«Piange la nostra città
Volate in alto Nicolas e Giorgio»
MACERATA - La Curva Just ha posizionato uno striscione al Monumento ai Caduti in memoria dei due giovani morti nell'incidente in superstrada domenica mattina. Il messaggio del vescovo Nazzareno Marconi: «La giustizia ha il suo compito, ma il dolore di queste tragedie ci ricorda soprattutto la fragilità della condizione umana». Silvia Morresi, ex insegnante di Calabrese: «Un ragazzo semplice e trasparente. Ti abbiamo lasciato pieno di vita e di sogni, ora sgomenti e senza parole»

Lo striscione al Monumento ai Caduti (foto Fabio Falcioni)
di Marco Pagliariccio
Macerata si è risvegliata stamattina nuovamente avvolta nel dolore per la tragica morte di Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, i due ragazzi rispettivamente di 20 e 21 anni deceduti a seguito dell’incidente di domenica mattina in superstrada in cui ha perso la vita anche il 41enne morrovallese Christian Perugini.

Franceschini era seduto nel sedile posteriore della Fiat Punto alla cui guida c’era il 20enne Daniele Francalancia che sta lottando per la vita a Torrette. L’auto si è scontrata con la Lancia Musa di Perugini che avrebbe invaso la corsia opposta

La veglia di ieri sera a Piediripa
Stanotte, ai piedi del Monumento ai Caduti all’angolo di via dei Velini, è comparso uno striscione firmato dalla Curva Just, i tifosi della Maceratese, in memoria dei due ragazzi. Nicolas, peraltro, era calciatore della Vigor Macerata. «Piange la nostra città, volate in alto Nicolas e Giorgio», recita lo striscione..

Il vescovo Nazzareno Marconi
Al coro di commozione per la tragedia si aggiunge il vescovo Nazzareno Marconi, che ieri sera non ha potuto partecipare alla veglia in memoria di Nicolas e Giorgio perché fuori città per un pellegrinaggio. «La morte improvvisa di giovani a seguito di incidenti stradali e il grave ferimento di alcuni di loro per le stesse cause, ovunque accadano, ma in particolare ora così vicino a noi, come avvenuto a Macerata e ad Ancona, suscitano in tutti un profondo dolore e molte domande – sottolinea il vescovo – di fronte a eventi così drammatici, l’insegnamento della chiesa indica anzitutto la via della preghiera. Essa rappresenta la prima forza del cristiano: nella preghiera comune si comprende e si percepisce la vicinanza del Signore, che non abbandona i suoi figli nel momento della prova. Una tentazione frequente, in questi casi, è quella di concentrarsi immediatamente sulla ricerca delle responsabilità, quasi nell’illusione che eliminando ogni colpa si possa costruire un mondo senza sofferenza. Certamente la giustizia ha il suo compito, ma il dolore di queste tragedie ci ricorda soprattutto la fragilità della condizione umana. La nostra vita sulla terra è preziosa, ma anche profondamente segnata dalla precarietà».

Nicolas Calabrese
Di Nicolas Calabrese ha dato un ricordo molto toccante una sua ex insegnante, la docente di scienze del Liceo Galilei Silvia Morresi. «Me lo ricordo sempre presente a scuola, seduto su quel banco troppo piccolo per lui – ricorda l’insegnante – Nicolas era un ragazzo semplice e trasparente, sempre preparato, ci teneva ad essere bravo ed il pomeriggio, lo vedevo, sempre puntuale alla fermata dell’autobus con il borsone in partenza o di ritorno dai campi da calcio; faceva tutto e bene. Era molto intelligente, gli bastava poco per capire le cose; il resto del tempo lo dedicava ai suoi amati amici, sempre disponibile ad aiutare e sempre in prima linea nei momenti di gioco; con la sua simpatia e la sua risata travolgente, che sarà sempre impressa nei nostri cuori, non perdeva una battuta. In certi momenti ti veniva da metterti le mani sui capelli, in un attimo veniva fuori la sua anima di bambino vivace e giocherellone che lo ha sempre contraddistinto. Ti abbiamo visto crescere e ti abbiamo lasciato pieno di vita e di sogni, in attesa di vederti un giorno realizzato nel lavoro e nella vita. Oggi ci hai lasciato tutti sgomenti e senza parole, incapaci di trovare un senso a tutto questo. Speriamo che tutto il bene che ti vogliamo giunga a te, ovunque tu sia, caro Nicolas, e ci stringiamo, con immenso affetto, intorno alla tua famiglia e a tutti gli studenti della 5N del 2023/2024 e di tutto il liceo nel tentativo di colmare, per quel che si può, l’enorme vuoto che lasci».

Giorgio Franceschini
Giorgio Franceschini, che aveva perso il padre nel 2021 a causa del covid (leggi l’articolo), il liceo l’aveva già lasciato per iniziare gli studi a Unimc. E l’ateneo ha voluto ricordare sia lui che Nicolas con le parole del rettore John McCourt: «La perdita di giovani vite lascia sgomenti e richiama tutti a un dolore profondo, che coinvolge l’intera comunità cittadina – dice McCourt – in un ateneo abitato ogni giorno da ragazze e ragazzi pieni di aspirazioni, progetti e futuro, una simile tragedia appare ancora più difficile da accettare e da comprendere. Il pensiero va alle famiglie delle vittime, ai loro amici, a quanti le hanno conosciute e amate. Con la stessa apprensione, il rettore rivolge un augurio di forza e speranza agli altri ragazzi rimasti feriti e alle loro famiglie, in queste ore di attesa e angoscia».

L’incidente di domenica all’alba in superstrada









