Politica e cultura maceratese in lutto:
è morto a 77 anni Renato Pasqualetti
MACERATA - Si è spento questa sera. E' stato nei direttivi di Pci, Pds, Ds e Pd, assessore ai Beni culturali della Provincia, consigliere comunale, presidente della Form, segretario generale dello Sferisterio. La camera ardente sarà aperta oggi nella casa del commiato della Croce verde, domani l'ultimo saluto alle 11. Il circolo Pd: «Il suo impegno politico improntato costantemente alla costruzione di una sinistra democratica coerente con i suoi valori fondanti, sensibile alle esigenze dei ceti più deboli, aperta ai cambiamenti della società»

Renato Pasqualetti
È morto questa sera Renato Pasqualetti, 77 anni e per circa 60 anni protagonista della scena culturale e politica di Macerata. Laureato in Giurisprudenza, è stato docente delle scuole superiori. Per molti anni impegnato in politica, è stato assessore provinciale ai Beni culturali (tra il 1999 e il 2004), capo di gabinetto della Provincia, consigliere comunale del Pci tra il 1980 e il 1990 e sempre del Pci è stato dirigente.
In precedenza ha militato, tra il 1965 e il 1977, nel movimento studentesco, nella sinistra extraparlamentare e nel gruppo “Il Manifesto”.
Dal Pci ha proseguito il suo impegno politico come dirigente del Pds, dei Democratici di sinistra e del Partito democratico. È stato vicepresidente e poi segretario generale dell’Associazione Sferisterio di Macerata (amava sia la lirica che la musica classica) e E’ stato inoltre presidente della Form.
È stato autore di saggi politici e ha pubblicato alcuni romanzi a testimonianza di una personalità poliedrica. La famiglia paterna è originaria di Sarnano mentre quella materna è di San Ginesio. Aperta la camera ardente alla sala del commiato della Croce verde, a Sforzacosta dove domani alle 11 ci sarà l’ultimo saluto. Lascia la moglie Fiammetta e la figlia Emilia.
Il circolo Pd di Macerata ricorda come Pasqualetti avesse iniziato con la politica «in quegli anni Sessanta di creatività dirompente e innovativa a Vicolo Cassini, e dai movimenti studenteschi e universitari dei primi anni Settanta, ha percorso una lunga e intelligente esperienza politica nella sinistra, prima nel Manifesto di cui fu tra i fondatori, poi nel Pdup, quindi nel Partito comunista italiano di cui fu consigliere comunale e segretario provinciale». In seguito «contribuì a portare il governo della città a una svolta con la coalizione “Città solidale” del sindaco Maulo, aprendo la strada alla stagione di amministrazioni di un nuovo centrosinistra. Dette poi impulso al passaggio dal Pds ai Ds, e da qui al Partito democratico, che contribuì a fondare e di cui è stato dirigente autorevole fino a che le forze glielo hanno consentito. Un impegno politico, il suo, improntato costantemente alla costruzione di una sinistra democratica coerente con i suoi valori fondanti, sensibile alle esigenze dei ceti più deboli, aperta ai cambiamenti della società e attenta alle necessità di rinnovamento dei gruppi dirigenti. Con lo stesso acume, la brillantezza, la lucidità e la generosità sempre disinteressata che lo hanno contraddistinto, ha ricoperto in maniera esemplare anche ruoli da pubblico amministratore». Inoltre, prosegue il Pd «ha saputo animare associazioni politiche e culturali, come la bellissima esperienza del circolo “Area di rigore” negli anni Novanta, o la Fondazione Belli, l’ultima di cui è stato presidente e poi consigliere fino a che ci ha lasciati».
Extra politica: «tanto sapeva intrigare con le storie dei suoi libri, gialli o ricostruzioni storiche che fossero, e tanto era apprezzato dai suoi studenti, così e ancor di più riusciva a farsi ascoltare ed apprezzare nei ragionamenti che mai faceva mancare, in quegli incontri ed assemblee della politica partecipata che riteneva sempre indispensabili per comprendere e per decidere insieme. Per tutto questo e tanto altro che Renato è stato, e per la sua umanità e vicinanza, oggi il Partito Democratico di Macerata lo piange, lo ringrazia e lo ricorderà per sempre».
Di Renato, diverso da me sul piano politico, ho sempre apprezzato l’intelligenza e la cultura, la sagacia e l’umorismo. Amante appassionato del poeta Dino Campana realizzò quando era Assessore alla Provincia un Convegno meraviglioso, di ordine a carattere nazionale presso il Cinema Italia. Apparteneva alla “classe” di coloro che avevano frequentato il Liceo Classico “Leopardi” della nostra città.Diversi durante le battaglie amministrative, ma, “fuori onda”, immediatamente consapevoli e capaci di avere un progetto o una idea che superasse l’immediatezza, un disegno che andasse oltre il semplice e sciocco gioco della vittoria o della perdita. Con lui se ne va un “modo di pensare”, o meglio un “pensiero” che sta, anzi dovrebbe stare, alla base della Politica. Un saluto alla moglie Fiammetta.
Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
verso il paese dov’è gioia e quiete.
Dolciastra foresta di vicoletti,
dinanzi a questa folla di partenti
non ho forza di nascondere la mia malinconia.
