Giuseppine, De Padova attacca Marchiori:
«Come si giustifica un simile finanziamento?
Il Convitto attende interventi da anni»
MACERATA - La consigliera del gruppo misto replica all'assessore ai Lavori pubblici: in discussione i fondi assegnati all'istituto dalla struttura commissariale per la ricostruzione. Sul fatto che non sia maceratese: «Non significa non avere a cuore la città. Essere cittadina di un luogo non dipende esclusivamente da dove si è nati»

Sabrina De Padova, consigliera del Gruppo misto
di Luca Patrassi
La consigliera comunale del Gruppo misto Sabrina De Padova replica all’assessore Andrea Marchiori sul fronte del finanziamento della struttura commissariale destinato all’adeguamento sismico dell’istituto San Giuseppe di Macerata.
«Il finanziamento – osserva la consigliera comunale – ammonta a 18 milioni di euro, una somma notevole, soprattutto se confrontata con somme destinate ad altri istituti scolastici del territorio, anche di maggiore capienza, come il liceo Scientifico, per il quale risultano stanziati 8 milioni di euro. In merito all’intervento, la classificazione tecnica è di livello L4, che indica una vulnerabilità sismica elevata. Mentre per altre scuole oggetto di lavori di adeguamento sismico gli alunni sono stati costretti a trasferirsi altrove come accaduto per il liceo Artistico e Scientifico, questo non si è palesato per il San Giuseppe. Nascono quindi alcune domande che ritengo doveroso porre: quali danni strutturali giustificano un finanziamento così consistente? Sulla base di quali schede tecniche (Fast e Aedes) è stato determinato il fabbisogno? Perché non si è data priorità a istituti come il Convitto, che attendono interventi da anni? Non sarebbe stato più logico, alla luce della cifra stanziata, valutare una ricostruzione integrale o una delocalizzazione dell’edificio? Per diversi anni la scuola ha operato tranquillamente nonostante i danni subiti».
De Padova replica anche sul suo essere più o meno “maceratese” contestatole da Marchiori:«Sono stata accusata dall’assessore Marchiori di non essere cittadina maceratese e non capire i valori culturali delle Giuseppine quando l’amministrazione comunale non crea ospitalità in città e permette alle suore di trasferirsi? “Non essere maceratese” non significa non avere a cuore la città. Essere cittadina di un luogo non dipende esclusivamente dal luogo di nascita. Si può amare profondamente una città, contribuire alla sua crescita, partecipare alla vita civile e culturale… Tutto questo è appartenenza, anche se non si è nati lì. Ho scelto Macerata. Vivo questa città, partecipo alla sua vita, e ho a cuore il suo presente e il suo futuro. Il mio impegno per la città dimostra quanto tengo a questa comunità, a prescindere da dove sono nata».
Complimenti signora De Padova! Ha risposto egregiamente all’arringa dell’avv. Marchiori. Il quale forse doveva difendere la ricompensa ai voti che i religiosi hanno portato a questa Amministrazione. In effetti il finanziamento sembra eccessivo e da maceratese dico che non solo le giuseppine contano, forse vengono prima i salesiani e il convitto. Poi se andiamo a vedere la “maceratesità” penso che saremmo rimasti proprio pochini….
Io come assessore ai lavori pubblici avrei da tempo dato le dimissioni per causa di forza maggiore (ndr INCOMPETENZA ASSOLUTA)
e allora il sindaco non è di Camerino? Marchiori tu manco il serpante potresti fare. vedi su wikipedia il significato di serpante.
Volevo aggiungere delle parti dell’articolo le quali non sono state riportate che potrebbero aiutarci a riflettere….
– l’Istituto S Giuseppe non è più gestito da un ente religioso, ma da una cooperativa privata, nella quale – secondo la documentazione agli atti del Comune – l’attuale assessora alla cultura risulta essere ‘ socia fondatrice, ex dipendente e vicepresidente del consiglio di amministrazione’.
Alla luce di questi elementi, ritengo legittimo domandarsi perché non sia stata proprio l’assessora alla cultura a rispondere all’interrogazione, trattandosi di una figura istituzionalmente e professionalmente vicina al tema.
– Rilevo inoltre che contrariamente a quanto affermato dall’assessore Marchiori in sede di risposta alla mia interrogazione in merito alla tempestività da parte delle suore nell’inoltro della pratica relativa al finanziamento, la richiesta di contributo è stata formalizzata solo nel dicembre 2021, dopo ben 5 anni dal sisma, e subito dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione comunale.
Per diversi anni la scuola ha operato tranquillamente nonostante i danni subiti.
– Accanto agli aspetti tecnici, sento il dovere di porre anche una riflessione umana.
Le 16 suore che per decenni hanno rappresentato un presidio educativo e spirituale per la città, oggi sono costrette a lasciare Macerata, in condizioni di salute fragili, alcune sono in sedia a rotelle.
Appare vergognoso che non si sia riusciti a individuare da parte dell’amministrazione comunale una soluzione che consentisse loro di rimanere, magari in una struttura idonea e accogliente, sempre all’interno della nostra comunità, costringendole a trasferirsi lontano, sradicandole da un luogo a loro molto caro dove hanno vissuto per decenni.
Sono stata accusata dall’assessore Marchiori di non essere ‘cittadina maceratesi e non capire i valori culturali delle scuola Giuseppine quando l’amministrazione comunale, essendo maceratese… non crea ospitalità in città e permette alle suore di trasferirsi???? Questa è una grande contraddizione…..
Le Giuseppine sono un patrimonio culturale e spirituale di tutti. Le Scuole Giuseppine e le Suore hanno sempre rappresentato un presidio educativo e di accoglienza. Vederle partire è una perdita collettiva per tutta la città, soprattutto per chi crede nell’educazione come valore condiviso.