Sferisterio, cda allo sbando
Una farsa la scelta del sovrintendente
e ora Parcaroli vira su Cavalli

MACERATA - Fissata per domani la riunione del Consiglio di amministrazione, è la terza seduta convocata in un mese per la nomina del successore di Messi, cacciato con un bando contra personam. Tutti i passaggi, i retroscena e le imboscate che hanno portato allo stallo della più importante istituzione culturale cittadina
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Sandro Parcaroli

 

di Luca Patrassi

Doveva essere, quella scorsa, l’ultima stagione nata all’insegna della fretta, dei tempi troppo stretti per programmare. Allo Sferisterio il nuovo corso del presidente dell’associazione, e sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli aveva portato (tardi)  alla nomina del direttore artistico Paolo Pinamonti e alla ennesima proroga del sovrintendente Luciano Messi. Poi – era stato detto – si sarebbe subito dato corso alla procedura pubblica per la nomina del sovrintendente. Poi in realtà la stagione lirica 2022 è andata in archivio, lo scorso agosto ed ancora non sono noti i riscontri di bilancio, nemmeno per grandi linee. Passa agosto e a metà settembre finalmente viene pubblicato l’avviso pubblico per l’incarico biennale da sovrintendente. Il primo elemento che balza all’occhio è la richiesta del diploma di laurea, quanto basta per tenere fuori il sovrintendente uscente Luciano Messi che la laurea non ce l’ha ed aveva comunque guidato il teatro maceratese per molti anni. In ogni caso, i rumors in partenza dal centrodestra davano da tempo in uscita Messi e il bando non ammette deroghe, nonostante i tentativi fatti dal sindaco di tenere Messi in quel ruolo. Il Cda insomma tiene botta sulla laurea e il sindaco-presidente Parcaroli si adegua.

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Raimondo Orsetti nei giorni scorsi a Macerata

Bando con scadenza il 10 ottobre, emergono 24 candidature e tra queste viene selezionato un terzetto guidato dal mega-dirigente regionale Raimondo Orsetti. Il sindaco-presidente è schierato per la nomina di Orsetti la cui nomina appare al riparo da sorprese ma il tempo passa, le riunioni dei Cda si susseguono fino a quando un consigliere, espressione di un partito meno che minoritario, solleva una questione legata a una presunta incompatibilità di Orsetti per il ruolo svolto in Regione. Cosa di meglio se non un autorevole parere legale che dice che non c’è nessuna incompatibilità. Bene, da qualche parte salta infine fuori una determina firmata Orsetti di liquidazione di una piccola cifra per le attività dello Sferisterio. Quanto basta al fronte dei consiglieri contrari alla nomina di Orsetti a rilanciare la tesi della incompatibilità, Orsetti gioca di anticipo e si ritira dicendo che si è andati già troppo in là con i tempi e non vuol far perdere altro tempo prezioso allo Sferisterio. I (pochi) consiglieri che avevano contrastato la nomina di Orsetti tornano a dividersi sul passaggio successivo. Alcuni esponenti dei Civici e la Lega, nei suoi uomini e donne di riferimento regionale, dicono che, vista la rinuncia del primo dei selezionati, si può azzerare la procedura e scegliere all’esterno, a Jesi per il tramite di una convenzione tra teatri e con la supervisione della direttrice del Pergolesi Lucia Chiatti.

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Flavio Cavalli giovedì sera all’uscita dal palazzo della Provincia

Altri dicono che la strada è tracciata, se non si vogliono ricorsi legali bisogna andare sul secondo della terna, il commercialista pesarese ed ex direttore del Rof Flavio Cavalli. Dopo una lunga riflessione, e forse anche una inversione di marcia, sul sostegno a Cavalli sembra schierarsi anche il sindaco-presidente Parcaroli. Domani è in cartellone il Consiglio di amministrazione, il terzo convocato per la nomina del nuovo sovrintendente. Quanto al Cda va aggiunto che un terzo dei consiglieri da due anni , per motivi vari, non partecipa alle sedute in assenza di qualunque ulteriore determinazione e dunque le maggioranze corrono sul filo del rasoio. Pochi voti e si decide, in un senso o nell’altro. Al Cda di domani Cavalli entra da sovrintendente in (doppio) pectore. Poi si metterà mano al cartellone della stagione 2023 che avrebbe dovuto essere presentata la scorsa estate. Poi si metterà mano al marketing il cui piano dovrebbe dovuto essere definito da un bel pezzo. Poi, magari, gli uffici oberati dal lavoro renderanno noti gli esiti economici della stagione lirica 2022, giusto per far sapere ai maceratesi se, oltre al caro energia, ci sarà una “addizionale lirica”.  Poi, magari, il sindaco darà corso all’impegno elettorale (2020, sono passati più di due anni) di trasformare in Fondazione l’associazione Sferisterio che ha al suo interno un Ente che con la riforma Renzi non ha più alcuna delega sul fronte della Cultura e ancor meno possibilità di spesa.

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Lo Sferisterio

Poi, magari, ci si ricorderà che Macerata ha una stagione lirica di lungo corso, ha avuto professionisti  «fatti in casa» di un qualche rilievo che ora guidano i maggiori teatri italiani. Certo, non bisogna essere provinciali ed invocare scelte localistiche, ben venga un sovrintendente pesarese: del resto a Macerata, città che tre secoli fa ha visto nascere l’epopea imprenditoriale che ha portato a Banca Marche, è stata anche eletta una deputata ascolana (che sicuramente conoscerà anche le eccellenze maceratesi)  e dunque non bisogna chiudersi. L’importante è aprirsi, senza chiudere lo Sferisterio. Giova ripescare un commento fatto, all’indomani della pubblicazione dell’avviso pubblico per l’incarico di sovrintendente, da un personaggio di rilievo internazionale nel campo teatrale, e della sua comunicazione, che risponde al nome di Gianna Volpi: «Sono sorpresa della prassi. Un sovrintendente non dovrebbe autocandidarsi, ma essere scelto, inseguito e ambito per le sue competenze e i risultati raggiunti nella sua carriera. Il suo ruolo è così determinante che – semmai occorresse – gli si può affiancare un traduttore».

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