Gesuelli & Iorio, concordato omologato
«Quell’azienda non doveva fallire»
Causa di 50 milioni a una banca

MACERATA - Il tribunale ha deciso oggi dopo che la Cassazione aveva revocato il fallimento. Nominato un commissario liquidatore, è Camillo Catana. Il legale della ditta: «Il sistema bancario l'ha rovinata, ora partiamo con le cause civili. E' iniziato tutto con un decreto ingiuntivo a una controllata, da lì la paralisi degli affidamenti»

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di Gianluca Ginella

Omologato il concordato della Gesuelli & Iorio: «quell’azienda non doveva fallire, è stata distrutta dal sistema bancario. Abbiamo fatto causa alla Bnl per 50 milioni di euro» dice l’avvocato Alberto Feliziani, legale della ditta maceratese di costruzioni. La decisione del tribunale di Macerata è arrivata oggi dopo che la Cassazione aveva revocato il fallimento e rimandato gli atti al tribunale di Macerata per riesaminare la proposta di concordato. Oggi pomeriggio i giudici del tribunale di Macerata (presidente Enrico Pannaggi, a latere Tellarini e Vegher) hanno omologato il concordato. Poi hanno nominato un commissario liquidatore. La scelta è caduta su di una persona particolarmente esperta: Camillo Catana, commissario liquidatore ad Ancona, che tra l’altro si è occupato del piano di salvataggio dell’Aeroporto Sanzio. La crisi della Gesuelli era iniziata nel 2012 (nel 2015 era stato dichiarato il fallimento).

«Tutto era cominciato da un decreto ingiuntivo fatto, non alla Gesuelli & Iorio ma ad una delle sue controllate, la Cama costruzioni srl – spiega l’avvocato Feliziani -. La Cama ha subito un decreto ingiuntivo di 200mila euro, a fronte di una azienda, come la Gesuelli, che all’epoca, da sola, fatturava 50 milioni di euro. Quel decreto ingiuntivo viene trascritto a sistema, genera allarme interbancario e porta alla paralisi di tutti gli affidamenti della Gesuelli e Iorio.

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L’avvocato Alberto Feliziani

Paralizzando gli affidamenti, dunque chiudendo i rubinetti, l’azienda è stata condannata a morte. Ma quell’azienda, come hanno accertato i giudici, non doveva fallire». La ditta ha fatto causa alla Banca nazionale del lavoro e chiede un risarcimento di 50 milioni di euro «in pratica è il fatturato che faceva la Gesuelli e Iorio – spiega Feliziani -. L’azione della Bnl ha determinato il default. Inoltre le altre aziende partecipate stanno agendo contro il sistema bancario, chiedendo risarcimenti». La Gesuelli e Iorio «non potrà rinascere, è una azienda distrutta dal sistema bancario. Riparte invece uno spin off, che è la G&I costruzioni. Rinasce una realtà con la certificazione che alla guida ci sono persone oneste e imprenditori seri» conclude Feliziani.

 

 

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