Matrimoni in spiaggia
«Civitanova colga questo trend
che produce ricchezza»

FIORI D'ARANCIO - La proposta di Francesco Mencucci, wedding planner ed esperto del settore, appoggiato dal consigliere comunale Pierpaolo Turchi. Chiedono che l'amministrazione autorizzi la spiaggia come casa comunale: «Non si tratta solo di un'opportunità commerciale, la città può offrire questo servizio quindi perché non farlo»

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Un matrimonio in spiaggia

 

di Laura Boccanera

Il mare, il sole, la spiaggia e il suono delle onde che accompagna il sì. E’ la scenografia preferita di molti matrimoni degli ultimi anni, capace di regalare un ricordo indimenticabile fra panorama, ambiente rilassato, abiti più informali. La tendenza ormai è nel mercato e Civitanova vuole cogliere l’opportunità di un movimento crescente di richieste, dall’estero, ma anche da altre zone d’Italia di poter celebrare le nozze coi piedi sulla sabbia.

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Francesco Mencucci wedding planner e il consigliere comunale Pierpaolo Turchi

Tutti i matrimoni che infatti si sono svolti in spiaggia a Civitanova in realtà sono stati  “simbolici” non essendo dotata la città di una casa comunale riconosciuta che certifica un determinato luogo del demanio come autorizzato per le unioni civili. E per fare questo alcuni commercianti e operatori, su idea e progetto di Francesco Mencucci wedding planner ed esperto del settore hanno proposto al Comune di autorizzare la spiaggia come casa comunale. Si tratta di un iter per l’individuazione di una spiaggia libera che venga qualificata come avamposto pubblico e dotato quindi della dignità di celebrazione di matrimoni con tutti i crismi, valido ai fini legali dell’unione. L’opportunità è ghiotta perché nelle Marche è possibile sposarsi civilmente in spiaggia solo a Fano e Porto Potenza e l’opportunità aprirebbe ad aspettative insperate come l’incremento del turismo da matrimonio.

«Il matrimonio è cambiato profondamente, non è più solo un pranzo e una cena con i parenti, ma un’esperienza che diventa sempre più simile ad un viaggio vero e proprio e che coinvolge tutto un indotto, con una media di 40 persone che soggiornano nella località almeno 3 giorni – spiega Mencucci– ecco perché Civitanova dovrebbe farsi capofila nella regione per poter cogliere un trend che produce ricchezza. Recentemente c’è stata una coppia del Canada che si è sposata nell’entroterra maceratese, ma tante coppie anche dall’Emilia Romagna, dal Veneto, dalla Lombardia scelgono un matrimonio in spiaggia ed è necessario entrare in questo filone. La Toscana in questo è prima meta di destinazione seguita dal lago di Como e dal Veneto, dalla Puglia. Le Marche purtroppo non sono pervenute. Ho avuto un incontro con il sindaco, la richiesta c’è e ci piacerebbe poter portare avanti questa idea che può solo produrre vantaggi».

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Chiaramente anche i tempi sono importanti: il mondo dei matrimoni si muove con almeno un anno di anticipo e approvare la casa comunale in primavera significherebbe ormai utilizzarla per le nozze del 2026. Ad abbracciare il progetto e a farsene portavoce con l’amministrazione comunale è Pierpaolo Turchi, consigliere comunale e consulente per multinazionali del settore moda e wedding come Rosa Clarà e Petrelli uomo: «Ho accettato l’invito a partecipare non solo perché è un settore che rappresenta il mio mondo professionale da 30 anni – ha dichiarato Pierpaolo Turchi – ma altresì perché credo che sia importantissimo che Civitanova si doti di una casa comunale in spiaggia per tanti motivi anche legati al turismo. Mi farò portavoce col sindaco per offrire suggerimenti. Le aziende di moda stanno producendo ormai abiti adatti a matrimoni nei borghi e in spiaggia il che significa che la richiesta c’è. Anche perché statisticamente i matrimoni religiosi sono in calo. Ma non si tratta solo di un’opportunità commerciale, Civitanova può offrire questo servizio quindi perché non farlo. Faremo in modo che tutto avvenga celermente. Sarebbe a quel punto interessante anche proporre Civitanova come “destination wedding”».


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