“Il lavoro come passione”
Crepet a Villa Fermani
CORRIDONIA - L'appuntamento della rassegna Non a voce sola è per martedì alle 21,15

Paolo Crepet
Non a Voce Sola, rassegna itinerante di narrativa, musica, filosofia, poesia ed arti, continua il suo percorso itinerante nel cuore delle Marche. Nella sua quattordicesima edizione illustri ospiti della scena culturale nazionale e internazionale dialogheranno attorno al tema “La trama dello sguardo” ponendo sempre l’attenzione sul dialogo tra i generi. Proprio su questa scia, martedì 11 luglio alle 21,15 nella cornice del parco di Villa Fermani a Corridonia, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet parlerà di passione intesa come motore libero di una vita degna di essere vissuta in un incontro titolato “Il lavoro come passione”.
«È possibile fare dalla passione il motore della nostra esistenza? – scrivono le organizzatrici – La passione dovrebbe essere non solo il motore ma il fondamento, oggi però non se ne vede molta in giro perché faticosa, un lavoro vero e proprio. Una delle insidie più pericolose e sottovalutate della nostra epoca, in cui le nuove tecnologie digitali funzionano come un rallentatore cognitivo ed emotivo che rende tutto apparentemente fattibile e fruibile senza sforzo, è il progressivo deperimento – se non addirittura l’estinguersi – della passione, quella sfida lanciata al mondo e a se stessi per continuare a migliorarsi, a sperare, a sognare. Ma poiché, senza passione, non c’è una vita vera né una visione del futuro, in primo luogo del proprio, l’unico modo per non arrendersi a questa perdita è invocarla, provocarla, inseguirla, raccontarla. Questo è l’intento di Paolo Crepet che componendo un inventario di storie e riflessioni, attinte dalla propria esperienza esistenziale e professionale, pone l’attenzione attorno a questa parola sacra, in tutte le sue accezioni e declinazioni».
L’evento è ad ingresso libero e gratuito, per info: 338.4162283.
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E dopo la conferenza di Crepet, o dopo queolla di Galimberti, che succede? Abbiamo una illuminazione? Riusciamo e cambiare la nostra vita? Cultura… Anche l’Amat fa cultura teatrale, ma cosa lascia? La conseguenza è che forse altre persone, altri giovani si avvicinano al teatro per avere un miglioramento della comunicazione, sognando magari di divenire attori?
E’ facile fare questo tipo di “cultura”, sganciando quattrini… E’ facile, facilissimo… Ma cosa rimane alla nostra comunità? Abbiamo una crescita culturale, spirituale?
A Corridonia ci sono “educatori” per la Cultura, per l’Arte, per la Recitazione, per la Musica… E’ qualcosa che parte dal basso, dalla base. Parte dai nostri concittadini educatori e si irradia su altri concittadini…
Mario Rapanelli, pittore defunto, ha aiutato alcuni di noi nella tecnica pittorica. Nero Ciocci e me medesimo abbiamo avuto benefici… Frank Ricci aiuta aspiranti musicisti a suonare professionalmente la chitarra. Fabiana Vivani, educatrice pure teatrale, infonde l’amore per il teatro e per la recitazione a bambini e adolescenti. Ci sarebbero anche altri nomi da fare…
L’Amministrazione comunale come intende gestore queste forze cittadine per il bene di quegli appassionati e per il Buono, il Vero, il Bello della collettività?
Un centro storico morente come il nostro non potrebbe essere una base operativa per questi disegni culturali in prospettiva?
Per il sig. Rapanelli. Non conosco bene il prof. Galimberti, il prof Paolo Crepet sì. Crepet è uno psichiatra (quindi un medico) e uno psicologo di chiara fama, uno che profondamente sa e che sa spiegare le vicende della vita umana. Non è un astrologo e (quindi) non è un imbonitore. Ce la mette tutta, come il dr. Nicola Gratteri nel campo giudiziario.
https://www.youtube.com/watch?v=q-AxnOg9o0A