Gatti tenuti nella sporcizia,
pistole e munizioni in casa:
condannata una 52enne
MACERATA - La sentenza: sei mesi per detenzione abusiva di armi e un'ammenda per abbandono di animali e per i cattivi odori causati dalla condizione in cui era tenuta l'abitazione

Gatti tenuti nella sporcizia e pure una carcassa in putrefazione, un paio di pistole (e centinaia di cartucce) detenute illegalmente: sotto accusa era finita una 52enne di Macerata. Oggi è stata condannata a sei mesi per detenzione abusiva di armi e ad una ammenda di 3.600 euro per quel che riguarda le contestazioni legate ai gatti (abbandono di animali e emissioni odorose moleste). Così ha deciso oggi il Tribunale di Macerata.
L’accusa, sostenuta dal pm Francesco Carusi, contesta alla 52enne, una professionista (assistita dall’avvocato Giorgio De Seriis) di aver tenuto nell’appartamento dove viveva 14 gatti, di cui 4 cuccioli, in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, questo perché la casa era in condizioni igieniche che l’accusa definisce «pessime» per la presenza di una carcassa di gatto in putrefazione ed escrementi di animali in ogni locale, sia sui pavimenti che sopra i mobili, «costringendo così i gatti a dormire tra la propria sporcizia, privi di acqua e cibo e degli appositi contenitori per le deiezioni».
A causa delle deiezioni animali in ogni locale sia sopra i pavimenti che sopra i mobili, è accusata di aver «provocato emissioni odorose atte a molestare le persone che abitavano nel condominio e nelle vicinanze» dice l’accusa. Per questa parte delle accuse la donna è stata condannata al pagamento di un’ammenda di 3.600 euro.
Poi ci sono le contestazioni per la detenzione abusiva di armi. In questo caso l’accusa parla di una Beretta 98 F calibro 7,65, di una pistola Smith & Wesson, di un caricatore per revolver, di un caricatore per pistola, di un pugnale etnico, di 150 cartucce per pistola automatica calibro 7,65, di 144 cartucce 357 magnum, di 49 cartucce per calibro 38. I fatti contestati sono stati accertati tra il luglio e l’agosto del 2022. Per questa parte delle accuse è stata condannata a sei mesi, con sospensione della pena condizionata al fatto che vengano risarcite le parti civili: si sono costituiti il condominio dove la donna viveva (2.500 euro di risarcimento) e dell’associazione Oipa (800 euro). Il pm aveva chiesto 1 anno e 8 mesi.