I Carmina Burana di Carl Orff
accendono gli Antichi Forni

MACERATA -Luca Scarlini, ospite del contenitore culturale ha dato una visione totale dell'opera e del suo autore per preparare il pubblico al concerto dello Sferisterio

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Luca Scarlini agli Aperitivi culturali

di Marco Ribechi

Aperitivo Culturale rovente nella notte dei Carmina Burana. Le temperature da record non fermano l’audience degli Antichi Forni per assistere all’incontro che anticipa l’esecuzione allo Sferisterio dei Carmina Burana di Carl Orff, già praticamente sold out. Nella mattinata annunciate anche le tre opere in programma per la stagione 2027: le riprese saranno l’acclamato Elisir d’amore della spiaggia, e la Traviata degli specchi mentre la nuova produzione riguarderà uno dei titoli più amati della storia della lirica, Tosca.

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Luca Scarlini

L’incontro però, che ha avuto come ospite d’eccezione l’illustre Luca Scarlini, ha riguardato interamente l’imperdibile concerto che andrà in scena questa notte, con attenzione particolare agli aspetti meno noti dell’intera composizione che si snoda attorno ad alcuni brani più popolari, ormai presenti nel panorama musicale di tutti. Luca Scarlini, tramite un ascolto guidato, ne ha saputo cogliere il valore complessivo e donarlo al pubblico. «I Carmina Burana possono di norma essere associati a pubblicità, al cinema, ai cartoni animati – spiega l’ospite – in generale a situazioni di tensione o ad una parodia delle stesse. Tutto questo però non ha nulla a che fare con l’opera in questione anche perché riguarda un uso ossessivo del primo brano, il più celebre, tralasciando il resto. A maggior ragione è necessario comprendere il valore dell’intera opera poiché può essere realizzata sotto forma di concerto, come questa sera, ma anche come forma di rappresentazione».

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L’accento viene posto quindi sul loro autore, Carl Orff: «Orff aveva una passione per il barocco poiché nella sua nativa di Monaco di Baviera aveva scoperto la collezione italiana per cui impazzì già 19enne – prosegue Scarlini – Orff ancora prima dei Carmina Burana, adatta molti brani di questa tradizione mettendo in scena creazioni strane, a metà tra la sinfonica e l’opera».

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Nei Carmina Burana uno degli argomenti principali è la relazione tra clero e soldi, essendo tratti dagli scritti dei clerici vaganti ambientati tra il 1200 e il 1300. «Le poesie dei clerici vaganti hanno soprattutto tre temi – prosegue l’ospite – la simonia ovvero la corruzione del clero, il sesso e infine gli abusi dei potenti poiché il potere spirituale spesso si esercitava insieme a quello temporale. I Carmina Burana sono in latino, tedesco medioevale, francese, e la loro edizione complessiva è giunta solo negli anni ’40 del Novecento poiché sono stati interessati da una lunghissima opera filologica. Carl Orff che ha sempre avuto una formazione e un pensiero controcorrente trovò molto interessante questo materiale così critico».

La vita di Orff fu quasi totalmente dedicata ai Carmina Burana e negli anni ’50 venne anche associato al nazismo poiché la sua opera, trattando di temi anticlericali e legati al medioevo, si salvò dalla censura. «Si tratta di un lavoro eseguito in tutto il mondo – prosegue l’ospite – e già dal 1936 vennero visti come una premonizione della guerra che arriverà due anni dopo la sua prima realizzazione. Una sorta di visione apocalittica».

Il tema principale dei Carmina Burana però è quello dell’incostanza del destino: «Karl Orff ci racconta che si può essere celebri ma alla fine finiremmo nella polvere e nell’agonia – prosegue Scarlini – Il contenuto è piuttosto moderno. L’autore però nonostante una vita ricca e prolifica, sia da un punto di vista compositivo che educativo, tanto che creò un suo personale metodo di insegnamento musicale, è stato letteralmente seppellito dalla fama della sua opera che ha fatto scomparire tutto il resto. Orff non soffrì in realtà di ciò poiché dedicò la sua vita all’insegnamento. Continuò sempre ad occuparsi di metodi di scuola per bambini, adulti, analfabeti, malati, persone con problemi psichici, perché per lui la musica era la chiave di ogni comunicazione. Per lui insegnare la musica al mondo era una missione e i Carmina Burana ne erano l’esempio».

L’aperitivo finale è poi stato offerto da Il Quartino, ristorante di corso della Repubblica, mentre domani sarà ospite il filosofo Andrea Tagliapietra che affronterà il Barbiere di Siviglia attraverso il il problema dell’identità.

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