Riforma sanità, Carancini attacca:
«Vergognoso lasciare fuori le università
di Macerata, Camerino e Urbino»

IL CONSIGLIERE regionale dem contesta il fatto che la giunta Acquaroli abbia scelto solo la Politecnica come partner. Intanto a Macerata il capogruppo Pd Narciso Ricotta interviene invece serata organizzata dal Fai a Villa Lauri: «Aiuole danneggiate dalle auto»
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Carancini

Romano Carancini in Consiglio regionale

 

«Un’altra pagina nera, vergognosa, di questo governo regionale, della sua maggioranza e di chi la rappresenta». Sono le parole del consigliere regionale del Pd Romano Carancini, uno dei papabili candidati per le prossime elezioni politiche, che mette nel mirino la nuova riforma sanitaria della giunta Acquaroli che si sta discutendo in questi giorni nell’Assemblea legislativa. In particolare l’ex sindaco di Macerata contesta l’esclusione delle università di Macerata, Camerino e Urbino dal processo in atto. 

«Da ieri – dice Carancini – stiamo discutendo in Consiglio della nuova legge sanitaria regionale e sono indignato del silenzio del presidente della Regione Francesco Acquaroli sul passaggio avvenuto poc’anzi relativo al riconoscimento delle Università delle Marche nell’ambito delle relazioni del sistema di organizzazione socio-sanitaria. La proposta di legge della Giunta regionale, all’articolo 6, indica l’Università Politecnica delle Marche di Ancona quale unico ateneo rilevante per il sistema socio-sanitario regionale (comma 3). Ho voluto ricordare al nostro presidente di Regione presente/assente in aula, con un emendamento a mia prima firma – sottolinea l’esponente dem – che ci sono (eccome se ci sono) le Università di Camerino, Urbino e Macerata che formano, insegnano, ricercano, sperimentano ad altissimi livelli in relazione ai temi sanitari e sociali in discussione. Solo per citare qualche fatto: le università di Camerino e Urbino si occupano di Scienze e Tecnologie, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Farmacia Ospedaliera, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze Biologiche e Scienze della Nutrizione. Dell’università di Macerata ho ricordato il percorso formativo e di ricerca di Teorie, Culture e Tecniche per il Servizio Sociale. Vocazioni significative quelle delle università “Figlie di un Dio Minore” che si occupano a piene mani, con autorevolezza riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, di temi decisivi che riguardano la salute delle persone. Non solo Politecnica delle Marche, c’è un’altra regione che offre opportunità. E dunque perché, insieme alla Politecnica di Ancona, non inserire in quella che viene proclamata come una legge epocale anche le Università di Camerino, Urbino e Macerata? Perché la maggioranza .- conclude – ha respinto senza neanche una parola di spiegazione l’emendamento che tendeva a dare dignità e riconoscimento a tutte le Università della regione?».  

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Narciso Ricotta, capogruppo Pd

Nel frattempo Narciso Ricotta, capogruppo dem a Macerata, va all’attacco sul fronte della serata organizzata dal Fai maceratese negli spazi di Villa Lauri. «Il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano, delegazione di Macerata ha organizzato il 15 luglio scorso – scrive il capogruppo comunale dei democrat – una serata per la presentazione di un libro nella bella Villa Lauri concessa gentilmente dall’Università. Nella locandina si leggeva che era possibile il “parcheggio esterno e interno alla struttura”: così sono stati aperti i cancelli dell’ingresso principale della Villa e le auto hanno parcheggiato liberamente tra le aiuole. Il risultato è stato che alla fine dell’iniziativa risultavano danneggiate sia le aiuole che il relativo impianto irriguo. Nei giorni successivi si potevano ancora riscontrare le tracce dei danni fatti e delle riparazioni in corso da parte dell’Università. Ironia della sorte: il Fai che ha come scopo la salvaguardia del patrimonio storico artistico e paesaggistico ha organizzato una iniziativa in cui i partecipanti hanno danneggiato il giardino della splendida struttura dell’Università, da poco restaurata; la serata era dedicata alla presentazione di un libro sul galateo del nuovo millennio che, però, pare abbia avuto difficoltà ad insegnare le buone maniere ad alcuni dei presenti. Ma d’altronde – è il commento finale di Ricotta – è tutto comprensibile: se si può parcheggiare in piazza si può parcheggiare anche nel giardino di Villa Lauri».  

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