Prescuola a pagamento, parla Cassetta:
«Non ci sono fondi per il servizio,
Castiglioni dialoghi col vice sindaco»

MACERATA - L'assessore spiega le scelte del Comune e pizzica il gruppo di Fratelli D'Italia: «Francesca D’Alessandro ha dichiarato che la questione andava risolta immediatamente, anche facendo pagare ai genitori»
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Katiuscia Cassetta, assessore con delega all’Istruzione

 

«Credo sia arrivato il momento di fare chiarezza e raccontare la verità su come sono andate veramente le cose». Dopo le polemiche delle famiglie di Macerata che quest’anno dovranno pagare il servizio prescuola (leggi l’articolo) e le parole dei capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia, Claudio Carbonari e Pierfrancesco Castiglioni (leggi l’articolo), interviene l’assessore all’Istruzione, Katiuscia Cassetta. Che giustifica così la scelta del Comune: «Mi preme innanzitutto sottolineare – scrive in una nota – che non è stata una mia scelta quella di affidare il pre-scuola alla Coop Ea Giovani con conseguente costo a carico delle famiglie. Non ci sono mie comunicazioni alle famiglie e nessuno dei due consiglieri mi ha chiamata, se non il consigliere Bini e la consigliera Paola Pippa ai quali credo di aver spiegato fin dai primi giorni di settembre, in modo molto cortese e chiaro, quale fosse la situazione, condivisa con il sindaco, l’assessore al Bilancio e Giunta. Il servizio pre-scuola, come confermato dal dirigente Puliti, prima del Covid è sempre stato garantito dal personale Ata e, per questa ragione, non richiedeva alcun esborso da parte delle famiglie. Con l’avvento dell’emergenza Covid, ottobre 2020, il personale Ata è stato destinato ad altri compiti, quali la sorveglianza dell’aumentato numero degli accessi per garantire il distanziamento degli alunni. Il Comune, quindi, su sollecitazione delle presidi, per aiutare le scuole in un momento di difficoltà è intervenuto incaricando la cooperativa che già assicurava il servizio di vigilanza degli alunni a mensa, servizio sempre stato a pagamento».

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Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo di FdI

L’assessore Cassetta continua spiegando come «grazie ai fondi Covid si è potuto assicurare il servizio senza alcun esborso per le famiglie sia per l’anno 2020/2021 che per l’anno 2021/2022. Solo alla fine di agosto 2022 il Ministero ha chiarito che, venuta meno l’emergenza Covid e preso atto della migliorata situazione epidemiologica, la scuola sarebbe ricominciata senza le misure di prevenzione che avevano caratterizzato gli ultimi due anni. Il personale Ata poteva essere in grado, quindi, di riprendere tutte le proprie funzioni, inclusa la vigilanza degli alunni nel periodo antecedente l’inizio delle lezioni. I primi di settembre, dopo un confronto con il sindaco e l’assessore al Bilancio, appurato che i fondi Covid non erano più a disposizione e che la spesa non poteva essere coperta da fondi nel bilancio scuola, sono state informate dal dirigente Gianluca Puliti le dirigenze scolastiche al riguardo ed è stato chiesto loro di far conoscere le disponibilità del personale Ata ed eventuali criticità. Nella riunione del 12 settembre con le scuole il dirigente Puliti ha chiesto espressamente alle presidi se c’erano delle difficoltà nella gestione del servizio ed informarci tempestivamente. Nessuna ha espresso perplessità o chiesto aiuto. Sappiamo che le funzioni Ata vengo assegnate con qualche giorno di ritardo e bastava attendere qualche giorno per capire come ci saremmo potuti organizzare per garantire il servizio a tutti quelli che ne avessero fatto richiesta».

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Francesca D’Alessandro, vice sindaco

L’unica risposta arrivata «dalla dirigenza dell’istituto comprensivo Monti, che ha assicurato che il servizio sarebbe stato coperto con il personale Ata. Per essere comunque pronti era stata pre-allertata la cooperativa che aveva effettuato il servizio negli ultimi due anni, la quale ha dichiarato la propria disponibilità e saremmo stati in grado di valutare l’effettiva necessità dopo aver ricevuto le reali richieste da parte delle scuole che stanno ricevendo le iscrizioni al servizio e stanno ottenendo le assegnazioni del personale Ata. Forse il consigliere Castiglioni farebbe bene a dialogare di più con il suo assessore di riferimento in Giunta, l’assessore Francesca D’Alessandro, vice sindaco, che solo il 12 settembre ha dichiarato che la questione andava risolta immediatamente, anche facendo pagare ai genitori e/o utilizzando i Puc e il 13 settembre, martedì mattina, ha chiesto delucidazioni sulla questione perché allarmata da alcuni genitori. Ha chiesto al dirigente Puliti di inviare alle scuole la comunicazione, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, in cui veniva detto che il servizio era pronto a partire e a carico dei genitori attraverso la Coop Ea Giovani. Ed il consigliere Carbonari dovrebbe chiedere meglio all’assessore al Bilancio informazioni sulle disponibilità del bilancio scuola».

L’assessore Cassetta, nel difficilissimo clima interno alla maggioranza, avverte che «ad oggi a me non risulta ci siano fondi di bilancio a disposizione della scuola per garantire questo servizio, né per l’anno in corso, né per l’anno a venire. Nessuno ha impegnato eventuali altri fondi a favore del bilancio scuola e soprattutto dovremmo tutti sapere che occorrerà anche essere in grado di fronteggiare i sicuri aumenti delle derrate alimentari e del trasporto scolastico, oltre che delle utenze. Se, quindi, non si percorre la strada della collaborazione con le scuole, la gratuità del servizio può essere assicurata solo con il reperimento di fondi aggiuntivi che mi auguro davvero possano essere trovati con l’impegno di tutti. Ma credo – conclude – che la scelta giusta dovrebbe tener conto di sostenere soprattutto le famiglie in maggiore stato di difficoltà economica e purtroppo tanti sono i servizi che richiedono sostegno».

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