Campi da padel, “CivitaSvolta” denuncia:
«Pedane nascoste sotto la sabbia»
CIVITANOVA - L'associazione ambientalista nei giorni scorsi ha depositato al Tar un dossier che conteneva foto che smentivano la relazione del Comune circa lo smontaggio completo dei due campi sul lungomare Piermanni. E nell'area sono arrivate le ruspe, i carabinieri e la polizia locale

Le ruspe al lavoro
di Laura Boccanera
Campi da padel sul lungomare sud, ruspe in azione per sradicare le lastre in cemento e calcestruzzo sotto terra. Tutta la struttura (vetri, campi e aree accessorie) dovevano essere rimosse entro il 4 novembre, ma l’associazione “CivitaSvolta” denuncia la presenza tuttora delle basi in cemento e sul posto arrivano carabinieri e polizia locale per gli accertamenti.
L’episodio si inserisce nel contenzioso che l’associazione CivitaSvolta ha avviato contro comune e Surf club, titolari dei due campi da padel che si trovavano nella zona demaniale della spiaggia libera del lungomare sud.
I campi dopo il periodo estivo devono essere smontati. Il Comune aveva notificato al tribunale la rimozione di ogni struttura sulla base della relazione prodotta dai privati, ma le volontarie, tramite l’avvocato Stefano Filippetti, hanno invece depositato al Tar un dossier che dimostrava la presenza delle lastre in cemento della dimensione di due metri per uno e del peso di 100 tonnellate nascoste sotto la sabbia.
E il Tar ha chiesto chiarimenti al Comune e nel giro di pochi giorni nell’area sono comparse le ruspe per la rimozione delle pedane. Un’azione che arriva prima dell’udienza in tribunale e così Civita svolta ieri ha allertato carabinieri e polizia locale per verbalizzare quanto stava accadendo.
Il Tar infatti, dopo aver ricevuto il dossier, ha chiesto al Comune una memoria nella quale si chiedeva di accertare se la realtà dei fatti era quella dichiarata dal privato «le pedane dei campi da padel sono state rimosse con ripristino dello “status quo ante”» o quella sostenuta dall’associazione Civita svolta «le due piattaforme non sono invece state rimosse ma semplicemente ricoperte da un telo di “nylon” sul quale è stata sparsa sabbia, ghiaia e altro materiale, dando così solo l’impressione dell’avvenuto ripristino dello “status quo ante”».

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Già quando Troiani diceva che nessuno stava cementando la spiaggia che sembrava un’autostrada in costruzione qualche battibecco c’era stato e comunque l’asfalto era rimasto. Adesso credo sia ora che al comune qualcuno capisca che non è più tempo de “Furbi co l’abbiti” ma de “Moccolotti co lo sarcicciotto”. Forse ho capito perché spesso ci si sottoponga ad un bella doccia di ridicolo: è fisiologico. Ma forse un po’ ci giocano su questo perché a pensarci bene il trucco escogitato la dice lunga sull’acume di chi insiste, macchina, pensa, architetta, escogita e alla fine come fa a non venire voglia di trasformarsi in un microbo inghiottito da un insetto che soffre di emorroidi e rimanda continuamente il momento dell’evacuazione.
@ Mirco Iuanuà
Commento più sbagliato non lo poteva fare.
C’è una legge, e va rispettata, altrimenti tutti gli altri Stabilimenti che a fine stagione smontano la parte che deve essere smontata, sarebbero dei tonti visto che spendono tempo e denaro per farlo e rispettare la legge, se poi c’è chi fa come gli pare e non lo fa…..
Oltretutto su quei campi c’era una questione molto più seria di legittimità, ancora più grave di quello che ho già scritto al punto sopra.