«Estorsioni per farsi pagare la droga»
In tre rinviati a giudizio
POTENZA PICENA - Sotto accusa i fratelli Domenico e Cataldo Cicciù e il 43enne Salvatore Tringale. I fatti risalgono a quattordici anni fa e oggi si è svolta l'udienza davanti al gup del tribunale di Macerata. Per un quarto imputato (accusato di spaccio) il giudice ha disposto il non luogo a procedere

di Gianluca Ginella
Fatti di spaccio ed estorsioni sulla costa, episodi che risalgono a quattordici anni fa e che oggi hanno portato al rinvio a giudizio di tre persone e al proscioglimento di un quarto imputato. Le contestazioni a vario titolo vanno dallo spaccio, all’estorsione, alla tentata estorsione. Sotto accusa i fratelli Cataldo Cicciù, 41 anni, e Domenico Cicciù, 36, residenti a Potenza Picena, il 43enne Salvatore Tringale, residente a Fermo, e il 49enne Angelo Buffalo, residente a Potenza Picena (oggi prosciolto).

Il pm Enrico Riccioni
Si parte dai fratelli Cataldo e Domenico Cicciù (che lo scorso gennaio sono stati arrestati nell’ambito di un’altra indagine, chiamata Potentia, legata allo spaccio di droga). In questo procedimento devono rispondere di presunte estorsioni per farsi pagare delle cessioni di droga e di spaccio. Per uno degli episodi contestati si va indietro al luglio del 2012, a Porto Potenza. Per l’accusa, sostenuta oggi dal pm Enrico Riccioni, i due fratelli avrebbero preso a calci e pugni un uomo per farsi consegnare duemila euro come pagamento di 15 grammi di cocaina. L’uomo aveva pagato il giorno seguente, dice l’accusa. Ai due fratelli per questo episodio viene anche contestato lo spaccio dei 15 grammi di droga. Del pestaggio sarebbe stato fatto un video che i due fratelli avrebbero utilizzato il 22 ottobre 2012 per «accreditarsi come criminali violenti» con la fidanzata di un uomo che avrebbe avuto un debito di droga da seimila euro.
La donna, dice l’accusa, aveva emesso 4 assegni, di questi solo uno, da 1.500 euro, era stato incassato da Cataldo e Domenico Cicciù.
Un’ulteriore presunta estorsione viene contestata ai due fratelli in concorso con Salvatore Tringale. In questo caso i fatti sono del settembre 2012. Per l’accusa, insieme a persone rimaste ignote, avrebbero trattenuto l’auto in uso ad un uomo con la promessa di restituirla una volta saldato il debito contratto per l’acquisto di circa 800 grammi di marijuana. In questo modo lo avrebbero costretto a consegnargli 2.950 euro.
Fatti che sarebbero avvenuti a Sambucheto di Montecassiano nel dicembre 2012. Sono anche accusati della cessione degli 800 grammi di marijuana nel settembre 2012.
Cataldo Cicciù e Tringale sono accusati anche di una tentata estorsione sempre per ottenere il saldo di un debito di droga, l’accusa parla di mille euro. L’episodio risale al 18 maro 2013 ed era avvenuto a Civitanova.
Infine Cataldo Cicciù con Buffalo erano accusati di avere, dopo un accordo telefonico con un cliente, nascosto 5 grammi di droga in una siepe, nella zona industriale di Recanati. Il cliente, presa la droga, avrebbe lasciato 300 euro nascosti nella siepe. I fatti contestati risalgono al 4 maggio 2013.
Oggi il gup Daniela Bellesi, del tribunale di Macerata, ha rinviato a giudizio Cataldo e Domenico Cicciù e Salvatore Tringale e disposto il non luogo a procedere per Buffalo, difeso dall’avvocato Domenico Biasco.
Domenico Cicciù è difeso dall’avvocato Gabriele Cofanelli, Cataldo Cicciù è assistito dal legale Domenico Biasco e Tringale è difeso dal legale Renato Coltorti.