Veti incrociati e voci di rimpasto
La Lega “blinda” Romano
Le mosse per evitare il crollo
MACERATA - Domani la seduta di Consiglio per riprovare a eleggere il presidente, il sindaco Parcaroli avverte: «Accordo o lascio». Si studiano soluzioni riparatrici per placare i dissidenti

di Luca Patrassi
Immaginate la vostra squadra del cuore, se avete una squadra e un cuore, e l’associate all’immagine di un campione. Immaginate il Parcaroli bis e non pensate al sindaco ma a un assessore. Ecco le trattative che la Lega sta conducendo – con il segretario provinciale Mauro Lucentini da Montegranaro che magari medita in cuor suo di conquistare così i gradi per diventare segretario regionale – partono dal reputare insostituibile Giuseppe Romano. In tarda serata è prevista una riunione dei partiti di maggioranza allargata ai consiglieri e agli assessori per cercare di ricucire lo strappo nato dal flop del voto per il presidente del Consiglio comunale. Un flop annunciatissimo con la Lega che ha pensato di poter comunque forzare la mano agli alleati e così non è stato grazie anche a una Forza Italia che ha un gruppo di tre consiglieri, due dei quali però critici con l’amministrazione Parcaroli e che sono comunque il frutto di una politica di inclusione (a prescindere dalle adesioni al programma) sostenuta dai vertici azzurri.

Il neo assessore Giuseppe Romano, la cui nomina in Giunta è contestata da parte della maggioranza
Insomma la Lega ha chiesto e ottenuto tre assessori per mettere in squadra Romano e Piccioni ma ha dimenticato che i conti in Consiglio non tornano, specie quando il voto è segreto. Peraltro il flop del voto su Luciani ha dato forza al gruppo degli scontenti che hanno capito che il dissenso funziona ed è pronto per l’uso: basta un voto per mettere in minoranza la maggioranza considerano i 4 più meno certi tra Caldarelli (Udc), Pantana (Noi Moderati), Iommi e Laviano (Fi).

Il capogruppo Fdi Piefrancesco Castiglioni lunedì ha ricordato ai consiglieri di Lega e Forza Italia di uscire dall’aula per far mancare il numero legale alla quarta votazione, altrimenti la minoranza avrebbe avuto la maggioranza
Oggi il voto su Luciani, domani potrebbe essere (di nuovo) il centro commerciale Simonetti, poi ancora qualche pratica dei Lavori pubblici per tacere di eventuali delibere sul commercio. La Lega ha chiesto ed ottenuto ma è anche vero che Fratelli d’Italia si è associata facendo firmare agli assessori i decreti di nomina. Ora? Dopo le urla sentite in sala giunta durante la pausa del Consiglio comunale (la frase cult di Castiglioni – “«fa lu bonu che ve rmanno a casa tutti»” era rivolta guarda il caso a Giuseppe Romano).
Stasera appunto la riunione per trovare una soluzione in vista del Consiglio comunale di domani: se Luciani passasse solo per un voto sarebbe la conferma di una maggioranza zoppa che rischierebbe cadere i qualsiasi appuntamento consiliare.

