Il Comune esce dalla Meridiana:
«La nostra quota non consente controllo
Preferiamo agire al di fuori»

MACERATA - Il Consiglio ha votato per liquidare la partecipazione dalla cooperativa, su proposta dell'amministrazione. Pierfrancesco Castiglioni (FdI): «Vorrei capire perché vince i bandi. Verifichiamo se i prezzi sono economici o no». Narciso Ricotta (Pd): «Delibera frutto di pregiudizio». L'Ente uscirà anche da Nuova Via Trento e da Task srl
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Il logo della cooperativa Meridiana

 

di Federica Nardi

Via dalla cooperativa Meridiana, dalla Nuova via Trento e anche dalla Task srl. Oggi l’amministrazione di Macerata ha ridisegnato il puzzle delle partecipazioni del Comune. Un atto formale che però tiene traccia del nuovo imprinting voluto dal centrodestra. Mentre la dismissione della partecipazione da NVT era atto già deciso dall’ex Giunta Carancini e oggi formalizzato, la vera novità di fine anno è l’uscita del Comune dalla cooperativa Meridiana, che l’Ente aveva contribuito a fondare. Una partecipazione ormai minima (18,46%) ma la cui liquidazione è certamente un atto politico quanto tecnico. Che segue tra l’altro altri atti simili: ieri la cancellazione dell’Istituzione Macerata Cultura, a cui si aggiunge una delle prima decisioni del mandato cioè la sospensione del progetto Macerata Accoglie.

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Oriana Piccioni

A illustrare i provvedimenti di bilancio l’assessora Oriana Piccioni. Le ragioni dell’uscita sono varie. Piccioni spiega: «Abbiamo ritenuto di doverne uscire, pur riconoscendo la validità di questa cooperativa che ha comunque dato lavoro a soggetti disabili e con la quale continueremo a collaborare. Ma proprio il fatto che il Comune non fosse decisivo nella governance poteva ingenerare una commistione non positiva».

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Pierfrancesco Castiglioni

Pierfrancesco Castiglioni (capogruppo FdI) argomenta ulteriormente: «Uno dei motivi per cui si esce da Meridiana è perché la quota detenuta non consente alcun controllo né apporto nelle fasi decisionali. La Meridiana è stata ritenuta una partecipazione talmente ininfluente che si preferisce agire al di fuori della società stessa. Bisogna anche verificare se i prezzi di Meridiana sono economici o no – aggiunge Castiglioni -. Perché la Meridiana riesce a ottenere vittoria dei bandi? Vorrei capire».

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Alberto Cicarè

Critica parte della minoranza. Alberto Cicarè (Strada comune-Potere al popolo), sottolinea che proprio «nel momento in cui c’è una riforma del Terzo settore che favorisce e incentiva la coprogettazione tra pubblico e privato, il Comune decide in questo modo apparentemente indolore di uscire dalla compagine sociale. Si rinuncia a un ruolo di guida. Si chiude qualcosa ma non sappiamo poi cosa verrà fatto. Tutti i servizi svolti da Meridiana? Non nascondiamoci che Meridiana lavorava in un modo anche criticabile. Ma lavoriamoci. Meridiana è una società in perdita? Ha dato motivo per situazioni indifendibili sulla gestione societaria? Il Comune in questo modo richiede una delega in bianco».

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Narciso Ricotta

Narciso Ricotta (capogruppo del Pd), ricorda che «Macerata è tra i soci fondatori della Meridiana. Oggi ci sono 111 dipendenti di cui 28 sono svantaggiati. Queste sono le uniche possibilità di inserimento lavorativo per chi ha uno svantaggio sociale di questo tipo. Non costa un euro al Comune e ha il bilancio in attivo. Ha in oggetto un’attività utile e necessaria. Questa delibera è frutto di pregiudizio».

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Roberto Cherubini

Roberto Cherubini (capogruppo M5s) è invece tendenzialmente d’accordo con la nuova linea: «Quando ci insediammo facemmo un accesso agli atti, i bandi venivano vinti sistematicamente con partecipante unico: la Meridiana. La cooperativa sociale svolge un ruolo essenziale ma non può essere avvantaggiata. Noi facemmo un esposto in procura e poi la situazione cambiò. Negli anni inoltre questa cooperativa è diventata un bacino di voti».

La delibera, che regola non solo le liquidazioni ma tutte le partecipate, avvia anche il discorso del gestore unico nell’Ata3. Discorso però rimandato a futuri tavoli di ambito per capire come eventualmente accorpare i gestori dell’acqua attualmente esistenti. Il provvedimento ha avuto 20 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti (5 stelle).

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Antonella Fornaro

Tra gli altri provvedimenti approvati la proposta di Cherubini di piantare un albero ogni nuovo nato e anche l’ordine del giorno di Antonella Fornaro (Udc) che chiede all’amministrazione di interloquire con Bper nell’ambito del nuovo panorama bancario territoriale, con un’attenzione ai livelli occupazionali e ai servizi per la cittadinanza. Approvato anche l’ordine del giorno presentato da Claudio Carbonari (capogruppo Lega) che impegna la giunta a interessarsi del rinnovo parlamentare della sospensione delle utenze per le persone colpite dal sisma e poi dalla crisi dovuta al Covid.

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Francesca D’Alessandro

Non passa invece la proposta, sempre di Cherubini, di avviare i progetti socialmente utili per i percettori di reddito di cittadinanza ma solo perché, sostiene l’amministrazione per voce della vicesindaco Francesca D’Alessandro, ci sarà una delibera di Giunta sul tema il 30 dicembre. L’idea sarebbe quella di impegnare alcuni di loro (a Macerata sono circa 600) nell’assistenza all’ingresso e all’uscita delle scuole.

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Andrea Perticarari

Dibattito anche sulla proposta di Andrea Perticarari (Pd), che chiede insieme ad altri consiglieri di minoranza di aprire un asilo o un polo scolastico (comunque sempre rivolto all’infanzia) nel centro storico cittadino, utilizzando fondi appositi del ministero.

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Katiuscia Cassetta

L’assessora Katiuscia Cassetta spiega il no dell’amministrazione: «Non perderemo occasione per attingere a un finanziamento pubblico per nuove strutture scolastiche. Le scuole però c’erano ma per scelte fatte dalla precedente amministrazione sono state trasferite in periferia. In bambini in età prescolare residenti nel centro inoltre sono in media 50 e solo il 10% frequenta un asilo nido o una scuola per l’infanzia. Prima dobbiamo rilanciare una politica a sostegno delle giovani coppie. A oggi le liste d’attesa per asili nido sono azzerate. Quindi aprire una pratica burocratica per aprirne un altro ci sembra per adesso non opportuno».

Il Consiglio riprende domani alle 16, sempre online, per la discussione del bilancio.

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