Campi da padel, il Tar boccia Civitasvolta:
«Azione tardiva, la spiaggia non era libera
neanche prima dei lavori»

CIVITANOVA - Il tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'associazione che gestisce la Biblioexpress, confinante con la concessione del Surf Club: «Se l'interesse era quello di preservare la libera fruizione del litorale, questo andava fatto valere prima dell'ok ai lavori». Rinviata al 29 maggio la decisione sulla contestazione del fatto che tensostrutture, cabine e chioschi impedirebbero la visuale sul mare: richiesto il parere della Soprintendenza

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Un campo da padel del Surf Club

di Marco Pagliariccio

Campi da padel in spiaggia, secondo round. Questo se lo aggiudica il Surf Club, visto che il Tar ha dichiarato in gran parte inammissibile il ricorso presentato dall’associazione Civitasvolta, concessionaria della Biblioexpress, volto proprio a stoppare la realizzazione delle superfici da gioco (e tutte le attrezzature connesse, tra cui chiosco, deposito attrezzi, 21 cabine, tensostruttura e piazzole varie) sul lungomare Piermanni.

Streppa-Marchetti

Tiziana Streppa e Lia Marchetti di Civitasvolta avevano anche promosso una raccolta firme contro i campi da padel

Il tribunale amministrativo, nella sentenza emessa lo scorso 22 novembre ma pubblicata oggi, ha ravvisato diversi profili di inammissibilità nel ricorso. In primis, l’azione intrapresa da Civitasvolta sarebbe tardiva. «I ricorrenti dichiarano (anche) di agire per la conservazione della spiaggia libera antistante il chiosco Biblioexpress che, per effetto della concessione demaniale rilasciata alla controinteressata, ha perso il suo carattere di libera fruizione da parte di chiunque e, soprattutto, da parte di coloro che fruiscono anche dei servizi offerti dal chiosco in oggetto – specifica il presidente Giuseppe Daniele nella sentenza – pare quindi essere evidente che, anche sussistendo un legittimo interesse ad agire per il mantenimento della spiaggia libera, la cui esistenza è comunque contestata dalle controparti resistenti, questo andava azionato immediatamente e non dopo l’avvio dei lavori per realizzare le strutture di cui al permesso di costruire e alle autorizzazioni paesaggistiche oggetto di gravame. Va infatti ricordato che la concessione demaniale 5-bis rilasciata in data 8/6/2021 deriva dall’accorpamento di due precedenti concessioni demaniali: le n. 10 e 11 dell’11/9/2014 originariamente valide fino al 31/12/2020 poi prorogate fino al 31/12/2033, rilasciate alla Kite Beach Civitanova, trasformatasi poi in Surf Club Civitanova».

Rigettata anche la contestazione secondo cui la concessione unitaria avrebbe una superficie superiore a quella delle due singole precedenti. La maggiore superficie in effetti c’è ma «non deriva da un’estensione del fronte spiaggia verso il chiosco Biblioexpress, che avrebbe così perso l’accesso diretto al mare, come sostengono i ricorrenti, ma da un aumento della profondità della spiaggia verso il mare per l’arretramento della linea di battigia, come dimostrato dal rilievo topografico effettuato antecedentemente al rilascio della concessione. Al riguardo i ricorrenti si limitano a mere e generiche repliche di carenza istruttoria e difetto di motivazione, ma senza fornire alcuna prova del fatto che l’area delle due precedenti concessioni demaniali si sia allargata lungo il fronte mare e, soprattutto, che ora abbia incluso la spiaggia antistante il chiosco Biblioexpress prima considerata libera, cioè non data in concessione ad alcuno, e con accesso diretto al mare. Di conseguenza essi dovevano quindi considerarsi consapevoli, o avrebbero potuto facilmente esserlo se la tutela della spiaggia libera rientrava effettivamente nello scopo associativo, che detta spiaggia non era invece più libera già dal momento in cui Civitasvolta ha ottenuto, dal Comune, la sub-concessione dell’area su cui ha poi realizzato il suo chiosco nel 2019».

Resta pendente però un’ultima parte del ricorso: quella relativa al fatto che l’edificazione di tensostrutture, cabine e via dicendo compromette la piena visuale del mare dalla Biblioexpress. Interesse legittimo, secondo il Tar, ma sul quale per arrivare a una decisione servirà il parere della Soprintendenza, cui viene ordinato di depositare entro 45 giorni la documentazione necessaria riguardante l’amovibilità delle strutture: il seguito della trattazione avverrà nell’udienza fissata per il prossimo 29 maggio.

Il primo round giudiziario di una vicenda che aveva scaldato parecchio gli animi negli anni scorsi si era avuto lo scorso luglio, quando il Tar diede ragione alla Soprintendenza, che aveva detto no al Surf Club circa la richiesta di trasformare i campi da padel in strutture fisse, per evitare di doverli montare e smontare ogni estate.

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