Il Pd sui primi 100 giorni di Parcaroli:
«Involuzione civile ed economica»

MACERATA - I consiglieri dem insieme al Comitato dei garanti criticano l'operato dell'amministrazione di centrodestra. Tra i rilievi, l'«inadeguatezza a fronteggiare la pandemia sul piano degli scarsi aiuti alle famiglie ed alle attività produttive»
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Il gruppo consiliare del Pd di Macerata

 

«Sono passati i primi 100 giorni dall’elezione del sindaco Parcaroli e, recentemente, è stato approvato il primo bilancio preventivo della sua amministrazione. Le prime valutazioni sono, innanzitutto, di inadeguatezza a fronteggiare la pandemia Covid sul piano degli scarsi aiuti alle famiglie ed alle attività produttive (Macerata ha aggiunto soltanto 40mila euro ai fondi statali a differenza di altri comuni della provincia che li hanno integrati in misura ben più consistente)». Inizia così la bocciatura firmata dal Pd di Macerata dei primi 100 giorni dell’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. L’intervento è firmato dai consiglieri comunali e dal Comitato dei garanti, subentrato alla direzione locale del partito dopo le dimissioni dei vertici in seguito alla sconfitta elettorale.

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Sandro Parcaroli

«Per il resto – proseguono i dem -, da una parte si è registrato un aumento del numero degli assessori e degli addetti stampa (con relativi costi a carico dei cittadini) nonché delle auto in centro (siamo l’unica o quasi città europea che ha riaperto la Ztl tornando indietro agli anni ’80) mentre d’altra parte, nel bilancio approvato, si riscontra una diminuzione della spesa per il sociale e per la cultura. Dopo che soltanto un mese fa il sindaco ne aveva nominato i vertici, è stata chiusa l’Istituzione Macerata Cultura ed è stata deliberata, contrariamente a quanto previsto dalla riforma del Terzo Settore l’uscita del Comune dalla Cooperativa sociale Meridiana che favoriva l’integrazione lavorativa e sociale di tanti disabili o svantaggiati (tra l’altro residenti nel Comune e quasi tutti con cittadinanza italiana). In entrambi i casi si sono cancellate esperienze positive senza costruire alcuna valida alternativa. In questo contesto Macerata, purtroppo, non ha mancato di assurgere alle cronache nazionali per la predica del vicario del Vescovo e per le parole del presidente di Confindustria da cui, in ambedue i casi, il sindaco e la sua amministrazione non hanno preso le dovute distanze con fermezza e chiarezza. Pertanto, nella preoccupazione comune di una involuzione della nostra comunità sia sul piano civile e culturale che su quello dei diritti e delle prospettive economiche, noi proseguiremo ad opporci a questo modo di amministrare la città affrontando il 2021 a fianco dei maceratesi con immutato impegno civile».

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