Saltamartini contro Morgoni:
«Da vecchio Pci le parole sul questore»
E pure a Belforte è polemica sul 25 aprile

IL CASO - L'ex senatore prende le difese di Antonio Pignataro per la sua lettera di vicinanza alla sindaca di Potenza Picena contestata dal deputato dem. E così anche il segretario regionale della Lega Paolo Arrigoni:«Vergogna, il parlamentare ha usato toni mafiosi». Intanto nel Comune dell'entroterra Roberto Paoloni accusa: «L'amministrazione ha dimenticato la Liberazione». La risposta del sindaco Alessio Vita
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Il questore Antonio Pignataro e la sindaca Noemi Tartabini

 

«Mi dispiace veramente che un parlamentare della Repubblica possa sguainare la faretra del vecchio linguaggio ideologico del Pci, per muovere un pesantissimo attacco ad un alto funzionario della stessa Repubblica». Continua la polemica sul 25 aprile partita da Potenza Picena e che ormai ha travalicato i confini comunali. Oggi, a prendere le difese del questore Antonio Pignataro e a puntare il dito contro il deputato dem Mario Morgoni è Filippo Saltamartini, assessore di Cingoli, già senatore e funzionario di polizia. Secondo l’esponente del Pd, il numero uno della questura, nella sua lettera di vicinanza alla sindaca di Potenza Picena, ritratta a testa in già in un volantino con su scritto “Credere, obbedire, penzolare”, avrebbe fatto considerazioni  politiche sul 25 aprile non adatte al ruolo che ricopre. Da qui la volontà di segnalare l’accaduto al prefetto e al ministero dell’Interno. 

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Filippo Saltamartini

«Quella telefonata al Ministero e alla Prefettura, suona molto, come quella frase, che migliaia di agenti di polizia sentono ogni giorno: «Lei non sa chi sono io» – replica ora Saltamartini –  Ed in effetti, il sindacato ispettivo parlamentare, soprattutto dell’opposizione dell’ex Pci è stato connotato di interrogazioni contro questo o quell’appartenente delle forze di polizia, reo di aver applicato una legge o di non aver consentito l’uso della violenza nelle pubbliche manifestazioni. Di fronte all’immagine della sindaca “a testa in giù” così violenta ed evocativa, ma anche eversiva dell’ordinamento liberale e democratico, bene ha fatto l’autorità di pubblica sicurezza a mettersi al fianco di un’altra istituzione: quella municipale, rappresentata dal sindaco. C’è da domandarsi se la stessa immagine avesse raffigurato un ministero della Repubblica, il parlamentare avesse tenuto lo stesso comportamento. C’è davvero da sperare che gli anticorpi della democrazia liberale e costituzionale, fondata anche sul sacrificio delle truppe anglo-americane che pochi ieri hanno ricordato, possa difendere il dottor Pignataro, di fronte ad uno scenario che porterà comunque il ministero a chiedere chili di giustificazioni allo stesso questore.

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Mario Morgoni, deputato del Pd

«Ma ciò che più colpisce – continua Saltamartini – è il fatto di questa insensibilità istituzionale, da parte di un parlamentare di lungo corso, per cui si attacca un uomo che ha avuto il coraggio di vivere l’esperienza della squadra mobile di Palermo negli anni degli attentati, negli anni in cui veniva divelta un’autostrada per assassinare il giudice Falcone e quando sulla vita di un commissario o di un giudice nessuno, mai avrebbe scommesso una sola lira. Quella è la stoffa del commissario di pubblica sicurezza Pignataro. Potranno anche metterlo sotto inchiesta, avviare procedure di trasferimento, ma per fortuna dell’Italia, quest’uomo è il dottor Pignataro. Una persona che ha votato la sua vita per la difesa della legalità, della libertà contro ogni minaccia, anche quella di colui il quale ha affisso l’effige della sindaca a testa in giù e idonea a scatenare equivoci scenari di conflitto sociale. Quella lettera di solidarietà alla sindaca di Potenza Picena – conclude l’ex sindaco di Cingoli – doveva essere scritta dal ministro dell’Interno e dallo stesso prefetto. Altro che frammischiare ruoli, funzioni e attività politiche. Il questore ha voluto rappresentare lo Stato, in un giorno speciale, facendo rilevare che mai l’intolleranza politica potrà soverchiare la legalità della democrazia che poggia anche sul diritto di critica e sulla libera attività funzionale delle istituzioni elette dal popolo come le amministrazioni comunali».

