Chiude pure l’hotel Solarium:
«La proprietà vuole vendere»
CIVITANOVA - Stasera l'ultima cena con i 18 dipendenti per Gianni Domizi, che ha gestito la struttura di proprietà del gruppo Kos per mezzo secolo: «Ancora non ci credo, abbiamo provato fino all'ultimo a evitarlo, ma non c'è stato niente da fare». E' il quinto a chiudere nel giro di pochi anni per lasciare spazio a residence o appartamenti

L’hotel Solarium
di Laura Boccanera
Avrebbe dovuto festeggiare i 30 anni di attività e invece quello di stamattina è stato l’ultimo check out. E così chiude pure l’hotel Solarium, storica struttura ricettiva che si trova lungo la statale 16. Non per difficoltà economiche, la gestione era in attivo, ma per una scelta della proprietà, che ha deciso di vendere lo stabile e l’attività.

Gianni Domizi, storico titolare del Solarium
Una chiusura che lascia l’amaro in bocca, soprattutto a Gianni Domizi, che da cinquant’anni vive dentro l’hotel e che stasera, con il cuore gonfio e gli occhi lucidi, saluterà i suoi 16 dipendenti con una cena nella sala colazione. E’ l’ennesima struttura ricettiva che chiude i battenti per fare spazio ad appartamenti e residence: negli ultimi anni sull’altare dell’edificazione spinta sono stati sacrificati l’ex hotel Diana (divenuto G palace residence), l’hotel Acquamarina che presto verrà demolito per costruire una palazzina, l’ex hotel Adua già riconvertito, l’hotel Roma. E ora chissà che sorte toccherà al Solarium.

«La proprietà che fa capo al gruppo Kos ha deciso di non rinnovare il contratto di ramo d’affitto – spiega Gianni Domizi – veniva rinnovato ogni 6 anni, ma quest’anno ci hanno comunicato che non erano intenzionati a sostenere alcune spese di manutenzione necessarie allo stabile e pertanto di vendere. Abbiamo provato a cercare qualche imprenditore interessato a portare avanti l’attività ricettiva, ma non si è andati mai oltre qualche riunione interlocutoria. C’ho sperato fino all’ultimo e provato in tutti i modi. Non mi rendo ancora conto che è finita».

A 77 anni, Domizi è un fiume in piena di ricordi. Ha vissuto l’hotel in ogni suo angolo, dalle lunghe notti in portineria fino all’emergenza del terremoto, quando tanti sfollati trovarono accoglienza tra queste mura. «I quadri che sono qui nella sala colazione me li ha regalati un’ospite terremotata con cui siamo ancora in contatto». E poi ci sono le sculture in ferro che decorano la hall, opere di Luigi Gasparroni, e i ready-made creativi che aggiungono un tocco di originalità all’arredamento. E poi l’ampio terrazzo sul roof top (come si scriverebbe se fosse una struttura nuova e di tendenza), quel “solarium” che dà il nome all’hotel e che è l’orgoglio del gestore che proprio lassù, con una vista che spazia dai Sibillini al mare (o almeno una volta, prima che la zona Cecchetti e altri edifici coprissero la vista dell’Adriatico) si lascia andare al rammarico per un’attività che si spegne: «da domani dovremo togliere anche la scritta, abbiamo interrotto la collaborazione coi portali per le prenotazioni, tutto quanto – prosegue – mi dispiace perché mai come quest’anno l’hotel è stato pieno sempre, anche dal lunedì al venerdì, ospitavamo tanti operai delle imprese edili, non solo presenze del week end. Eppure questo è».

Gianni Domizi, storico gestore e titolare del Solarium




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Mi sembra che sia un pessimo segno…
Pensate che spettacolo e che affarone acquistare un appartamento, ai prezzi di oggi a Civitanova, direttamente sulla statale con una bellissima vista sul distributore di carburanti ed il traffico continuo h24.
Ma vaaa….
Chissà se Civitanova come decanta il sindaco tra il top delle 15 località turistiche che speriamo la Ercoli non ci faccia un psicodramma filosofico per l’appuntamento culturale estivo più atteso, riesca a mantenersi con la chiusura di uno dei pochissimi alberghi, in classifica. Non c’erano anche il Motel Adria e l’Hotel Elena a Fontespina tra gli abbattuti?
Così guadagnano di più i proprietari di case da affittare che mi è stato detto essere molto esosi.
tutto è lecito le città si muovono e crescono, il privato farà i suoi interessi come si usa da secoli, la differenza la fa chi lascia licenze edilizie non a casaccio, spesso a danno della città e del buon vivere. troppi casi a Civitanova che ha costretto molti cittadini ad unirsi per le colate di cemento a dismisura, si sa con certezza che da tempo alloggiano in città famiglie dedite a tutto quello che porta delinquenza compreso il denaro sporco, tutti i giorni anche qui su cronache qualcuno punta il dito su questi fatti …..ne vogliamo tenere conto ….