«Il mio commento su Ricotta?
Provocazione sarcastica alla destra
E sulla ciclovia si prendono meriti altrui»

MACERATA - Il consigliere David Miliozzi chiarisce il suo pensiero dopo la sua battuta incompresa su Facebook. Le ciclabili annunciate dall’amministrazione erano targate Regione e Comune a guida centrosinistra. Sul caso anche gli ex assessori Iesari e Casoni: «L'amministrazione nel 2019-20 aveva fornito il suo pezzo di progettazione e poi aveva firmato la convenzione»
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David Miliozzi (Macerata Insieme)

 

di Federica Nardi

«Non mi aspettavo che una provocazione sarcastica, che ho volutamente scritto usando toni non miei (cosa evidente a chi mi conosce), ma piuttosto emulando i toni della destra estrema, avesse così tanta risonanza, oltretutto in un momento così drammatico per il nostro territorio». David Miliozzi, consigliere comunale di Macerata insieme, chiarisce così quel commento sotto al suo post di accusa all’assessore Paolo Renna, in cui si era rivolto a Elia Ricotta come se fosse l’ex assessore (e oggi capogruppo Pd) Narciso Ricotta con queste parole: “Caro Ricotta, hai fatto l’assessore per 10 anni e ancora parli? Tu e Carancini avete distrutto Macerata”.

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Il commento di David Miliozzi

Una battuta non compresa e che – da quanto dice ora Miliozzi – voleva solo rispondere con sarcasmo a una pioggia di commenti arrivati a difesa di Renna da parte di «sodali di Fratelli d’Italia, compreso Elia Ricotta che so chi è – dice Miliozzi -. All’ennesimo commento in cui si parlava contro la vecchia amministrazione, l’ho tirata via con una battuta. A volte sono stato critico verso il precedente sindaco, ma mai mi sarei permesso di rivolgermi così all’amministrazione, che tra l’altro ha il merito di aver portato avanti il progetto della ciclovia a cui ho sempre tenuto». E sulla ciclovia Miliozzi rincara la dose contro Renna: «L’assessore, con la solita demagogia, ha reclamato anche il merito della ciclovia. Mentre è stata la tanto vituperata vecchia amministrazione a portare avanti il progetto. Ma Renna lavora così: fa pura demagogia. Sono sempre più preoccupato per la gestione della pandemia e della campagna vaccinale, se questo è il livello politico».

La notizia arrivata da Renna e dall’assessore Andrea Marchiori sull’adesione al progetto ciclovie ha fatto storcere il naso anche ad altri esponenti della vecchia amministrazione e richiede effettivamente un’operazione di ricostruzione storico politica per restituire il percorso di un progetto che è sempre stato targato centrosinistra, nel bene e nel male. Di ciclovia si era parlato nel luglio 2017 con grande scalpore, dato che la Regione guidata all’epoca da Luca Ceriscioli del Pd avrebbe voluto destinare al progetto mare-monti (compreso il tratto maceratese) parte degli sms solidali arrivati con il terremoto. Dopo di che dato il polverone sollevato si sono utilizzati altri fondi, questa volta europei, ma sempre legati a finanziamenti per il cratere sismico. E tra i più strenui oppositori di questo investimento c’era anche la Lega con cui Marchiori è diventato assessore. Detto questo, nel programma dell’attuale sindaco di Macerata Sandro Parcaroli la ciclovia effettivamente c’era e sembra nel naturale ordine delle cose che un progetto già praticamente pronto venga portato avanti anche da chi arriva dopo. Il punto, dicono Paola Casoni e Mario Iesari, entrambi ex assessori della Giunta Carancini, è essere chiari sulla maternità del progetto.

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Paola Casoni

«Si tratta di un progetto della precedente amministrazione regionale – ricorda Iesari -. Il “pettine” che integra la ciclabile lungo la costa con le principali vallate della Regione. Il comune di Macerata nel 2019-20 aveva fornito il suo pezzo di progettazione per il territorio comunale e poi aveva firmato la convenzione con l’Unione Montana per la fase di progettazione esecutiva e realizzazione». Paola Casoni parla di «omissioni strategiche nel comunicato del Comune. Il finanziamento dell’opera di circa 5 milioni complessivi è non solo per Macerata ma per buona parte della provincia ed è avvenuto a livello regionale con la Giunta Ceriscioli. L’adesione al progetto era avvenuta già con la tanto vituperata giunta precedente. Ebbene sì, si tratta di uno di quei tanti casi di finanziamenti ereditati da chi, a detta degli amministratori attuali, ha lasciato solo buchi. Capofila di progetto, del quale sta coordinando tutte le fasi di progettazione, gara e successivamente realizzazione, è l’Unione montana Potenza Esino Musone».

 

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