Il rapporto tra padri-figli
agli Aperitivi culturali
«Una nuova etimologia per la parola parricidio»

MACERATA - Il tema, scaturito dalle figure paterne di Amonastro e Germont, protagonisti di Aida e Traviata, è stato affrontato da Andrea Panzavolta
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Cinzia Maroni con Andrea Panzavolta

Il giardino dell’ex Asilo Ricci si è nuovamente riempito malgrado il caldo e la settimana di Ferragosto per ascoltare la conferenza di Andrea Panzavolta, presenza costante agli Aperitivi Culturali che in maniera magistrale ha trattato il tema Amonasro e Germont: parricidi impossibili? Prima di analizzare le figure dei padri presenti nelle due opere in cartellone Aida e Traviata Panzavolta è partito dalla etimologia della parola parricidio che è formata da par e dal suffisso -cidium, che deriva dal verbo occìdere, ‘provocare la morte di qualcuno’, per lo più in modo violento. Con par si intende il genitore, il pater e quindi con parricidio si intende l’uccisione del padre. Nel diritto romano il pater familias aveva il potere di vita e di morte sui figli. Kronos evirò il padre Urano che teneva segregati i figli per paura di essere spodestato. Kronos una volta al potere radicalizza il comportamento del padre divorando i propri figli (Goya lo ritrae in una delle sue Pitture Nere). L’unico superstite, Zeus, salvato alla madre, riuscirà ad imprigionare il padre aiutato dai Titani nelle profondità della terra. Anche lui giunto al potere eserciterà all’inizio un potere assoluto sugli altri dei e sugli uomini. Quindi il potere del padre ha un grumo di violenza originario: i figli sono destinati a subire questa violenza o a reagire con la violenza del parricidio, e non è detto che non ricalchino le sue orme di potere e violenza. Sia Violetta (malgrado non sia figlia di Germont) che Aida subiscono la violenza dei padri.
cinzia_maroni_panzavolta-2-325x244Il bigotto Germont, usando anche l’arma della religione, riesce a convincere Violetta a rinunciare ad una relazione destinata a finire per l’incostanza dell’amore maschile e perché non benedetta dal matrimonio. Violetta circuita dai principi della buona società incarnati dal padre di Alfredo vuole addirittura essere abbracciata come figlia! Ancor più vittima di Violetta è Aida combattuta tra l’amore per Radames e quello per il padre Amonasro che la richiama all’amore per la patria e per la famiglia e la ricatta con la visione dei morti etiopi per mano egiziana tra cui la madre. Aida cede e incalza Radames a fuggire con lei verso una novella patria (che altro non è che l’Etiopia). Tanto Germont senior quanto Amonasro incarnano il passato che irrompe con un imperio a cui non è possibile resistere. Nella Traviata e nell’Aida non si consuma alcun parricidio: non lo compiono Violetta e Aida, ma neppure Alfredo. Radames rientra subito nei ranghi riconoscendosi colpevole di alto tradimento verso la patria.
Panzavolta, alla fine del suo intervento, si interroga sulla possibilità di una terza via nel rapporto padri-figli, partendo dalla figura di Enea che vaga in cerca di patria portando sulle spalle il vecchio padre Anchise e per mano il figlioletto Julio e dalla vicenda raccontata nei Maestri Cantori di Norimberga di Wagner. E prospetta una nuova etimologia della parola parricidio: il suffisso -cidio non deriverebbe più da occídere, bensì da occidère, ‘tramontare’, ‘declinare’. Se nella prima accezione il padre subisce l’azione, nella seconda invece la compie; se nel parricidio classico il figlio è mosso dalla cupiditas di conquistare e di conservare per sé la patria potestas, nel parricidio come tramonto il padre si serve della propria potestas non per tenere sottomesso il figlio, ma per liberarlo dalla sua condizione di minorità, affinchè possa scegliere la propria strada. La relazione è stata intramezzata dalle letture di Gabriela Lampa che ha magistralmente recitato brani estratti dal Romeo e Giulietta e dal Re Lear di Shakespeare. Grande successo di pubblico che ha applaudito a lungo il relatore. Un aperitivo “multidisciplinare” è stato offerto dal ristorante Di Gusto Macerata, come sempre allietato ad un buon Ribona presentato da Enzo Gironella. Domani finale di stagione degli Aperitivi Culturali con l’intervento di Evio Hermas Ercoli che racconterà la vicenda dell’Aida nella Macerata del 1921.

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