Il marinaio venuto dall’Uruguay,
l’organizzatrice di feste
e i tre ex pescatori ancora in mare

RITRATTI DI... STRADA - Puntata numero 21 con le dieci storie immortalate dall'obiettivo di Andrea Petinari. Questa settimana a Civitanova e Urbisaglia

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Puntata numero 21 di “Ritratti… di strada”, il viaggio tra la gente della provincia del nostro fotografo Andrea Petinari. Tappa a Urbisaglia e ritorno a Civitanova dove si incrociano storie di ex pescatori ancora innamorati del loro mestiere.

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Andrea Petinari

Come Vittorio, che ha fatto il pescatore er 40 anni, “ora sono pensionato e mi diletto ad andare comunque in barca a vela e a pescare con la canna”;  Tommaso, una vita da pescatore, “ora sono pensionato e aiuto gli amici che vanno in mare”; anche Giovanni ha fatto per tutta la vita il pescatore e ora aiuta i figli ad aggiustare le reti; Italo invece è nato in Uruguay e fa il marinaio da 20 anni (“Sono arrivato in Italia quando mi chiamarono per il servizio militare. Poi mi sono sposato e sono rimasto qui”); a Urbisaglia troviamo Claudio che fa l’idraulico da quando ha 14 anni. (in famiglia eravamo 4 fratelli, tutti imbianchini e all’epoca ci siamo detti che forse era meglio se uno di noi cambiava mestiere”); Marta si occupa di organizzazione e allestimenti per le feste (” E’ iniziato tutto per caso, l’ho fatto per qualche amico e mi piaceva, così ho deciso di aprirmi proprio l’attività”); Tommaso si è pentito di aver lasciato la scuola, ora lavora in gelateria; Christian studia Design; Leontina e Franca, pensionate, lavoravano insieme in fabbrica e sono amiche da una vita; Giovanni faceva giochi con i biglietti nelle piazze (“A 33 anni sono andato in viaggio a Međugorje e da quel momento ho iniziato un percorso spirituale che mi ha fatto scoprire la fede. Ora sono credente e prego 8 ore al giorno”); infine Tommaso e Riccardo, studenti all’Ipsia e all’Itas.

Ecco dieci storie maceratesi, ognuna delle quali accompagnata da una descrizione in didascalia. Al centro le persone, i loro volti, le loro emozioni, immortalate nella vita di tutti i giorni.

 

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“Sono nato in Uruguay da padre italiano e sono arrivato in Italia quando mi chiamarono per il servizio militare. Poi mi sono sposato e sono rimasto qui, ma il mio paese ce l’ho sempre nel cuore. Ora faccio il marinaio da 20 anni, prima ero autista e ho girato molti paesi europei. Sono due lavori diversi ma entrambi molto faticosi”, Italo Gobbi a Civitanova Marche

 

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“Io nella vita ho sempre fatto il pescatore fin da piccolo, ho iniziato con mio padre. La cosa più difficile di questo lavoro è sistemare le reti col caldo dell’estate e col freddo dell’inverno. Ora ho i miei figli che fanno i pescatori e io li aiuto aggiustando le reti. Ora sono passato alla terraferma”, Giovanni a Civitanova Marche

 

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“Nella vita ho fatto il pescatore, ora sono pensionato e aiuto gli amici che vanno ancora in mare. All’inizio mi piaceva il mio lavoro, ma col tempo è diventato un po’ pesante. Ci si alzava presto la mattina e si stava fuori in mare fino alla sera tardi. Ma quando si andava a pescare, la soddisfazione di prendere il pesce era impagabile, era pura adrenalina”, Tommaso Gaetani a Civitanova Marche

 

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“Ho fatto per 40 anni il pescatore ad Ancona. Ora sono pensionato e mi diletto ad andare comunque in barca a vela e a pescare con la canna. Quando sto in mare sto bene. Vengo da una generazione di pescatori, nonno e babbo, ma finirà con me. I miei figli hanno preso altre strade”, Vittorio Renzi a Civitanova Marche

 

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“Nella vita mi occupo di organizzazione e allestimenti per le feste. E’ iniziato tutto per caso, l’ho fatto per qualche amico e mi piaceva, così ho deciso di aprirmi proprio l’attività. Ho poi la passione per la danza, ho infatti frequentato il liceo coreutico a Tolentino dove ci insegnavano danza contemporanea”, Marta Mengoni a Urbisaglia

 

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“Io ho lasciato scuola e ora lavoro in gelateria. Mi sono un po’ pentito e se ho l’occasione ricomincio in una scuola privata o serale. Ho una grande passione per le moto e da grande sogno di fare tanti soldi perché mi permetterà di avere tante libertà in più”, Tommaso Cartechini (a sinistra) a Urbisaglia. “Io studio Design all’Università ad Ascoli Piceno e lavoro in un ristorante. Oggi sono felice perché ho fatto l’esame pratico per la patente della macchina e l’ho superato”, Christian Ronconi (a destra) a Urbisaglia

 

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“Siamo pensionate e amiche da una vita, ma prima eravamo anche colleghe in fabbrica, facevamo le confezioni. Qui a Urbisaglia si sta bene, in confronto a tanti altri posti, perché abbiamo il mare e la montagna a 20 minuti. “. Leontina Verdicchio (a sinistra) a Urbisaglia “Io fin da piccola ho la passione per l’uncinetto, ce lo insegnavano da piccole a catechismo e a scuola. Ci vuole dedizione, ad esempio per fare la mia borsa ci ho messo due/tre giorni. Adesso purtroppo si è persa questa tradizione”, Franca Marchetti (a destra) insieme a Rocco a Urbisaglia

 

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“Faccio l’idraulico da quando ho 14 anni. In famiglia eravamo 4 fratelli, tutti imbianchini e all’epoca ci siamo detti che forse era meglio se uno di noi cambiava mestiere nell’eventualità in cui in futuro ci sarebbe potuta essere una crisi nel settore. Sono anche presidente della Pro Loco del paese e alle feste che organizziamo mi occupo di cucinare piatti tipici della zona, una mia grande passione”,  Claudio Ridolfi a Urbisaglia

 

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“Io studio all’Ipsia a San Ginesio nel settore di elettromeccanica. Ho scelto questa scuola perché mi piaceva l’indirizzo e anche perché poi c’è uno sbocco sul lavoro. Qui a Urbisaglia la vita è tranquilla, però per i ragazzi non c’è granché Tommaso Pieroni (a sinistra) a Urbisaglia “Io studio all’Itas a Macerata. Ho scelto questa scuola perché mi piace la Chimica e qui avevano tanti laboratori. A me piace anche lo sport, giocavo a calcio a Colmurano ma ho dovuto smettere quando hanno smantellato la squadra”, Riccardo Costantini (a destra) a Urbisaglia

 

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“Sono pensionato ma prima facevo i giochi sulle piazze. In pratica vendevo dei biglietti che la gente pescava da una busta e io facevo loro un’offerta per rinunciare a quel biglietto pescato. In palio c’erano diversi premi, molte volte ci ho rimesso anche. A 33 anni sono andato in viaggio a Međugorje e da quel momento ho iniziato un percorso spirituale che mi ha fatto scoprire la fede. Ora sono credente e prego 8 ore al giorno”, Giovanni Moretti a Urbisaglia

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