«Chiese soldi a un camionista»
Assolto poliziotto della Stradale.
«Chiusa fase drammatica della sua vita»

TOLENTINO - La sentenza del Tribunale di Macerata dopo che la Corte d'Appello aveva annullato la sentenza di primo grado. Imputato l'agente Pablito Pieroni. L'avvocato Sergio Marini (in foto): «Dimostrato che il fatto non sussiste, vicenda durata ben dieci anni»

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L’avvocato Sergio Marini

Accusato di aver accettato da un camionista una promessa di denaro per non multarlo: assolto un agente della polizia stradale. Ieri la sentenza del Tribunale di Macerata, dove la vicenda era tornata dopo che la Corte d’Appello di Ancona, nel febbraio 2024, aveva annullato la sentenza di primo grado, quando l’agente era stato condannato a 4 anni per corruzione.

Sotto accusa era finito Pablito Pieroni, 54 anni, residente a Corridonia, insieme ad un collega di 56 anni residente a Porto Sant’Elpidio. Quest’ultimo era già stato assolto in primo grado.

«Per il mio assistito la Corte d’Appello aveva disposto l’annullamento della sentenza senza entrare nel merito (pur evidenziando le plurime criticità della prima sentenza) – specifica l’avvocato di Pieroni, Sergio Marini -, accogliendo la tesi della difensiva che evidenziava la discrepanza tra il reato contestato nel capo d’imputazione con quello di cui lo stesso era stato ritenuto responsabile, essendo stato riqualificato il fatto come induzione indebita a dare o promettere utilità anziché dell’originaria accusa di corruzione».
E ieri c’è stata la sentenza del Tribunale di Macerata.

«L’udienza dibattimentale di ieri si è conclusa con l’assoluzione dell’imputato con la formula “il fatto non sussiste” – prosegue il legale -, dopo aver peraltro riqualificato l’ipotesi di reato soltanto come tentativo. Così si auspica la chiusura di una fase drammatica che ha riguardato la vita professionale e personale dell’agente Pieroni, durata ben 10 anni, con periodi di sospensione dalla sua attività, a seguito della sentenza di primo grado, che, tra l’altro, aveva disposto l’estinzione del rapporto di pubblico impiego. Il dispositivo fa ritenere fondati e, quindi, accolti i tanti motivi evidenziati dalla difesa a sostegno della insussistenza del fatto contestato».

I fatti risalgono al 4 luglio del 2016 quando lungo la superstrada, nella zona di Tolentino, la pattuglia composta dai due agenti, il 54enne Pablito Pieroni, residente a Corridonia e ora in servizio ad Ascoli, e il collega, un 56enne residente a Porto Sant’Elpidio, hanno fermato un camion. Secondo il resoconto che l’accusa fa di quanto accaduto quel giorno: il camionista non sarebbe stato in regola con il cronotachigrafo. Così, per evitare una multa, avrebbe proposto di dare del denaro. Gli agenti gli avrebbero detto: «Va bene, chiudiamola qui. Metti qualcosa nel libretto e poi senza farti vedere dalla gente ci riporti i documenti». Inoltre uno dei poliziotti avrebbe in seguito contattato al cellulare il camionista per sollecitare un incontro per farsi dare il denaro.

«Chiese soldi ad un camionista» Condannato poliziotto della Stradale


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