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Il senatore Paolo Arrigoni

Contro le parole di Morgoni, si scaglia anche Paolo Arrigoni, segretario regionale della Lega. «Incondizionato sostegno al questore Pignataro – ha scritto il senatore del Carroccio – grave e inaccettabile che un parlamentare della Repubblica, qual è Morgoni del Pd, con toni tipicamente mafiosi minacci di rivolgersi al ministro dell’Interno contro lo stesso questore solo per avere espresso solidarietà e vicinanza al sindaco (donna) di Potenza Picena che ha subito un vile attacco con un becero volantino. Vergogna». Mentre solidarietà alla Tartabini arriva anche da fuori provincia, in particolare dalla sindaca di Monsampietro Morico Romina Gualtieri: «Profonda solidarietà, alla collega Noemi Tartabini che ha da sempre manifestato al Comune di Monsampietro Morico ampia collaborazione nelle criticità che abbiamo dovuto fronteggiare, con un alta sensibilità istituzionale, e generosità, tipiche di non si ferma ai confini del proprio territorio. Conoscendo la tenacia delle donne che h24 si spendono nell’amata missione civile, ed intesa nel senso più ampio del servizio ai cittadini (soprattutto ai più fragili e in difficoltà) sono certa che nulla potrà farci arretrare nel percorso che quotidianamente viviamo ed offriamo alla cittadinanza tutta e con essa alla patria».

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La lapide spoglia a Belforte, postata dall’ex sindaco Roberto Paoloni

Da Potenza Picena a Belforte il passo è stato breve. Se nel primo caso la polemica era nata dal volantino dell’amministrazione comunale, in cui la sindaca invitava per il 25 aprile a commemorare i caduti della seconda guerra mondiale e i morti di Covid-19, piuttosto che la Liberazione dal nazifascismo, nel secondo le critiche nascono dalla mancata cerimonia ufficiale, che si sarebbe potuta celebrare, seppur in forma ridotta.  «Ho voluto recarmi a porgere un breve, personale, saluto davanti al monumento ai caduti di via San Lucia in ricordo del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. In gran velocità, con mascherina e guanti, come da disposizioni. Ma li una brutta sorpresa – denuncia l’ex sindaco Roberto Paoloni il monumento spoglio, non un fiore, nessuna corona d’alloro come si conviene. Comprendo il momento di emergenza causato dal virus. Tuttavia i social testimoniano altre scelte, altre sensibilità: comuni, anche vicini a Belforte, hanno dato, anche se in forma ristretta, la giusta rilevanza a questa importante giornata per il popolo italiano. Potrei pensare ad una banale, ingiustificabile, dimenticanza, ma poi rifletto e penso che forse i valori della resistenza e dell’antifascismo non sono parte fondante di questa maggioranza che dimentica il 25 Aprile nel suo primo anno di mandato».

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Il post del sindaco Alessio Vita

Pronta la risposta, a mezzo social così come l’attacco, del sindaco Alessio Vita: «Chi approfitta di questi momenti per trarne visibilità contraddice di certo quanti, in silenzio, hanno dato la loro vita per un futuro migliore. Prendiamo spunto da chi 75 anni fa ha resisto alla dittatura per combattere anche noi questa guerra silenziosa contro un nemico invisibile. Impariamo dal loro sacrificio la voglia di lottare e di battersi per la libertà. Il prezzo che hanno pagato non è paragonabile a quanto richiesto a noi, ovvero solo di restare a casa e di fare attenzione. Come 75 anni fa, anche noi ne usciremo vincenti e liberi».

 

 

 

 

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