva chiamata anche fonte dei contratti perchè aveva di fronte una pietra piatta sulla quale i commercianti venivano a firmare, dopo essersi rinfrescati, i contratti di vendita degli animali. Nel 1922 la fontana è stata completamente ricostruita e trasformata, oggi non è in buono stato.
In passato la Circoscrizione Centro Storico e l’istituto per Geometri “Bramante” hanno proposto un progetto di valorizzazione delle fonti che dovevano essere collegate tra loro e inserite in un itinerario pedonale nel verde. La proposta è ancora molto attuale e potrebbe rappresentare un valore aggiunto per una città che deve promuovere il suo valore culturale e artistico.

Nelle foto di Guido Picchio dall’alto: Fonte San Giuliano tra le erbacce, Fonte Maggiore, Fonte della Quercia e ancora Fonte San Giuliano

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