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Crisi Gesuelli & Iorio:
la Cassazione revoca il fallimento

MACERATA - L'azienda che nei tempi d'oro fatturava oltre 40 milioni di euro potrebbe ora scegliere la via di un concordato liquidatorio. I giudici della suprema corte hanno respinto il ricorso della Curatela. Il legale del gruppo, l'avvocato Alberto Feliziani: «Soddisfazione nel vedere riconosciute le nostre argomentazioni giuridiche. Nei prossimi giorni valuteremo con la proprietà il da farsi»
mercoledì 10 Aprile 2019 - Ore 19:18 - caricamento letture
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Revocato il fallimento della Gesuelli & Iorio. La Corte di cassazione ha messo la parola fine alla vicenda e l’azienda di costruzioni di Macerata torna in bonis. Una storia lunga quella del fallimento dell’azienda tra accordi di ristrutturazione finiti in secca a causa del default Banca Marche e un concordato liquidatorio non accolto che portò al fallimento. Nel marzo del 2014 la G&I si era vista omologare l’accordo di ristrutturazione dei debiti presentato dall’advisor dell’azienda, l’avvocato Alberto Feliziani, specializzato in diritto fallimentare e gestione della crisi d’impresa. Un accordo parzialmente eseguito ma travolto dal default di Banca Marche che trascinò nel proprio vortice negativo alcune importanti imprese, tutte debitrici della Gesuelli & Iorio che su quegli introiti aveva fondato la sostenibilità del piano di ristrutturazione. A quel punto l’azienda, sempre tramite l’avvocato Feliziani, si era rivolta nuovamente al tribunale di Macerata per ripiegare su di un concordato liquidatorio che, in ogni caso, pur in presenza di inevitabili falcidie, avrebbe garantito un buon risultato per tutti i creditori. La complessa operazione giuridico-societaria non era stata recepita dai giudici che il 2 settembre del 2015 avevano decretato il fallimento dell’impresa. Contro questa decisione l’avvocato Feliziani aveva presentato appello e il 27 gennaio del 2016 i giudici del secondo grado avevano revocato il fallimento.

L’avvocato Alberto Feliziani

Finita? No, perché la curatela fallimentare a quel punto aveva fatto ricorso alla Corte di cassazione. L’udienza si era svolta, davanti alla prima sezione, il 14 febbraio 2019. Il procuratore generale aveva chiesto l’accoglimento del ricorso proposto dalla Curatela. L’avvocato Feliziani ha esposto una tesi in contrasto con quella della Curatela e i giudici oggi gli hanno dato ragione con una sentenza di revoca del fallimento. Sentenza che si annuncia particolarmente d’impatto anche perché la Gesuelli & Iorio vantava proprietà per decine di milioni di euro tra immobili e partecipazioni. «C’è la soddisfazione di veder riconosciute le argomentazioni giuridiche fondate su di un convincimento che mai ha abbandonato me ed i miei collaboratori – ha detto l’avvocato Feliziani, raggiunto al telefono dopo la sentenza – anche se l’orientamento del Tribunale di Macerata, nel decretare il fallimento, si fondava su tesi altrettanto meritevoli di studio ed approfondimento pur non condivisibili a mio modesto avviso». Sul quadro futuro, il legale spiega che «Troppi anni sono trascorsi dalla declaratoria fallimentare e nelle more l’impresa ha perduto le proprie iscrizioni ed ogni possibilità operativa. Impensabile immaginare l’attuazione di un piano di ristrutturazione. Resta l’amarezza di aver ricevuto già dinanzi alla Corte d’Appello una proposta d’acquisto da parte di un fondo inglese, di tutti i cespiti immobiliari e delle partecipazioni in capo alla Gesuelli & Iorio spa, talune delle quali oggi sarebbero meritevoli di valorizzazione e collocazione sul mercato. Ritengo a questo punto che l’unica via rimasta sia quella di un concordato liquidatorio che a mio parere dovrebbe prevedere come commissario lo stesso curatore fallimentare (Vanessa Rastelli, tra i massimi esperti della materia) così da garantire la miglior soddisfazione di tutto il ceto creditorio. Ma è presto e prima dei prossimi giorni, dopo attenta riflessione condivisa con la proprietà, sceglieremo la soluzione più idonea». Il legale conclude: «Le sentenze si rispettano anche se debbono e possono essere commentate. Indubbiamente questo che ci occupa costituisce un caso di rilevanza giurisprudenziale poiché statuisce su di una materia oggetto di progressiva evoluzione normativa. Rimane la grande soddisfazione professionale e la riflessione di essermi sempre confrontato, nei tre gradi di giudizio, con magistrati attenti – pur nella diversità di opinioni – preparatissimi e scevri da ogni condizionamento dottrinale».

La Gesuelli e Iorio è un gruppo storico che negli anni d’oro fatturava oltre 40 milioni di euro. Si è occupato della realizzazione di importanti infrastrutture: dalla sede della Loriblu, al quartiere Isola blu di Jesolo, al nuovo hotel dell’aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara, al complesso residenziale Lido azzurro (241 appartamenti e 5 ville, a ridosso del parco del Conero). Poi nel 2012 è iniziata la crisi: mancati pagamenti di opere già realizzate e le banche che hanno stretto i cordoni del credito al gruppo sono stati gli elementi che hanno messo l’azienda in cattive acque.

 

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