«L’area cani a Piediripa non viene curata:
noi residenti tagliamo l’erba
e piantiamo gli alberi»

MACERATA - Gli abitanti lamentano trascuratezza verso lo sgambatoio attrezzato dal Comune dopo una petizione durata circa tre anni
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L’area cani di Piediripa

di Marco Ribechi

Area cani Piediripa, dopo cinque anni ancora non è definitiva. Non è ancora conclusa al meglio l’area di sgambamento cani della frazione di Macerata la cui richiesta era partita nel 2016 attraverso una raccolta firme che in pochissimo tempo aveva raggiunto le 750 adesioni (leggi l’articolo). La sede, dopo varie lungaggini, è stata finalmente inaugurata durante la pandemia ma nonostante questo i proprietari degli amici a quattro zampe non sono ancora soddisfatti di quanto fatto dal Comune. In particolare i residenti, rappresentanti da Lucia Biagiotti che aveva lanciato la richiesta, lamentano poca cura. «L’area è stata inaugurata e siamo felici per questo ma sembra ci sia un disinteresse diffuso – spiega Biagiotti – al punto che siamo noi residenti a dover tagliare l’erba perché chi gestisce il verde nella zona dice di non aver ricevuto l’incarico dal Comune».

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L’area di sgambamento

Un altro problema è legato alle piante: «Gli unici alberi presenti li abbiamo piantati noi – prosegue la donna – il Comune aveva fatto portare delle piante che non sono state messe a regime e quindi si sono seccate. Anche per l’irrigazione del prato è un terno al lotto ed è lasciata alla volontà di chi la utilizza quando invece, in quanto area comunale, dovrebbe avere una manutenzione costante come ogni altra zona verde. Persino il cestino della spazzatura è stato portato ma non fissato, lo hanno scaricato in terra e lasciato lì. Inoltre c’è solo un ragazzo che quando passa lo svuota, tutti gli altri operatori fanno finta di non vedere, sembra proprio che non sia di loro competenza». Infine il cartello che regolamenta l’uso dello sgambatoio è alquanto lacunoso: «Si tratta di un cartello ridicolo – conclude Biagiotti – non ci sono scritte regole di comportamento precise, ad esempio per i tempi di permanenza, per la presenza di cagne femmine in calore e tutto il resto. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale ma, si sa, in questo settore servono regole precise perché non tutti i cani sono docili allo stesso modo. Invece ci ritroviamo solo dei consigli generali che però non sono sufficienti. Se si paragona ad esempio al cartello presente nello sgambatoio di Civitanova, molto dettagliato e preciso, si nota una differenza abissale. Sarebbe il caso che il Comune si prendesse cura delle aree attrezzate poiché fanno parte dei servizi ai cittadini».

 

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Il cartello di Macerata poco dettagliato

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Il cartello di Civitanova con l’intero regolamento



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