«Il nuovo dpcm blocca la ricostruzione,
pronto a firmare un’ordinanza
per far cenare gli operai nei ristoranti»

VISSO - Il sindaco Spiganti Maurizi è preoccupato che ci sia l'ennesimo stop ai lavori perchè i dipendenti delle ditte che vengono da fuori regione non avrebbero più un posto dove mangiare «Non possiamo permetterci che i pochi cantieri partiti si fermino»
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Gian Luigi Spiganti Maurizi

 

di Monia Orazi

«Il nuovo decreto blocca la ricostruzione, sono pronto a firmare una ordinanza in cui autorizzo i ristoranti a restare aperti per far cenare chi lavora nei cantieri». A dirlo il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. Il primo cittadino se la prende con il Dpcm firmato oggi da Conte: «Rischia di fermare quei pochi cantieri che sono partiti, siamo indignati e preoccupati. Sono pronto a fare un’ordinanza, dopo quattro anni non possiamo bloccare quei pochi cantieri partiti, perché si dispone la chiusura obbligatoria di ristoranti e bar alle 18 – dice Spiganti Maurizi – da noi ci sono pochi piccoli negozi che rispettano le norme di prevenzione del contagio, sono pochi i posti letto dove far dormire gli operai delle ditte. Ora dove mangeranno? Sono pronto a firmare un’ordinanza in cui autorizzo i nostri pochi locali di ristorazione a rimanere aperti per permettere loro di cenare». Le chiusure imposte dal decreto firmato oggi dal premier Conte rischiano secondo il primo cittadino di Visso, di bloccare i pochi cantieri aperti. Prosegue Spiganti Maurizi: «Da noi lavorano anche ditte di fuori, alcune dalla Campania. Come fanno a far stare qui gli operai? Siamo centri terremotati, con popolazione scarsa, come si fa a non tenerne conto? Adesso che la costruire delle delocalizzazioni commerciali nell’area ex Park hotel procede spedita, rischiamo di fermare di nuovo tutto, perché non si sa come far restare qua gli operai. Che almeno dessero la possibilità di assicurare il vitto ai dipendenti delle ditte esterne impegnate nei cantieri dei centri terremotati, altrimenti sarà un disastro. Da noi c’è ancora chi attende di poter riaprire la propria attività dopo 4 anni, per rimettersi un po’ in sesto. La cassa integrazione viene erogata dopo mesi, invito i politici del governo a vedere se riescono ad andare avanti con le loro famiglie, solo con 500 euro al mese». Le ripercussioni del decreto rischiano di essere pesanti secondo il sindaco di Visso: «Ci sono attività che resistono da quattro anni in una situazione difficilissima, ora rischiamo il colpo di grazia. Non possiamo fermare i cantieri perché portano un po’ di ristoro economico. Questo non vale solo per Visso, ma per tanti centri del cratere terremotato. Se si ferma tutto, l’alternativa per tanti sarà fare la valigia ed andarsene. Dobbiamo permettere, con il totale rispetto delle normative anti contagio, di continuare a lavorare tutte le ditte impegnate nei cantieri della ricostruzione, le nostre terre non possono più perdere tempo. Da noi girano poche persone e tutte indossano la mascherina, ci sono problemi di comunicazione con il sistema Cohesion della Regione, a volte ho trovato dati errati e non aggiornati. Un sindaco va messo nella condizione di conoscere in tempo reale la situazione della pandemia nel suo comune, per adesso siamo ancora Covid free». Il primo cittadino lancia poi un appello al governo: «Noi siamo terremotati e subiamo da anni gli effetti di una zona rossa che si ripercuote sui residenti e sulle attività economiche e produttive. Lasciateci almeno andare avanti con i cantieri della ricostruzione».

Firmato il nuovo decreto: bar e ristoranti chiudono alle 18, stop a piscine e palestre



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