Interdizione dagli uffici,
l’avvocato di Crocetti:
«Può restare al suo posto»
CIVITANOVA - Il legale del consigliere, condannato in via definitiva per evasione fiscale, replica all’interrogazione del Pd: «La Legge Severino non prevede l’automatica cessazione dalla carica. Pronti ad azioni legali contro ogni delegittimazione»
«Il consigliere comunale Gianluca Crocetti può continuare a ricoprire pienamente e legittimamente il proprio ruolo istituzionale, poiché non sussistono, allo stato, i presupposti di legge che determinano la sospensione o la decadenza dalla carica».
A dirlo è l’avvocato del consigliere comunale condannato in via definitiva per evasione fiscale. La sentenza della Cassazione è dello scorso anno, ma con un’interrogazione il Pd è tornato sull’argomento per chiedere al sindaco perché, per effetto della pena imposta a Crocetti (1 anno e 7 mesi con pena sospesa) e la confisca di beni, non si sia proceduto anche all’interdizione dai pubblici uffici.
Crocetti, attraverso il suo legale Giorgia Di Pasquale continua a ribadire la sua legittimità a ricoprire il ruolo di consigliere: «È necessario ribadire un principio elementare dell’ordinamento: le cariche elettive non decadono per iniziativa politica, né per effetto di interrogazioni reiterate – sottolinea l’avvocata – la sospensione e la decadenza degli amministratori locali sono disciplinate in modo tassativo dalla cosiddetta “Legge Severino”, norma che individua con precisione le fattispecie rilevanti, le condizioni applicative e le modalità procedurali. Nel caso del mio assistito, per tipologia di reato, entità della pena e meccanismo normativo previsto dalla legge, non si determina l’automatica cessazione dalla carica e quindi nessuno degli effetti che taluni vorrebbero far credere. La reiterazione della vicenda sta però assumendo contorni che travalicano il legittimo confronto politico e si avvicinano a una forma di delegittimazione personale e istituzionale. Pertanto, verranno tempestivamente avviate tutte le azioni legali consentite dall’ordinamento, in sede civile e penale, a tutela del mio assistito».
Condanna definitiva a Crocetti per evasione, il Pd: «Perché è ancora in Consiglio?»
Oh s’è pure risentito
A differenza dei parlamentari, per i quali serve una condanna definitiva, per i sindaci, consiglieri e assessori locali la sospensione dalla carica scatta in modo più rapido:
Sentenza non definitiva: La sospensione avviene di diritto anche in presenza di una condanna non definitiva (quindi anche solo in primo grado) per i reati indicati dalla legge (mafia, terrorismo, reati contro la pubblica amministrazione).
Misure cautelari: La sospensione scatta anche se l’amministratore è sottoposto a misure cautelari coercitive (come gli arresti domiciliari o la custodia in carcere).
Durata: La sospensione ha una durata massima di 18 mesi. Se entro questo termine non interviene una sentenza definitiva, l’amministratore può tornare in carica (salvo nuove misure).
Così pare che sia.
E basta! Ma secondo voi, Ciarapica poteva fare tutto da solo?Un buon amministratore sa circondarsi di ottimi elementi soprattutto quelli che godono di una buona reputazione e non dovrebbe essere il solo e che come riportato in un commento, con una esperienza mostre nel campo della gestione fiscale. Va bene che Ciarapica diplomato e con tanto di “Laura in economia e commercio” non è l’ultimo arrivato ma va considerato come quei allievi promettenti che usciti dal Conservatorio vanno a scuola da grandi maestri di musica per diventare concertisti. Ciarapica è diventato un politico a tutto tondo, gran virtuoso con davanti altri due anni o almeno finché gli dura Civitanova. Superata pure l’ora più buia della Storia, dove gli amici di un tempo, quelli che lo accusavano di servirsi di biechi ricatti, sono ritornati sotto la sua guida non so che effetto possa fargli sentire certe pretese dai minoritari. E così, forte di tanto apprendimento continuerà nella sua strada e parafrasando Churchill ci prometterà ancora fino a scadenza: “Cemento, tanto cemento, fatica e un fazzoletto per il sudore”.
Siamo al ridicolo, un amministratore che viene condannato in via definitiva per aver frodato lo Stato, si risente se qualcuno chiede che sparisca dalla scena. Fra poco bisognerà chiedere anche scusa a chi froda e viene pizzicato con le mani nella marmellata.