Missione driver di provincia
Agnese: «Consegno anche torte a sorpresa»
Corrado: «Una volta ho mangiato tutto io»

INCONSEGNA (1apuntata) - Le storie dei dipendenti del local e-commerce apprezzato a Macerata, Civitanova, Tolentino e Corridonia
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Dietro l’ultima curva l’auto rallenta per poi fermarsi di fronte ad una casa. I fari si spengono, l’autista scende, prende il suo zaino giallo, chiude lo sportello. Si avvicina alla placca dorata dove sono messi in fila tutti i nomi di chi ci abita. Dopo una rapida occhiata, trova il campanello. Col dito indice pigia il pulsante giusto. La voce che risponde al “chi è?” del citofono è femminile, “Sono Agnese, di Inconsegna.com, ho portato una torta per il compleanno di Matteo”. La voce al citofono si fa titubante, non aveva ordinato niente. “E’ una sorpresa da parte di Giovanni. Puoi sentirlo se vuoi, ma la torta si scioglie”, aggiunge Agnese. Dal citofono arriva un grido di gioia e la porta si apre di scatto.

Agnese ha 31 anni, è di Macerata, e ha scelto di diventare una driver di Inconsegna per non fermarsi e tenersi attiva. In realtà è istruttrice professionista in sala di una palestra che è rimasta chiusa con l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria e le relative norme anti-Covid. Una sera passa a ritirare la cena ordinata in un noto ristorante della città, e legge di una ricerca di personale affissa al bancone. Agnese chiama e dopo due giorni di affiancamento è a lavoro con lo zaino in spalla.

Agnese

Agnese

«Mi sono divertita molto a reinventarmi durante i giorni del Covid, sono molto contenta – dice Agnese –  Per me è solo una parentesi in attesa di tornare a quello per cui mi sono diplomata. Ora per Inconsegna.com recapito di tutto ma principalmente si tratta di cibo cucinato per l’ora di pranzo o di cena. E’ un ambiente giovane e dinamico. Incontro persone che sperimentano un servizio fino a ieri attivo solo nelle grandi città. Dopo l’iniziale diffidenza che hanno un po’ tutti vedo che i clienti si ripetono e questo è un bel segnale. All’inizio consegnavamo solo a persone che dovendo rinunciare alla cena fuori casa optavano per riceverla a domicilio. Ora vedo che ci sono anche mamme che fanno fatica a trovare il tempo di fare la spesa per se o per i genitori anziani. Questo mi fa sentire di svolgere non solo un lavoro ma anche un servizio di utilità sociale. Una volta mi è capitato di recapitare un mazzo di fiori, la destinataria quando lo ha visto recapitare da me ha fatto una espressione sbalordita, poi ha capito e siamo scoppiate a ridere tutte e due.»

Corrado è giovanissimo, ha 23 anni, anche lui è di Macerata, studia Economia e gioca a pallavolo. Quando gli hanno sospeso gli allenamenti ha deciso che doveva continuare a muoversi e arrotondare qualcosa. Ha capito che i social potevano aiutarlo ad avere informazioni utili, trova l’annuncio di Inconsegna. Lui cerca un diversivo, il team una risorsa in più. Si sono trovati subito.

Corrado

Corrado

«Ho usato diverse app di food delivery in passato, quindi non ho esitato neppure un attimo a candidarmi per diventare un driver – afferma Corrado – È un lavoro sicuramente dinamico, mai monotono, alla portata di tutti. La clientela è varia e mi capitano più spesso i giovani, anche se gli over60 stanno aumentando. Consegno soprattutto sushi e gelati ma anche le vendite di diversi negozi che altrimenti non avrebbero avuto possibilità di soddisfare i propri clienti come farmacie, macellerie, ortofrutta ecc. La consegna più lontana che ho fatto è stata a Villa Potenza, da Piediripa. Non ho mai incontrato clienti scortesi, ma a volte qualcuno non vuole rispondere al telefono perché vede un numero sconosciuto. Una volta un ordine da un fast food è stato annullato quando ormai ero a destinazione, per non buttare tutto mi sono fatto una scorpacciata. Direi che non è andata poi così male.»

Queste ed altre le storie dei ragazzi Inconsegna.com che ad un anno preciso dall’avvio è divenuta una realtà apprezzata su Macerata, Civitanova, Tolentino e Corridonia. «La nostra giovane startup ha dimostrato che non è necessaria una multinazionale della Silicon Valley per mettere in funzione un sistema di local e-commerce – racconta con orgoglio Marco Romoli – Insieme ai nostri driver ed ai venditori che hanno creduto in questo sistema, la nostra piccola azienda, dotata di modesti capitali ma di tanto entusiasmo, sta dimostrando di poter crescere con professionalità, lealtà ma soprattutto con rispetto di venditori e drivers nel mondo dell’e-commerce. L’11 maggio abbiamo spento la nostra prima candelina, siamo certi di poterne accendere ancora molte altre perché vediamo i clienti darci fiducia con continuità. Abbiamo quasi 100 venditori, 12 drivers e a breve lanceremo una nuova applicazione. Per il futuro non escludiamo la possibilità di avviare una campagna di crowdfunding per poter investire con maggiore velocità e spingerci anche fuori provincia».

(Articolo promo redazionale)

 

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