«Cena al ristorante dopo le 18?
Basta affittare una stanza gratis
Ecco l’assurdità del nuovo Dpcm»

MONTE SAN GIUSTO - La provocazione di Simone Iualè, titolare de "La rosa dei venti" e presidente dell'associazione Albergatori
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Simone Iualè spiega l'offerta del pacchetto

 

 

di Francesca Marsili (foto Federico De Marco)

«Per cenare dopo le 18 al ristorante basta affittare gratuitamente una stanza di albergo». E’ la provocazione di Simone Iualè, titolare dell’hotel ristorante “La rosa dei venti” di Monte San Giusto e presidente dell’associazione Albergatori maceratesi, dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm in cui la sala ristorante è aperta solo per chi usufruisce di una stanza.

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Simone Iualè, titolare dell’hotel ristorante “La rosa dei venti” di Monte San Giusto

Il funzionamento del suo pacchetto “Infinity” è semplice come ha spiegato Iualè in un post su Facebook: «La fortuna di avere un hotel. Affittiamo camere per il tempo della cena al ristorante dell’hotel. Arrivo, documenti, regolare check in, cena, cassa, check out, fine del servizio». Quindi chi vuole cenare viene registrato come affittuario di una camera che gli viene offerta gratuitamente perché in realtà non ne usufruisce. Uno stratagemma per aggirare l’ultimo discusso e contestato decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte? «Assolutamente no – sottolinea con forza Iualè – la legge è legge e va rispettata. Io non l’ho fatto per aggirarla ma semplicemente per dimostrarne l’assurdità». Un’idea scaturita dalla rabbia dopo aver ascoltato i nuovi provvedimenti previsti dal decreto (leggi l’articolo) che si aggiungono ai mesi di lockdown e ingenti spese per mettersi in regola con la sanificazione e l’adeguamento della struttura.

simone-iuale-la-rosa-dei-venti-monte-san-giusto-FDM-1-325x217«Rappresento in questo modo – prosegue l’albergatore – tutti coloro che come me hanno una sala ristorante che ci aiuta a sostenere le spese fisse delle nostre strutture. In particolare la mia ha 32 camere, per una superficie di 2.500 metri quadri su 8 piani. E le norme anti contagio impongono spese notevoli per la sanificazione. Vorremmo che qualcuno ci spiegasse qual è la differenza tra un cliente che vuole cenare ed andare a dormire (e può farlo) e uno che invece vuole solo cenare». Iualè ha già ricevuto diverse telefonate per informazioni sul pacchetto ma quello che conta, per lui, è sollevare la questione: «Questo Dpcm è insensato in tanti punti. Ad esempio la domenica si può stare aperti e non c’è orario di riferimento. Vuol dire che posso rimanere aperto dopo le 18? Il lockdown è stato pesantissimo, alla riapertura non sono neanche riuscito a rinnovare il contratto di un dipendente. Poi sono arrivate le procedure per la sanificazione costosissime. Ci era stato promesso rimborso per il 50% e invece se tutto va bene recupereremo il 9%. Al momento la percezione o meglio il timore è che questo semi lockdown sia l’antipasto di un lockdown come quello già assaggiato a marzo e per noi sarebbe disastroso».

 

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