Ceriscioli difende il Covid center:
«Se arriva l’ondata di piena,
siamo pronti»

SANITA' - Il governatore ha fatto il punto sul ritorno degli ospedali al periodo pre coronavirus, sul raggiungimento dei 300 posti di terapia intensiva, sulle richieste del ministero ed ha risposto al fuoco amico sulla struttura alla fiera di Civitanova
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La dimissione dell’ultimo paziente dal Covid center di Civitanova

 

di Luca Patrassi

Ieri pomeriggio a Pieve Torina per la riapertura di un immobile danneggiato dal sisma, poi Montecassiano per l’entrata nella fase operativa dell’Hospice allestito dall’Area Vasta 3 negli splendidi spazi dell’ex ospedale. Un sopralluogo ed anche indicazioni sul ritorno alla operatività degli ospedali già utilizzati per il Covid 19: la volontà è quella di mettere a disposizione ulteriori risorse per riaffrontare con decisione il taglio delle liste di attesa.

Il governatore Luca Ceriscioli e il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni

Ripartenza graduale sì, ma nulla che possa far pensare a un rallentamento. Il governatore ha chiesto esplicitamente ai vertici dell’Asur di tagliare il più possibile i tempi per tornare all’operatività prima del Covid. Tenendo bene in mente le indicazioni già date: il taglio delle liste di attesa ricorrendo a incentivi al personale sanitario e al potenziamento delle strutture pubbliche. Insomma un Ceriscioli d’attacco quello che si è manifestato anche ieri sera a Montecassiano, per dirla tutta uno che non dà affatto l’impressione di essere arrivato al capolinea della sua esperienza politica. O Ceriscioli vuole spingere sull’acceleratore fino all’ultimo giorno, o ha in mente qualcosa per il suo futuro politico. Quanto al Covid center di Civitanova, che ieri ha visto dimesso l’ultimo paziente che vi era arrivato, Luca Ceriscioli ribadisce le scelte fatte e la volontà di proseguire.

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti col governatore Luca Ceriscioli

«E’ come avere – e le abbiamo – una cassa di espansione vuota in previsione di una ondata di espansione dei fiumi. Anche quelle – ha osservato il governatore – sono costate milioni e se non lo dovremo utilizzare saremo evidentemente più contenti. Ma se l’ondata di piena arriva, noi siamo pronti. Dire che l’ospedale è vuoto e quindi non serve rappresenta soltanto il vertice del pensiero speculativo e stupido di chi non capisce che serve invece fare le cose prima di quando serviranno. Se la stessa struttura fosse arrivata un mese prima, neanche avremmo avuto le polemiche. Nel senso che tutti, nel pieno della pandemia, ne avrebbero capito l’utilità. Realizzare poi in un mese lavorativo 84 posti letto di terapia intensiva è una cosa straordinaria per me amministratore». La partita del potenziamento della rete regionale della Rianimazione, obiettivo i 300 posti letto contro i circa 100 di oggi. «Avremo ora – rileva Ceriscioli – una cartina di tornasole interessantissima per rispondere alle richieste del Ministero di attivare i posti letto nelle strutture pubbliche. Ci arriveranno a breve le richieste economiche delle varie aziende per realizzare i posti letto aggiuntivi di Rianimazione all’interno degli ospedali, vedremo anche con quali tempi si realizzeranno dovendo passare la trafila dei progetti e degli appalti e con quanti ricorsi al Tar. In ogni caso per arrivare a 300, quelli di Civitanova servono comunque». Infine la frecciatina polemica sul “fuoco amico” ricevuto per il Covid center: «Contrari a Civitanova? – conclude il governatore – Il sottosegretario Morani, il circolo di Offida e il circolo sanità del Pd di Ancona, questi ultimi alla fine hanno detto che non sono d’accordo ma che non vogliono dire di più perché potrebbe servire». Infine resta da chiudere la partita della rendicontazione delle spese sostenute per realizzare la struttura civitanovese, volontà di trasparenza annunciata, all’inizio delle operazioni dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti e dal capogruppo dem Francesco Micucci.



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