«Ambulatorio ortopedico sospeso:
si è dimesso un dirigente, l’altra in maternità.
A San Severino in arrivo due dottoresse»

SANITA' - L'Ast precisa sulla situazione a Macerata: «La riattivazione dopo le ferie con una rimodulazione temporanea dei turni e delle attività programmate». Sul pensionamento di Patrizia Caciorgna: «Alla Casa della comunità settempedana criticità già risolta. E non c'è nessun taglio ai Punti di primo intervento di Recanati e Tolentino, solo una riorganizzazione di servizi e risorse»

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Il Pronto soccorso di Macerata

«All’ambulatorio di Ortopedia di Macerata il servizio attivo al mattino è sospeso perché un dirigente si è dimesso e un’altra è in gravidanza, alla Casa di comunità di San Severino è previsto l’incarico a due nuove dottoresse. Per quanto riguarda i punti di primo soccorso a Recanati e Tolentino non ci sono chiusure di servizi ma è in atto una riorganizzazione». Così l’Ast di Macerata in merito alla situazione ai punti di primo intervento a Recanati e Tolentino e al pensionamento della dottoressa Patrizia Caciorgna a San Severino (leggi l’articolo). Altro nodo riguarda l’ambulatorio ortopedico al Pronto soccorso di Macerata.

In base a quanto riferisce l’Azienda sanitaria maceratese, «l’ambulatorio di ortopedia di Macerata, attivo al mattino, ha subito una sospensione per la concomitanza di due eventi indipendenti dalla governance aziendale. Un dirigente medico ortopedico ha rassegnato le proprie dimissioni, con conseguente riduzione dell’organico effettivamente disponibile e una dirigente medico ortopedica risulta attualmente in stato di gravidanza, con prevedibile progressiva limitazione dell’attività assistenziale e successiva assenza per maternità obbligatoria. La riattivazione sarà assicurata attraverso il reclutamento di un medico ortopedico e superato il periodo dovuto di ferie estive, una rimodulazione temporanea dei turni e delle attività programmate».

L’Ast parla di una criticità già risolta a San Severino, dove Patrizia Caciorgna lascerà il servizio per via del pensionamento. «La situazione è già in via di gestione organizzativa. E’ già stata definita una soluzione organizzativa. Infatti è prevista l’attivazione di incarico a una o due nuove dottoresse alla Casa della comunità di San Severino Marche, per coprire l’attività ambulatoriale, mentre la dottoressa Caciorgna proseguirà l’attività in regime di pensionamento, mediante un incarico con funzioni di tutoraggio e supporto. Alla luce di tale assetto, non si configurano criticità assistenziali immediate, fermo restando il monitoraggio dell’evoluzione organizzativa».

Sotto i riflettori anche i punti di primo intervento di Tolentino e Recanati dove «non si sta procedendo alla chiusura di alcun servizio, bensì alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale di urgenza, attraverso una più appropriata allocazione delle risorse professionali e organizzative disponibili. L’assetto organizzativo attualmente in essere rappresenta una situazione ereditata nel tempo, che ha progressivamente evidenziato elementi di criticità e di non sostenibilità, determinando sperequazioni nella distribuzione delle risorse dedicate all’urgenza territoriale e una non omogenea risposta assistenziale tra i diversi ambiti della provincia.
Al fine di ricercare gli elementi di coerenza organizzativa l’Ast di Macerata ha costituito, già da tempo, uno specifico gruppo di lavoro multidisciplinare, incaricato di analizzare i dati epidemiologici, organizzativi e gestionali e di formulare proposte di riassetto coerenti con la normativa vigente e con la programmazione sanitaria regionale e nazionale, in particolare con il Dm del 2 aprile 2015».

L’Ast spiega che «non si sta proponendo un intervento estemporaneo né una misura di contenimento lineare della spesa, ma un approfondito e prolungato percorso di analisi, sviluppato attraverso lo studio dei flussi assistenziali, dei volumi di accesso, della distribuzione temporale delle attività e della tipologia dei quadri clinici trattati nei presidi interessati, con particolare riferimento ai codici di accesso e alle patologie effettivamente gestite. Il modello organizzativo in fase di definizione è pertanto finalizzato a rafforzare la rete territoriale dell’urgenza, assicurando il mantenimento dell’operatività dei servizi, l’apertura continuativa h 24, secondo gli standard previsti, una migliore integrazione con il sistema dell’emergenza-urgenza e una distribuzione più equa ed efficace delle risorse professionali disponibili. Si stanno valutando nuove modalità organizzative dei Ppi territoriali integrate con l’attivazione dei servizi delle case di Comunità e degli ospedali di Comunità che non lasceranno scoperti i servizi. L’intervento deve quindi essere letto come un processo di riqualificazione e potenziamento dell’assistenza territoriale, volto a superare assetti organizzativi non più sostenibili, anche in relazione alla persistente carenza di medici, e a costruire un modello maggiormente aderente ai bisogni della popolazione e alle prospettive di sviluppo dell’Ast di Macerata. Occorre pertanto ribadire che le situazioni sono tra loro distinte e già oggetto di programmazione e revisione da parte della Ast di Macerata nell’ambito degli strumenti di governo clinico e gestionale di cui dispone».

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