Consiglio di leggere attentamente il bellissimo commento di Guido Garrufi che ci ricorda quella che dovrebbe essere la passione di partecipare alla guida della cosa pubblica. Spero tanto che si torni a questo interesse da parte dei politici di ambo le parti a governare per migliorare la vita dei cittadini. E le persone torneranno a votare. Grazie dottor Garrufi
*Da Renato mi dividevano tante cose, prima fra tutte il “Socialismo” che per noi “craxiani” doveva avere SEMPRE i conti in regola con la libertà e, successivamente, una subalternità, seppur da lui “mitigata”, alla narrazione “giustizialista” (…pur di “governare”) che per me era e continua ad essere, invece, inaccettabile perché basata su di una… “grande menzogna”. Differenze così profonde non hanno, però, impedito ne una stima, credo, reciproca e sincera e neanche, da parte mia, il riconoscimento di un livello dell’interlocutore mille volte superiore a quello di tantissimi (praticamente tutti) gli avversari della sua parte politica. Renato era davvero una “testa pensante”, un uomo di grande cultura e, nell’accezione migliore, un “uomo di governo”. Ricordo l’ultima, stimolante, esperienza comune nel Consiglio di Amministrazione della FORM di cui lui è stato, di fatto, il “fondatore” ed in particolare le parole con cui si accomiatò da quella che, ripeto, era stata una sua “creatura”: CHAPEAU! Un confronto con lui non era mai banale, uomo “dell’apparato” fino al midollo ma con una vivacità intellettuale che gli ha permesso di non diventare mai un… “comunista di caserma” e di non nascondersi dietro le “sigle” mutevoli…! Ha sempre di più aperto le vie per, almeno, un confronto vero con i “riformisti”. La notizia della sua scomparsa mi ha colto di sorpresa tanto da chiedere a chi me l’aveva data se fosse vera, perché è come se ci fosse un dibattito “sospeso” e, soprattutto, perché nel “deserto” odierno Renato lascia un vuoto davvero incolmabile.*
*Condoglianze sincere alla famiglia.*
*La terra ti sia lieve, compagno Pasqualetti;*
*Riposa in pace, caro Renato!*
Nonostante diversi scontri avvenuti anche negli ultimi anni, umanamente mi dispiace molto per la morte di Renato, che conoscevo da una vita, dai tempi del liceo.
Mi ricordo pure di un suo bellissimo messaggio quando persi mio figlio.
Condoglianze a Fiammetta e a tutta la famiglia.
Perdiamo persone che hanno contribuito alla crescita e alla maturazione delle coscienze.
Anche io mi associo alle parole del dr.Garufi che in modo limpido ha descritto le doti intellettuali e politiche di Renato. Piango un compagno e soprattutto un amico con cui ho diviso anni di impegno.
Renato è stata la nostra verde stagione, ha concimato e coltivato i nostri pensieri, anche i più dissimili dai suoi. Una fucina di idee sempre in movimento con cui ha nutrito la città. Ci mancherà moltissimo. Un abbraccio a Fiammetta e Emilia
Mi dispiace molto, non lo frequentavo spesso, ma perdo una conoscenza della quale ho avuto modo di apprezzare l’intelligenza vivida e con la quale, nonostante fosse più grande di me, ho avuto modo di scambiare battute simpatiche ed argute sin dai tempi andati del “Pozzo”.
Bellissima ed appropriata anche la citazione della poesia di Sergei Aleksandrovič Esenin dataci dal sig. Pavoni.
Ciao Renato,
Riposa in pace.
Condoglianze a Mariolina, Fiammetta e Emilia
La lezione di Gramsci non l’ aveva adattata agli andazzi contemporanei ma riletta dentro il tempo presente, sempre alla ricerca di un ruolo pensante e militante per i partiti e non solo elettorale e ornamentale. Tra i più generosi custodi della memoria del movimento operaio e del Pci. Univa passione intellettuale e competenza organizzativa; a suo agio nel dibattito come nella convivialità; creativo come regista e suggeritore, pratico nell’ amministrare e risolvere. Aspro polemista e abile diplomatico. Duro e scientifico nella gestione del potere, sapeva nutrire rispetto e stima per l’ avversario politico.
è stato l’onore essere tu allieva riposa il pace condoglianze alla famiglia
Ci siamo conosciuti 56 anni fa. Mio testimone di nozze. Abbiamo percorso e condiviso una lunga militanza politica. Poi il mio disimpegno politico ci ha in parte allontanato. Ci siamo incontrati per ricordare piacevoli episodi giovanili e per un confronto sull’attualità politica. Hai vissuto la tua malattia con grande dignità e riservatezza. Grande tifoso del Toro. Riposa in pace
Di ritorno da tre giorni in trasferta, apprendo la notizia della scomparsa di Renato. Mi dispiace, perché è stato un uomo di grande intelligenza politica e instancabile animatore del dibattito cittadino. Ne ricorderò gli scambi di vedute, i commenti quotidiani degli ultimi anni alle notizie apprese sui giornali e quella micidiale ironia, a tratti anche molto amara, che lo caratterizzava.
Condoglianze alla famiglia.