Dai terremoti, ai grandi eventi
fino all’emergenza Covid:
il grande cuore di Macerata Soccorso

VOLONTARIATO - L'associazione di Protezione civile con sede a Sforzacosta conta 35 operatori e 170 soci, coordinati dal presidente Adriano Salvucci e dal vice Giampaolo Pennacchioni. Operano dal 1993 e durante la fase acuta della pandemia hanno lavorato instancabilmente a fianco della popolazione
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I volontari di Macerata Soccorso in centrale

 

Da 27 anni a fianco dei cittadini nei momenti più difficili, e non solo. Uomini e donne che si mettono a servizio del prossimo. Sono i volontari di Macerata Soccorso, l’associazione di Protezione civile con sede in piazza Ciccolini a Sforzacosta. Dai 17 fondatori che diedero vita al progetto nel 1993, oggi l’associazione può contare su 35 volontari attivi e 170 soci. Attrezzati per ogni emergenza, con una decina di mezzi, un paio di camion per trasporti pesanti, una cucina da campo da 1.000 pasti all’ora. «Un buon 90% di quello che si costruisce lo facciamo da soli, anche la manutenzione dei mezzi e questo grazie ai volontari che mettono a disposizione le loro professionalità», sottolinea il presidente Adriano Salvucci, che insieme al vice Giampaolo Pennacchioni guida l’associazione.

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Il presidente Adriano Salvucci (al centro)

E così dal terremoto del ’97 hanno affrontato le più grandi emergenze e gli eventi più importante, nelle Marche, in Italia e non solo: gli altri terremoti del Molise e de L’Aquila, quello in Pakistan, e ovviamente l’ultimo del 2016. Ma anche la collaborazione con il pellegrinaggio Macerata-Loreto e il Montelago celtic festival. Fino all’emergenza coronavirus. In questi mesi hanno garantito un servizio h24 con tre turni (09-13, 13-17 e 17 -21) e deviazione di chiamata per le ore notturne. Una squadra di 5 persone reperibile e operativa in pochi minuti e una squadra operativa in sede hanno completato la dotazione di uomini e donne, coordinati dal presidente o dal suo vice. Sono tante le necessità a cui hanno risposto in questo periodo difficile: dal fare la spesa alle persone in quarantena obbligatoria al recupero e consegna di medicinali e bombole di ossigeno, al recupero delle donazioni alimentari da ridistribuire ai bisognosi, al confezionamento dei pacchi per le famiglie segnalate dai Servizi sociali. Alla predisposizione delle mascherine per le famiglie del Comune di Pollenza, con la preziosa collaborazione dei giovani del Servizio civile che sono stati inviati come supporto dai Comuni di Macerata, Pollenza e Ancona, al coordinamento della consegna viveri nel Comune di Macerata e Pollenza.

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Il vice Giampaolo Pennacchioni a un’edizione del Montelago celtic festival

Il lavoro non è mancato e spesso i turni hanno obbligato i volontari a prepararsi il pranzo e la cena nella cucina della centrale. «Anche se talvolta la fatica si è fatta sentire – racconta Salvucci  – e la tensione non è mancata, si è sempre percepito l’ottimismo e la serenità di chi dedica il proprio tempo libero per il bene, la sicurezza e la tranquillità della popolazione. Anche quando il servizio presentava dei rischi, come le operazioni di montaggio di strutture negli ospedali». Il gruppo di Logistica Sanitaria è stato rodato da tante esperienze e continue esercitazioni, ed ha agito con perfetta efficienza. Un nucleo di volontari si è anche qualificato dai Vigili del fuoco come “operatore antincendio” e ora garantisce h24 il servizio antincendio al Covid center di Civitanova.«L’unica difficoltà sono i soldi – sottolinea con un sorriso il presidente – Il lavoro viene prestato gratuitamente, è vero, ma le bollette arrivano, le assicurazioni dei mezzi e volontari non aspettano, i carburanti si pagano, l’affitto della sede si deve pagare. E spesso il volontario, per perseguire il proprio ideale di solidarietà, per fare cose che altri seppur pagati dovrebbero fare, sospira e mette mano al portafogli. Questo succede alle associazioni di volontariato».

(redazione CM)

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La consegna dei pacchi alimentari durante l’emergenza Covid

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