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«Sull’aumento della Tari
responsabilità della destra:
immobilismo e finanziamenti persi»

RIFIUTI - Il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena sulla questione del Cosmari: «L’inerzia di questi anni ha già causato danni concreti, e ora i cittadini si trovano a pagare il prezzo delle scelte sbagliate o non prese»

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Leonardo Catena, sindaco di Montecassiano

«Aumento della Tari, responsabilità della destra che ha evitato di decidere», così il sindaco di Montecassiano, Leonardo Catena. Il primo cittadino sottolinea di aver preso «più volte le distanze da una gestione improntata all’inerzia e all’evitare le responsabilità. Questo atteggiamento ha inevitabilmente generato un aumento dei costi e, di conseguenza, della Tari.

Leggo con stupore le dichiarazioni del presidente del Cosmari, Paolo Gattafoni, che si rifugia nel vittimismo di fronte a legittime critiche. In gioco non ci sono carriere personali o la difesa dei partiti di riferimento, ma la qualità della gestione pubblica dei rifiuti e i pesanti rincari della tariffa che colpiscono i cittadini.

È un dato di fatto – prosegue Catena – che la maggioranza di destra, oggi al governo dei principali comuni del maceratese, ha interrotto una prassi di collaborazione istituzionale che aveva garantito in passato scelte condivise. Quando i Comuni erano a guida centro-sinistra, si eleggeva un presidente espressione della maggioranza, ma si assegnava alla minoranza la maggioranza del cda, per garantire decisioni realmente unitarie.

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La destra ha invece deciso di occupare tutte le posizioni, nominando sia il presidente sia la maggioranza del cda. È venuto meno così il principio cardine della governance condivisa, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: immobilismo, finanziamenti milionari persi e aumenti della Tari. I sindaci civici e di centro sinistra – spiega ancora Catena – hanno redatto e inviato un documento a tutti i membri del cda e dell’Assemblea dei sindaci per denunciare la situazione critica del Cosmari e i rischi che ne derivano. Ma la maggioranza ha scelto di ignorare l’appello, evitando persino di inserire il tema all’ordine del giorno dell’assemblea convocata proprio oggi. Scappare dalle responsabilità politiche non risolve i problemi: li aggrava. L’inerzia di questi anni ha già causato danni concreti, e ora i cittadini si trovano a pagare il prezzo delle scelte sbagliate o non prese. Chi danneggia il Cosmari non sono i sindaci che denunciano la situazione, ma chi rifiuta di affrontarla».

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