Il sindaco Parcaroli durante il primo Consiglio
Il sindaco Sandro Parcaroli ha chiesto ai partiti una soluzione stabile, altrimenti si dimette. Però sembra ci sia ancora chi è convinto di quanto fatto finora e fa circolare voci strampalate su possibili incarichi “riparatori” agli esclusi e chi pensa addirittura di togliere gli incarichi a Barbara Antolini (Fi) e a Oriana Piccioni (Lega) per far entrare rispettivamente Laura Laviano (Fi) e Deborah Pantana (Noi Moderati) e riprovare con Luciani alla presidenza del Consiglio. Gli ingressi di Laviano e Pantana porterebbero in Consiglio Alberto Binanti e Claudio Carbonari (spesso critico con l’amministrazione Parcaroli).
Chi vuol toccare i fili della Lega chiede un passo indietro a Romano per dare spazio a Francesco Luciani in giunta (con ingresso in Consiglio di Gianni Giuli per i Maceratesi per Parcaroli) e a Marco Caldarelli (Udc) alla presidenza del Consiglio comunale. Altro elemento: la revoca da assessore comporta il fatto che i prescelti escano di scena anche dal Consiglio visto che si sono dimessi per la nomina a assessori. Un quasi caos rispetto al quale alcuni partiti dimostrano di avere bene in mente solo i voti (e non la coerenza delle posizioni) quando fanno le liste per poi tentare di scaricare gli effetti sugli altri, iniziando dal sindaco che però in partenza poteva anche smarcarsi valutando l’opportunità di cogliere l’indicazione del governatore Acquaroli di dare voce a tutti i componenti della coalizione. Ora il problema è che chi pensa alle manovre correttive è lo stesso, sono gli stessi, che ha portato il Parcaroli bis a rischiare il naufragio subito dopo il varo.
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FdI si faccia sentire, la Lega bleffa, ha più paura di tutti di far dimettere il sindaco di Macerata.
Che ne penserà il neo prefetto?
…rimpasto, sì, ma ora che la pasta s’è un po’ inacidita, dovrete mettere un bel po’ di lievito madre, per far sì che la pagnotta venga bella lievita e buona da mangiare…eh!!! gv
Ma smettetela, comportatevi da persone mature che si sono presentate per essere votate dai cittadini come amministratori della città.
Se continuate così, senza un guizzo di dignità, farà benissimo il sindaco Parcaroli a dimettersi e di sicuro alle eventuali nuove votazioni andrò in vacanza.
Speriamo che si risolva al piu’ presto quest’impiccio alla nuova giunta di PARCAROLI-bis xche’ deve migliorare la nostra citta’.
Se queste sono le premesse,Parcaroli sarebbe il sindaco che
conduce Macerata ad essere una Smart city alla stregua di Barcellona,Amsterdam,Singapore?Il problema che ha Parcaroli è prima di tutto politico e essenzialmente afferisce alla sua reale capacità di essere il leader indiscusso di una coalizione coesa,di essere una guida forte a capo di uno schieramento politico di granitica unità di intenti. Visto che questa capacità il Sindaco non l’ha dimostrata nel primo mandato, come si può pensare che nella seconda edizione egli possa fare meglio con la sua candidatura imposta da Roma e Ancona alle forze politiche del centro destra maceratese ? Fratelli d’Italia è il primo partito della coalizione e difficilmente si adeguerà ai propositi visionari del sindaco; penseranno alle loro priorità in vista delle competizioni elettorali che verranno. Si prospetta un triste mandato da “re travicello “ sballottato e sotto tutela senza neppure poter contare sulla “confort zone “ che garantiva la presidenza della provincia.Altro che fare di Macerata una Smart city a livello dì Barcellona, Amsterdam e Singapore!
Avevate un consigliere degno di fare l’assessore perché unico nei suoi progetti a vedere Macerata nel suo insieme e mi scegliete un leghista commerciante e come diceva Gaber pure romano?
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· Ascolto reale dei cittadini Decisioni migliori nascono da confronto, presenza e dialogo costante.
· Quartieri come cuore della comunità Il Comune deve tornare vicino alle persone, partendo dai territori.
· Partecipazione semplice e accessibile Partecipare deve essere possibile per tutti, non solo per pochi.
· Attenzione alle fragilità Una città è forte quando non lascia indietro nessuno.
· Rivalutazione del Centro Storico Più vita, più lavoro, più sicurezza in centro
· Università e Associazioni di Categoria Collegare formazione, imprese e lavoro reale
· Mercato Immobiliare e Periferie Quartieri vivibili, non zone dimenticate
· Commercio e Scelte di Sviluppo Tutela del commercio locale e di vicinato
· Futuro e Politiche Giovanili Opportunità per studiare, lavorare e restare
· Formazione, Università e Lavoro Collegare percorsi di studio e esperienze
· Mobilità Urbana e Accessibilità Muoversi meglio, investire in APM
· Innovazione, Sostenibilità e Qualità della Vita Città moderna attenta a ambiente e persone
Non molti giorni prima delle elezioni, tra l’altro, scrivevo convintamente su facebook:
“Che Parcaroli abbia fatto cose importanti e attese da tempo dai maceratesi, è innegabile, come anche la sua capacità di trovare finanziamenti e di relazionarsi con la c.d. filiera istituzionale amica. E sicuramente è in una posizione di vantaggio, anche meritata.
E’ vero, come più volte ha dichiarato, che per riuscire ad intercettare soldi bisogna fare progetti, ma è altrettanto vero che per fare progetti ci devono essere bandi di finanziamento ed è innegabile che i numerosi bandi PNRR riservati ai Comuni degli ultimi anni hanno inciso sostanzialmente su questa opportunità.
Ritengo innanzitutto che Parcaroli sia una bravissima persona, con una capacità del fare innata e confermata dagli obiettivi lavorativi raggiunti come imprenditore di successo, ma ritengo anche che sia palesemente evidente la sua difficoltà a relazionarsi istituzionalmente, a reggere il peso del – tanto sfinente quanto necessario – lavoro di confronto istituzionale, di aggregazione, di mediazione. Nei momenti difficili si trincera nella retrovia della ormai nota “Zona Parcaroli” ed ha certamente imparato ad usare abilmente la minaccia di dimissioni quando non riesce a gestire più la sua scalpitante squadra di governo.”
Quindi, niente di nuovo, quello che è successo in consiglio comunale è un copione già visto nel quinquennio precedente, solo che nessuno se lo aspettava già nella prima seduta di insediamento.
Sarà sicuramente un quinquennio difficile per Parcaroli, senza fondi PNRR per i lavori, con scelte di importanza strategica all’orizzonte, tanti “io” e pochi “noi”.