Franco Sensi a un secolo dalla nascita:
il sindaco che cambiò il volto di Visso
«Sempre capace di guardare al futuro»
IL RICORDO - Le figlie Rosella (attuale sindaco della cittadina), Maria Cristina e Silvia: «Affrontava le sfide con coraggio e con la convinzione che il progresso e il successo richiedessero visione, capacità decisionale e disponibilità ad assumersi dei rischi»

Franco Sensi
di Monia Orazi
Cento anni fa nasceva Franco Sensi, oggi a Visso il suo nome non si lega solo alla sede del Parco nazionale dei Monti Sibillini, a lui intitolata nel 2010, o alla Svila, diventata una realtà internazionale nella produzione di pizze surgelate, ma a quell’intuizione che anche in un piccolo borgo dalla storia millenaria si potesse portare sviluppo, compiendo le mosse giuste.
Al di là della storia di una famiglia partita da Visso con Silvio e tornata nel paese con la terza generazione, incarnata da Rosella Sensi, sindaco dal 2024 sulle orme del nonno e del padre, resta il ricordo di un imprenditore che, pur vivendo sempre nell’orizzonte della Capitale, continuò a riservare un posto speciale al luogo d’origine della propria famiglia.
Nel giorno del centenario sono state le tre figlie Rosella, Maria Cristina e Silvia Sensi a ricordarlo con un post pubblicato sulla pagina social della sindaca di Visso. «Nel centenario della sua nascita desideriamo rivolgere un ricordo a nostro padre, rendendo omaggio alla sua figura di padre e imprenditore». Il primo pensiero è rivolto all’uomo prima ancora che al personaggio pubblico. «La sua vita è stata contraddistinta da un forte senso di responsabilità, una profonda fede, da una volontà determinata e da una costante dedizione ai valori nei quali credeva, che ha condiviso e portato avanti con il sostegno e l’amore di nostra madre Maria».
Accanto al presidente della Roma, all’imprenditore e al sindaco, le figlie ricordano la dimensione privata: «Nel rapporto con la famiglia ha dimostrato il proprio affetto con dolcezza, attraverso la presenza, l’attenzione e quei gesti quotidiani che, nella loro semplicità, rappresentavano una forma autentica di vicinanza».

Franco Sensi a Visso durante il mandato di sindaco
Francesco Sensi, per tutti Franco, nacque il 29 luglio 1926. Pur essendo alla guida di una delle squadre più importanti della Serie A, della compagnia Italpetroli e di numerose altre attività, assunse per due mandati il ruolo di primo cittadino. Fu sindaco di Visso dal 1985 al 1995, nelle file della Democrazia cristiana. Durante i dieci anni trascorsi a palazzo dei Priori presero forma alcune delle idee più significative per il futuro del paese, poi trasformate in progetti concreti che hanno lasciato tracce profonde nel territorio.
Una fabbrica nel cuore dell’Appennino, un grande albergo nel crocevia d’ingresso alla montagna, una piscina e impianti sportivi adeguati alla popolazione. E poi l’azione silenziosa per contribuire alla nascita di un Parco nazionale che potesse diventare anche un volano di sviluppo e turismo. Sono queste le tracce materiali che raccontano la visione che Sensi aveva per la sua Visso.

Rosella Sensi
«L’impegno professionale occupò una parte fondamentale della sua esistenza – proseguono Rosella, Maria Cristina e Silvia –. Il lavoro fu per lui non soltanto una responsabilità, ma una missione da perseguire con disciplina, costanza e totale dedizione, senza risparmio di energie. La determinazione con cui affrontò ogni progetto gli consentì di conseguire risultati significativi e di superare anche le inevitabili difficoltà che accompagnano ogni percorso imprenditoriale. Da uomo profondamente generoso è sempre stato disponibile ad aiutare il prossimo».
La realizzazione più evidente è la Svila, fondata nel 1974. L’azienda non appartiene più alla famiglia Sensi ed è passata sotto la guida dell’imprenditore italoamericano Alexander Palermo, ma continua a produrre nel luogo in cui nacque. Oggi realizza più di 30 milioni di pizze surgelate ogni anno, distribuite in Italia ed esportate in oltre 45 Paesi. La fabbrica vissana è riuscita a crescere anche dopo il passaggio di proprietà, conservando il proprio legame con il territorio.
Anche dai terreni appartenuti alla famiglia, poi ceduti, è rinato il cuore commerciale della Visso attuale. Piazza Maria Cappa e le strutture realizzate dopo il terremoto del 2016 occupano l’area dell’ex Park Hotel, costruito da Franco Sensi e successivamente demolito. L’albergo non esiste più, ma quello spazio continua ad avere una funzione centrale per la vita economica del paese. L’ex piscina comunale, altra opera legata alla sua amministrazione, è invece destinata a diventare un centro polivalente.
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il Parco nazionale dei Monti Sibillini. Sensi si impegnò per convincere i vissani delle opportunità offerte dall’adesione al Parco e, una volta entrato nel consiglio dell’ente, contribuì economicamente all’acquisto della sede di Visso. Quell’edificio porta il suo nome dal 2010: il riconoscimento per un’azione che guardava alla tutela della montagna, ma anche alla possibilità di trasformarla in una risorsa turistica ed economica.
Quella capacità di anticipare il futuro è anche il tratto sul quale insistono le figlie: «Tra i tratti che maggiormente lo hanno contraddistinto vi fu la capacità di guardare sempre al futuro. Affrontava le sfide con coraggio e con la convinzione che il progresso e il successo richiedessero visione, capacità decisionale e disponibilità ad assumersi dei rischi».
Il suo nome rimane però legato soprattutto ai quindici anni trascorsi alla guida dell’As Roma e al titolo conquistato nel 2001, il terzo della storia giallorossa e ancora oggi l’ultimo. «Anche i traguardi più prestigiosi raggiunti nel corso della sua vita, compreso lo storico scudetto dell’As Roma nella stagione 2000/2001, sono espressione di questo spirito: la determinazione a perseguire obiettivi ambiziosi con fiducia nelle proprie idee».
Franco Sensi morì a Roma il 17 agosto 2008. Dal dicembre 2024 è attivo il Roma Club Visso “Franco e Maria Sensi”, intitolato all’ex presidente giallorosso e alla moglie. «Nel ricordarlo oggi, a cento anni dalla nascita – concludono Rosella, Maria Cristina e Silvia Sensi – desideriamo soprattutto rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno attraverso il lavoro, il carattere e la forza delle proprie convinzioni, affidando alla memoria il valore di un esempio che continua a parlare alle generazioni successive».