Camerino Festival
chiude in bellezza:
viaggio nella musica italiana
KERMESSE - Nonostante un guasto a un centralina elettrica che ha lasciato parzialmente al buio la Rocca Borgesca, il concerto finale della kermesse con l'orchestra di fiati guidata da Vincenzo Correnti ha incantato il pubblico presente

Grande successo per la 37esima edizione del Camerino Festival, che si è conclusa lunedì scorso. Il concerto finale ha visto protagonista l’orchestra di fiati “Città di Camerino”, diretta da Vincenzo Correnti, che tornava al Camerino Festival dopo il successo della passata edizione con un nuovo progetto dedicato alla canzone italiana. L’orchestra è formata da circa 65 elementi tra cui molti giovani studenti dell’istituto musicale Nelio Biondi e si è esibita in diverse occasioni importanti e location di prestigio quali il Senato e lo Sferisterio di Macerata, accompagnando artisti come Andrea Bocelli e Giovanni Caccamo.
Nella suggestiva cornice offerta dalla Rocca Borgesca il suono dei fiati ha guidato il folto pubblico presente attraverso il passato e il presente della musica italiana, partendo da quella napoletana, che iniziò a diffondersi al di fuori della Campania solo dopo l’Unità d’Italia, in una “Rapsodia” che raccoglieva le melodie popolari più tipiche e celebri, molto orecchiabili, da cantare a voce spiegata, su testi spesso di argomento amoroso o sentimentale, caratteristiche tipiche della canzone melodica o “all’italiana”. Il viaggio è proseguito con motivi celebri degli anni Trenta, legati alle trasmissioni radiofoniche e alla nascita del cinema sonoro; tra questi “Parlami d’amore Mariù”, composta per la voce di Vittorio De Sica ed inserita nel film “Gli uomini, che mascalzoni…” poi “Lucciole vagabonde”, “Violino tzigano” e “Mamma”, raccolte in “Canta Italia” da Fernando Francia.
Un doveroso omaggio è stato dedicato a Domenico Modugno, eseguendo la famosissima melodia di “Nel blu dipinto di blu” in versione jazz, che ha coinvolto tutto il pubblico; a Lucio Dalla di cui l’orchestra ha suonato “Caruso” e a De André, i Nomadi, Zucchero, Battisti e Renato Zero attraverso dei medley che raccolgono i loro migliori lavori. Il concerto si è concluso con “C’era un ragazzo che come me” durante il quale all’orchestra si è unito il pubblico che ha cantato e saltato a ritmo di musica, dimostrando così il proprio entusiasmo.
Il guasto di una centralina elettrica, seppur ovviamente non previsto, ha contribuito a creare un’atmosfera ulteriormente intima e magica. L’inconveniente è stato risolto grazie al lavoro dei tecnici di Dpm Service di Giuseppe Di Paola e dei giovani volontari sempre presenti in tutti i concerti, dimostrando ancora una volta che nulla può fermare la musica.


